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Timbal: teoremi che creano odissee giudiziarie

Da: La regione, 22.3.12 pag 4

Timbal: teoremi che creano odissee giudiziarie

Galfetti: e ora basta con questa persecuzione

SCA/A.MA.

Michele Antonio Varano è fra gli imputati nuovamente assolti. « Si è confermato tutto quello che non è mai esistito – dice –. Ero molto fiducioso. E questa sentenza è chiara: non ci sono prove di niente ». Commenta l’avvocato Renzo Galfetti , patrocinatore di terzi destinatari di sequestri di beni: « Il tribunale per la seconda volta ha esaminato l’incarto ed è giunto a una sostanziale sentenza di assoluzione, con due piccole condanne. Adesso l’auspicio è che il Ministero pubblico della Confederazione la smetta con questa attività persecutoria e vessatoria nei confronti degli imputati. Attività che si trascina da dieci anni in modo inaccettabile ». La sentenza è stata letta ancora in tedesco. « Ormai siamo abituati e rassegnati – osserva Galfetti –. L’importante è l’esito. Quello finale è molto positivo e “medica” tutte le insoddisfazioni che l’arroganza del Ministero pubblico federale ci ha provocato ».

L’avvocato Michele Rusca rappresenta la famiglia Savino: « È stata una ripetizione di quanto avvenuto la prima volta. Il ricorso della Procura al Tribunale federale si è dunque rivelato del tutto inutile, perché il Tribunale penale federale ha motivato anche nei punti in cui forse era stato poco chiaro con la sua prima decisione ». Insomma, aggiunge Rusca, « tutto come prima o poco di cambiato. Tante assoluzioni (e una vittima sacrificale forse) e liberazione di tutti gli importi tranne le spese ».
Alfredo ‘Fredy’ Bossert , assolto nel 2009 e ieri per la seconda volta, ha la voce rotta dall’emozione: « Alla mia età, 77 anni, penso e spero di aver finito ».

Afferma l’avvocato Daniele Timbal , legale di Patrick Monnier: « I processi basati su dei teoremi più che su delle prove alla fine si rivelano laboriosi e costosi e sono all’origine di odissee giudiziarie di cui anche le persone assolte restano in parte vittime ». Lo stesso tribunale penale, prosegue Timbal, « ha del resto sottolineato che in fondo tutto è partito da un tentativo strumentale dell’autorità giudiziaria italiana di configurare ipotesi di collusione con organizzazioni criminali affinché le proprie rogatorie avessero un seguito ».

Montecristo bis, la sentenza non cambia

Confermate le sette assoluzioni e le due condanne per il contrabbando di ‘bionde’ legato alla mafia

SCA
Cadute tutte le accuse di riciclaggio TI-PRESS

Sentenza fotocopia per il Montecristo bis, il secondo processo alla cosiddetta ‘mafia delle sigarette’ che – dopo il ricorso del Ministero pubblico della Confederazione al Tribunale federale di Losanna contro la sentenza del 2009 – ha portato i nove imputati di nuovo alla sbarra.

Il Tribunale penale federale di Bellinzona ha confermato ieri le sette assoluzioni e le due condanne, quelle di Paolo Savino e Pietro Virgilio , cittadini italiani residenti in Ticino, per « sostegno ad un’organizzazione criminale ». Il primo è stato condannato a due anni e quattro mesi, di cui nove da scontare; il secondo ad un anno e nove mesi sospesi condizionalmente. Secondo la Corte i due dovevano sapere che i loro affari, riconducibili a un consistente traffico di sigarette fra Montenegro e Italia, arricchivano anche la Camorra e la Sacra Corona Unita. Caduta invece l’accusa di riciclaggio di denaro in Svizzera.

Assolti gli altri sette imputati, accusati a vario titolo di partecipazione ed eventualmente sostegno ad un’organizzazione criminale e riciclaggio di denaro, con la richiesta di 27 anni di pena in totale e la confisca di 100 milioni. Accusa sconfessata per i tre ticinesi Alfredo ‘Fredy’ Bossert , Franco Della Torre , Michele Varano ; e per Luis Angel Garcia Cancio , Patrick Monnier , Roland Rebetez e Nelly Scheurer .

Il riesame della vicenda – che ha visto in aula anche due testi illustri, gli ex procuratori Paolo Bernasconi e Carla Del Ponte – ha quindi in buona sostanza convalidato il verdetto del 2009, con una leggera riduzione delle pene per i due colpevoli e con lo sblocco di tutti i capitali trattenuti, perché non è stato provato che i soldi provenissero da attività criminali, come evidenziato dal presidente della Corte Walter Wüthrich ieri durante la lettura della sentenza nella sala del Gran Consiglio, trasformata in via eccezionale in aula penale.

Al termine gli imputati e gli avvocati si sono detti tutti soddisfatti per la conferma di quanto già asserito dal Tribunale penale nel 2009 (vedi il box sopra). Ovviamente contrariato il procuratore federale Lienhard Ochsner , che ha ritenuto deludente la sentenza alla luce delle « pesanti critiche emesse dal Tribunale federale ». Davanti alla stampa ha quindi letto una citazione dello scrittore italiano Roberto Saviano, il quale sostiene che il grande problema con la Svizzera risiede nel fatto che non esiste una giurisprudenza per la lotta contro la mafia. Il procuratore si riserva quindi la possibilità di ricorrere contro la sentenza di ieri, una volta esaminate le motivazioni scritte della sentenza.

La ‘mafia delle sigarette italo-svizzera’, scrivevano gli inquirenti federali...

Le indagini partite nel giugno 2003. L’anno dopo, alla fine di agosto, gli arresti

RED
Alfredo ‘Fredy’ Bossert TI-PRESS

La “mafia delle sigarette italo-svizzera”. Così il Ministero pubblico della Confederazione aveva definito i dieci imputati, fra cui due ticinesi, nel comunicare alla stampa il loro rinvio a giudizio. La nota degli inquirenti federali risale agli inizi dell’ottobre 2008. Da allora ci sono stati due processi al Tribunale penale federale di Bellinzona. Il primo nel 2009 ed è durato quattro mesi, dal 1° aprile all’8 luglio. Il secondo, innescato da un ricorso della Procura a Mon Repos, nel gennaio di quest’anno: pochi giorni. Ma anche il Montecristo bis ha avuto lo stesso epilogo del primo processo. Sette assoluzioni e due condanne. Ci sarà un Montecristo ter? I pm della Confederazione hanno preannunciato un (nuovo) ricorso al Tribunale federale... .

Per ora dunque la “mafia delle sigarette italo-svizzera” resta soprattutto un’ipotesi dell’Accusa. Un’ipotesi contenuta e sviluppata nelle duecentotrenta pagine dell’atto d’accusa firmato dai procuratori Adrian Ettwein, Stefan Lenz e Lienhard Ochsner e depositato il 30 settembre di quattro anni fa. L’inchiesta era stata aperta nel giugno del 2003: a fine agosto 2004 il blitz in quattro cantoni. Perquisizioni. E arresti. “Centosei giorni di detenzione e oltre venti interrogatori nei quali non ho mai raccontato frottole”, aveva ricordato alla ‘Regione’ l’ex cambista di Balerna Alfredo ‘Fredy’ Bossert. Per la cronaca: Bossert è stato nuovamente assolto.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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