Ecco il vissuto "allucinante" di un nostro Papageno.
Ingenuamente, egli, considerata la situazione familiare e il bene dei figli, ha chiesto di essere affiancato da un curatore educativo viste le innumerevoli difficoltà nel rapporto coi figli, create a lui e ai ragazzi dalla madre.
Da quel momento, anche se inimmaginabile, la situazione è invece peggiorata.
In definitiva, dopo tante leggerezze commesse dalla curatrice educativa, dalla Ctr 1 di Chiasso e dagli operatori intervenuti, dopo tante ragioni mai ascoltate, dopo tante umiliazioni, dopo tanti torti, si chieda sconvolto e allibito: “Ma allora ai bambini chi ci pensa?”. Senza tutti gli interventi “mirati” subiti (non si sa se a favore dei figli o della madre e della “fabbrica dei divorzi” che si autoalimenta) oggi sarebbero senza dubbio tutti più sereni.
Finanziariamente, grazie agli elevati costi generati, i due nuclei familiari si sono notevolmente impoveriti, senza alcun concreto vantaggio. Al contrario degli addetti ai lavori i quali ritengono addirittura valido, senza pecche e “professionale” il loro agire, così come legittimato il loro onorario (la curatrice educatica psicologa ha presentato una fattura di oltre 11'000 frs dopo un anno di "lavoro", incontrando il padre solo 2 volte), non ammettendo mai le loro manchevolezze e i loro (a volte molto gravi) errori, anche quando evidenti.
E più egli si esprimeva, peggio era, venendo definito “non collaborante con le istituzioni”, preferendo la madre meno idonea ma però “collaborante”.
L’interesse dei minori non veniva né viene tutt'ora garantito, al contrario di quello della madre che di fatto diventa l’unica tutelata dal sistema giuridico e sociale in vigore.
Questa separazione è iniziata con la prima lettera inviata dall'avvocata della madre al padre nel dicembre 2001. Il padre ha chiesto il divorzio nel novembre 2004 e ora, a marzo 2008, non è cambiato tanto, se non che la sofferenza e la rovina economica e psico-fisica aleggia su tutte e due i nuclei famigliari.
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