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Anziani a rischio povertà. Al 12% non bastano le prestazioni di base dell'AVS

Da: CdT 20.5.09 pag 7

Secondo uno studio di Pro Senectute le più grandi disparità di reddito si registrano proprio fra gli ultrasessantacinquenni - In aumento i casi di pensionati che si indebitano - Toccate in particolar modo donne e stranieri
IL DATO Secondo Pro Senectute il minimo esistenziale per la terza età garantito dalla legge è sempre più sotto pressione. (Key)

Malgrado le varie assicurazioni sociali in Svizzera esiste un importante rischio di povertà fra gli anziani. Il tasso di pensionati ai quali non bastano le prestazioni di base dell'AVS e devono perciò ricorrere alla prestazioni complementari si situa da anni al 12%. Il 6%, stando a recente uno studio dell'università di Ginevra, può essere definito povero.

Stando a uno studio presentato ieri da Pro Senectute, un terzo degli anziani può far conto unicamente sulle prestazioni AVS. Inoltre le più grandi disparità fra reddito e sostanza si registrano proprio fra gli ultrasessantenni.

Un pensionato su dieci, solo o in coppia, ha meno di 10.000 franchi di sostanza e il reddito di queste persone si è nettamente ridotto negli ultimi anni. In una simile situazione aumentano i casi di anziani che si indebitano.

Nel suo studio l'organizzazione di servizi per le persone anziane ha confrontato i dati delle statistiche ufficiali con quelli dei suoi 130 centri di consulenza. Molti dei circa 34.000 uomini e donne che ogni anno si rivolgono a Pro Senectute vivono in condizioni finanziarie molto precarie. La metà delle persone che nel 2007 hanno chiesto consigli ha ricevuto da Pro Senectute un contributo finanziario.

Lo studio vuole essere un contrappunto all'opinione diffusa che in Svizzera tutti i pensionati vivono in condizioni agiate, ha dichiarato il direttore di Pro Senectute Werner Schärer.

Il rischio di povertà tocca in particolare le donne, gli anziani soli e i lavoratori stranieri arrivati in Svizzera negli Anni '60 e '70, ha spiegato Kurt Siefert, coautore dello studio. Questa possibilità, ha comunque riconosciuto, è comunque meno elevato tra gli anziani rispetto alle altre fasce della popolazione.

Le cause sono da ricercare nell'aumento dei costi per l'alloggio, l'energia, per le prestazioni mediche e le cure. Le prestazioni complementari all'AVS non sono state adattate a questa evoluzione e «il minimo esistenziale per la terza età garantito dalla legge è sempre più sotto pressione». Pro Senectute chiede perciò che le prestazioni complementari siano meglio adeguate all'aumento del costo della vita.

L'organizzazione reputa necessari interventi anche nel campo della fiscalità, come ad esempio l'esenzione fiscale del reddito minimo vitale. La crescita dei costi per le cure sanitarie rischia peraltro di gettare nella povertà nuove cerchie di pensionati.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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