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Tribunale federale «Il figlio conteso torni in Spagna» Respinto il ricorso della madre di Acquarossa. Il bimbo lascerà la Svizzera per vedere il padre

Da: CdT 27.12.12 pag 13

Tribunale federale
«Il figlio conteso torni in Spagna»

Respinto il ricorso della madre di Acquarossa. Il bimbo lascerà la Svizzera per vedere il padre


Y. e sua madre hanno passato un Natale amaro. Il bambino conteso dovrà difatti tornare in Spagna, affinché il padre possa vederlo. È questo il senso della sentenza emessa alcuni giorni prima di Natale dal Tribunale federale sul caso del figlio con­teso da Nevenka Vujicic, la donna nata e cresciuta a Bellinzona, e l'ex compagno, un fabbro spagnolo che l'ha denunciata per rapimento di minori. I giudici di Mon Repos hanno difatti respinto il ricorso presentato dalla mamma di Y. con il quale la donna chiedeva di annullare la senten­za datata 6 novembre del Tribunale d'ap­pello del Canton Ticino che le intimava di riportare il figlio in Spagna entro la fine di novembre per garantire il diritto di visita del padre. Impugnando la decisione la 40.enne ottenne l'effetto sospensivo in via supercautelare, potendo così rimanere con il figlio di quattro anni ad Acquarossa (dove i due vivono da un anno e mezzo con tre gatti e due cani) un po' più a lungo. Ora però, facendo leva sul diritto interna­zionale in materia, sostenendo che alcuni documenti sono pervenuti in ritardo e nonostante il fatto che mamma e figlio in Ticino abbiano amici, familiari e affetti, il Tribunale federale conferma sostanzial­mente la decisione dei colleghi ticinesi. Entro il 15 gennaio Y. dovrà tornare in Spagna, dove vive il padre, affinché il ge­nitore possa esercitare il diritto di visita riconosciutogli dalla custodia parentale fissata in Spagna. La madre ha chiesto di modificarne i termini, cercando di ottene­re l'affidamento esclusivo del figlio.
Un anno e mezzo di lotta

La sentenza dei togati di Losanna è solo l'ultimo capitolo di una lunga vicenda fatta di denunce incrociate, udienze in tribunale e sofferenze umane. Ma soprat­tutto della dolorosa storia di un figlio conteso. Il bambino nacque quattro anni fa dalla relazione tra il padre Raul e Ne­venka, giunta in Andalusia dopo una vita
trascorsa in Svizzera. Dopo una conviven­za a tratti burrascosa, l'anno successivo la donna decide di traslocare col figlio a 400 chilometri, nella provincia di Granada. Il 10 marzo 2011 i due genitori firmano un accordo che affida la custodia alla madre, stabilisce l'autorità parentale congiunta e assicura il diritto di visita al padre per un fine settimana al mese. Due mesi più tar­di, Y. e la mamma fanno visita alla nonna malata. Nevenka, stufa di quelli che lei definisce maltrattamenti da parte dell'ex compagno, decide di restare in Ticino. L'altro genitore però non ci sta ed inoltra una denuncia al Ministero di giustizia spagnolo per sottrazione di minore. Ha così inizio un anno e mezzo di accuse re­ciproche, lotte in Tribunale e tentativi di mediazione falliti.
Si confida nella giustizia spagnola

Nevenka non vuole perdere il figlio. Dal maggio 2011 ha fatto il possibile per re­stare in Ticino. Ha offerto la possibilità al padre di venire in Svizzera il primo fine settimana di ogni mese. Lui però ha rifiu­tato. A poco è valso finora l'appello pub­blico della donna (la pagina Facebook «Insieme per un grande cuore che pro­tegga il mio angelo» ha raccolto oltre tre­cento adesioni) e la lettera alla Consiglie­ra federale Simonetta Sommaruga che, attraverso l'Ufficio federale di giustizia e polizia, ogni anno tratta un centinaio di casi analoghi a quello della mamma e del figlio di Acquarossa. Affaticata da qual­che tempo ha cambiato avvocato affi­dandosi a Matteo Quadranti. La sua lotta è continuata anche sul fronte spagnolo: la 40.enne ha chiesto di rivedere i termini dell'autorità parentale puntando all'affi­damento esclusivo di Y. e ha denunciato l'ex compagno perché, sostiene lei, l'a­vrebbe maltrattata. Violenze che, così come il malessere addotto dalla donna, non sono stati presi in considerazione da Mon Repos.
DAPA

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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