Da: La regione, 28.6.11 pag 36
Se mancano mariti si importano
Dubai – Importare mariti, belli, docili e musulmani per ridurre il fenomeno divorzio e migliorare la prossima generazione: la proposta, audace di per sé, giunge dal Kuwait e da una donna.
“È impossibile risolvere il problema zitelle e quello di aumento del tasso di divorzi, a meno che il governo non agisca per trasformare in legge questa idea”, ha dichiarato Salwa Al Mutairi, attivista politica al quotidiano Alseyassa .
E ha spiegato che il “dramma sociale” che sta attraversando il ricco emirato petrolifero potrebbe essere così risolto: “Comprare mariti attraenti” che rispondano a specifici requisiti tra i quali l’essere “educati e servizievoli” e “obbedire alle loro mogli e soddisfare i loro desideri”.
Le donne kuwaitiane – puntualizza l’attivista – hanno notoriamente un carattere molto forte e i continui litigi con i mariti connazionali portano sempre più spesso al divorzio e di conseguenza per le donne, ad una vita destinata alla solitudine.
La scelta di mariti bianchi provenienti da altri Paesi musulmani avrebbe inoltre un vantaggio aggiuntivo per Al Mutairi, ovvero “un miglioramento della prossima generazione”.
Il fenomeno del nubilato o delle donne senza marito è un aspetto molto sentito e che tocca oltre il 35% della popolazione femminile del Kuwait.
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