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Zurigo. Segreto d'ufficio: condannate due donne. Il "Beobachter" invece le premia!

Da: CdT 12.1.11 pag 6

Zurigo

Segreto d'ufficio: condannate due donne


Dopo essere state assolte in primo gra­do, due ex collaboratrici dei servizi socia­li della città di Zurigo sono state ricono­sciute colpevoli di violazione del segreto d'ufficio al processo d'appello. Agli inizi del 2007 le due donne avevano trasmesso al settimanale «Weltwoche» documenti confidenziali su casi di abusi nell'assisten­za sociale.
Il Tribunale cantonale di Zurigo ha con­dannato ieri le due donne ad una pena pe­cuniaria di 20 aliquote giornaliere da 80 franchi con la condizionale per un perio­do di due anni. Le condannate dovranno inoltre sobbarcarsi spese processuali per 6000 franchi e un risarcimento di 5.000 fran­chi alla città. La corte ha seguito l'argomen­tazione della pubblica accusa, la quale ha sostenuto che le due donne avevano la pos­sibilità di denunciare le irregolarità ai su­periori o ad altri uffici competenti, prima di rivolgersi alla stampa. Il Tribunale can­tonale ha ribaltato la sentenza emessa nel settembre 2009 dal Tribunale distrettuale:
la giudice unica della prima istanza era ar­rivata alla conclusione che le due donne hanno effettivamente violato il segreto d'uf­ficio, ma non potevano essere condanna­te perché non avevano altra possibilità di rendere note le irregolarità. La vicenda ave­va lanciato un ampio dibattito sugli abusi di beneficiari dell'assistenza. Le due ex col­laboratrici del dicastero opere sociali furo­no sospese dall'incarico nell'autunno 2007 e licenziate in tronco nel marzo 2008 per gravi violazioni dei propri obblighi.
Sulla scia delle loro rivelazioni sono state ordinate a Zurigo due perizie che hanno portato all'introduzione di un nuovo siste­ma di controllo per i beneficiari dell'assi­stenza. La municipale dei Verdi, Monika Stocker, che ha diretto il dicastero opere sociali per 14 anni, ha da parte sua lascia­to l'incarico nel luglio 2008 invocando pro­blemi di salute. L'anno scorso le due «tal­pe» hanno inoltre ricevuto il «Prix Coura­ge» assegnato ogni anno dal periodico del­la Svizzera tedesca «Beobachter».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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