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Da: Il Caffé della domenica, 10.02.2008, pagina 13

Quasi pronta la nuova legge che impone ai fidanzati la residenza legale in Svizzera. Ed è guerra ai matrimoni fittizi


BERNA -
Sposarsi per interesse e non per amore. Ogni anno in Svizzera si celebrano tra i cinquecento ed i mille matrimoni fittizi . Nozze cioè che, solitamente, consentono ad uno dei due partner di ottenere la cittadinanza svizzera alla quale altrimenti non avrebbe avuto diritto. “In Ticino - commenta Fermo Mocchi, presidente dell’Associazione ticinese degli ufficiali di stato civile -, ritengo che ci siano due o tre matrimoni fittizi l’anno”. Cifre precise sui matrimoni di convenienza in Svizzera però, non esistono anche se il Tribunale federale di Losanna analizza annualmente un centinaio di ricorsi relativi a presunti matrimoni fittizi . Fra questi non figura certo quello della coppia incontrata dal Caffè - vedi articolo sotto con la donna ad ammettere senza ambiguità: “Con lui sono stata onesta, lo sapeva dall’inizio che non sarei rimasta accanto a lui per sempre, ma solo il tempo necessario ad ottenere la naturalizzazione” Intanto per contrastare il fenomeno la classe politica intende inasprire la legge.
Il progetto di revisione della legge, per esempio, prevede che si possano unire in matrimonio unicamente i partner che risiedono legalmente in Svizzera. Si intende pure rifiutare il diritto all’unione ai clandestini - ed in questo senso si è appena espressa la commmissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale - , nonché prolungare il termine di annullamento della naturalizzazione ottenuta attraverso il matrimonio. E questo perché la maggior parte dei matrimoni fittizi è concordata proprio per consentire ad uno dei due partner di ottenere la cittadinanza elvetica.

Chiesta dall’Unione democratica di centro, la revisione propone inoltre di obbligare i partner stranieri che intendono sposarsi, a provare che risiedono legalmente in Svizzera. Chi non potrà provarlo sarà denunciato alla polizia degli stranieri. “Non intendiamo sostituirci alla polizia degli stranieri - dice Fermo
Mocchi - . In generale però, gli ufficiali di stato civile invitano sempre i futuri sposi di origine straniera a regolarizzare la loro posizione”. Questo significa che la segnalazione dell’eventuale irregolarità partirà solo in un secondo tempo. “Noi - commenta Mocchi - , partiamo dal presupposto che quando due persone iniziano le pratiche matrimoniali sono in regola”. A livello nazionale comunque, questa disposizione è stata accolta positivamente dall’Associazione svizzera degli ufficiali di stato civile che spera così di migliorare la collaborazione proprio con la polizia degli stranieri. Anche se in futuro, per gli stranieri non in regola, sarà un po’ più difficile sposarsi in Svizzera, questo non significa che i matrimoni fittizi siano destinati a diminuire. “Ci si può sempre sposare all’estero - ammette Mocchi - e questo consentirà comunque al cittadino straniero di entrare in Svizzera”. Da questo punto di vista al presidente degli ufficiali di stato civile ticinesi, trova interessante la proposta di prolungare da cinque a otto anni, il termine di annullamento della naturalizzazione ottenuta attraverso il matrimonio (con l’Udc che vorrebbe portarlo addirittura a dieci). “Provare e verificare gli abusi - spiega Mocchi - , è difficile, anche quando i coniugi divorziano pochi anni dopo il matrimonio”. Alcuni anni in più insomma, potrebbero far comodo. Dall’introduzione, nel 1992, della naturalizzazione agevolata per i coniugi stranieri infatti, si sono verificati diversi abusi, alcuni dei quali sono stati scoperti quando ormai erano in prescrizione e, quindi, non hanno potuto essere perseguiti. “In generale - conclude Mocchi - i dubbi si concentrano sulle coppie nelle quali fra i due coniugi c’è una notevole differenza d’età, ma sovente si tratta solo di dubbi”.
A livello partitico la revisione piace soprattutto all’Udc che vorrebbe però inasprire ulteriormente
legge. a.c.

100 i ricorsi al tribunale federale contro la decisione di annullare matrimoni di convenienza
1.000
la stima dei matrimoni ‘fasulli’ celebrati in Svizzera ogni anno
21.400
i divorzi decretati a livello federale decretati lo scorso anno
40.300
i matrimoni celebrati in Svizzera nel 2006, 200 in più rispetto al 2005

 

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LA TESTIMONIANZA
“Ci siamo sposati per… interesse!”

BELLINZONA -
“Fra alcune settimane lei se ne andrà ed anche se tra noi c’è mai stato nulla, ammetto che un po’ mi mancherà”. Più vicino ai sessanta che non ai cinquanta, il tozzo e stempiato artigiano bellinzonese – che pretende l’anonimato - , ha sempre saputo che il suo era un matrimonio destinato a durare solo alcuni anni. “Con lui sono stata onesta – spiega la sua castana e minuta quasi ex-moglie - , lo sapeva dall’inizio che sarei rimasta accanto a lui il tempo necessario per la naturalizzazione. Ho attraversato mezza Europa. In Ticino mi sono trovata bene. Volevo restare ed ora, grazie al matrimonio, nessuno potrà rimandarmi a casa”. Ha una quindicina d’anni meno di lui ed il suo accento non cela la sua origine dell’Europa orientale. “Abitiamo assieme – spiega la donna - , ma in stanze separate; e ognuno si mantiene con il proprio salario”. Si scambiano uno sguardo di intesa. “No, non siamo neppure amici – replica l’uomo -. Abbiamo le nostre vite, ma riesco a capire quando ha dei problemi e se posso l’aiuto”. E lei, conferma. “Subito dopo il matrimonio – racconta - sono stata licenziata. Così lui mi ha aiutato finanziariamente. Poi gli ho restituitio tutto”.
Dietro il matrimonio di facciata però, non ci sarebbe denaro. “L’ho conosciuta al bar dove lavorava – spiega l’artigiano –. Mi ha raccontato la sua vita, la sua paura della povertà. Ho capito perché voleva restare. Non ho voluto soldi, ma le ho chiesto di pagare tutto il resto: dal matrimonio al divorzio”. Non sembra neppure esserci alcun rimorso per aver aggirato la legge. “Non sono credente – replica - . Dal mio punto di vista il matrimonio è solo un contratto che può essere disdetto. Non sono un fuorilegge!”.
a.c.

Da: Corriere del Ticino, 15.3.08, pag 5

CONSIGLIO FEDERALE 
Si vogliono impedire i matrimoni fittizi di stranieri clandestini
Il Consiglio federale vuole im­pedire la conclusione di matrimo­ni in caso di soggiorno irregola­re in Svizzera. Il provvedimento riguarda i richiedenti l’asilo la cui domanda è stata respinta e gli stranieri che soggiornano illegal­mente nella Confederazione.
Il governo fa proprie le proposte elaborate dalla Commissione del­le istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale, che il 15 feb­braio aveva approvato il proget­to. Il Nazionale se ne occuperà nella sessione estiva.

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