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Vivere con 4'899 franchi

Da: Il caffé della domenica, 17.11.2007

Le detrazioni, la cassa malati, l’affitto, le spese alimentari... ecco come uno stipendio “mediano” riduce alla povertà

Vivere con 4'899 franchi

di Ezio Rocchi Balbi


Il sospetto è che la famiglia media, in Ticino, sia una famiglia povera. Un sospetto avvalorato dai conti che una coppia di cinquantenni, con un figlio e con un solo salario. L’Ufficio federale di statistica, infatti, questa settimana non s’è limitato a registrare che il cantone è quello coi salari più bassi, ma ha quantificato esattamente lo stipendio mensile ‘mediano’ in Ticino di un cittadino standard: 4’899 franchi (quello nazionale è di 5’674 franchi). Dedotte tutte le spese correnti, secondo l’analisi del Caffè, restano in tasca a disposizione... 24 franchi al giorno.
Nel bilancio familiare della nostra famiglia tipo - magari residente nell’ideale e futuro comune “strategico geograficamente”, Monte Ceneri - la voce entrate è già compilata. Calcolatrice alla mano dalla busta paga sottraiamo subito i contributi previste per ogni dipendente: Avs, Ai, Ipg, cassa disoccupazione, cassa pensioni e infortuni professionali. Detratto circa il 15% complessivo ecco che la busta paga netta recita un dato di partenza, 4’150 franchi. Da qui in avanti sarà solo uno stillicidio di uscite.
Con la franchigia più conveniente, e confidando nell’assenza di patologie familiari, 700 franchi se ne vanno per la cassa malati. L’appartamento, quei tre locali e mezzo che consentono un’abitabilità dignitosa, ne assorbe almeno 1’360 (però con riscaldamenzo incluso, salvo conguaglio) ed ecco già il nostro fabbisogno quasi dimezzato. La nuova cifra di partenza diventa 2’090 franchi, e ancora non abbiamo visto niente.
In una situazione del genere, anche se non ci sarà nessun bilancio annuale da certificare, il budget di spesa è meglio imporselo, più limitato possibile almeno per quanto riguarda le spese correnti, di prima necessità. Le “pezze giustificative” sono rappresentate dagli scontrini del supermercato e riguardano le spese alimentari, prodotti per la casa, cosmetici e detersivi. Naturalmente stando bene attenti a scegliere le offerte speciali, i prodotti in azione e sfruttando anche i punti Cumulus. Quattro scontrini settimanali di 300 franchi l’uno sottraggono altri 1’200 franchi, riducendo il nostro sub-totale a 890 franchi. Sì, lo sappiamo che c’è chi se li spende in una serata di bagordi, ma la nostra famigliola non ha di queste pretese; si accontenta di guardare la tv nel salotto di casa. Non che sia gratis... Tra canone Billag (115,50 franchi a trimestre) e abbonamento via cavo col il bouquet più risparmioso si dissolvono altri 50 franchi mensili. Tra luce elettrica e telefono – collocando la nostra famigliola tra quelle più retrograde, che ignorano tanto l’uso dei cellulari quanto la navigazione in internet con la linea Adsl – se ne vanno altri 50. Alla voce “trasporti”, almeno perchè il capofamiglia possa recarsi sul posto di lavoro, abbiamo due opzioni l’abbonamento Arcobaleno o un’utilitaria da mantenere. Senza gite al lago o in montagna al fine settimana, visite a parenti e amici, e dimenticandoci il week-end, almeno 120 franchi dobbiamo sacrificarli.
Nel borsellino sono rimasti 670 franchi e per fortuna il figlio, ancora adolescente, ha un costo zero per quanto riguarda l’istruzione scolastica. Il discorso cambia se ha velleità universitarie, ma ne riparleremo allora...
Non c’è che l’imbarazzo della scelta per decidere come spendere, alla settimana, questi 167,5 franchi che ci restano. Per comodità di calcolo possiamo dire che abbiamo a disposizione 24 franchi al giorno, poco più di otto franchi a testa. Praticamente ogni santo giorno ogni componente della nostra famigliola può decidere come dilapidare il suo patrimonio. Un pacchetto di sigarette o una pizza, un capo in tintoria o una serata al cinema, un regalino, una mazzo di fiori…

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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