Da: La regione, 22.4.11 pag 5
Bellinzona – Il Tribunale penale federale di Bellinzona (Tpf) ha assolto Oskar Holenweger su tutta la linea. L’ex banchiere privato zurighese riceverà 385’000 franchi di risarcimento per le spese sostenute e 35’000 franchi di riparazione per torto morale.
Si tratta di un duro colpo per il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), la cui credibilità è già stata parecchio incrinata negli ultimi anni da altre sconfitte in tribunale.
Per Holenweger scatta l’assoluzione
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Bellinzona – Il Tribunale penale federale di Bellinzona (Tpf) ha assolto Oskar Holenweger su tutta la linea. L’ex banchiere privato zurighese riceverà 385’000 franchi di risarcimento per le spese sostenute e 35’000 franchi di riparazione per torto morale.
Si tratta di un duro colpo per il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), la cui credibilità è già stata parecchio incrinata negli ultimi anni da altre sconfitte in tribunale.
L’ultima: la vicenda Hells Angels. Dopo quasi otto anni di indagini sul caso Holenweger la Procura federale aveva chiesto due anni e mezzo di carcere, di cui sei mesi da scontare, e una pena pecuniaria di 400 aliquote giornaliere da 300 franchi, pari a 120’000 franchi, senza condizionale. La sentenza non è ancora definitiva e potrà essere impugnata davanti al Tribunale federale: il Ministero aspetta le motivazioni scritte prima di prendere una decisione.
La Corte penale del Tpf ha accolto le argomentazioni del difensore di Holenweger, Lorenz Erni, non entrando neppure in materia sulle accuse di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga. Per la corte, come per la difesa, l’impiego nell’inchiesta, da parte dell’Mpc, dell’ex «barone della droga»José Manuel Ramos è avvenuto in modo contrario al diritto elvetico.
Il colombiano, da cui sono partite le pesanti accuse contro Holenweger che hanno dato avvio al procedimento, è stato infatti impiegato non solo come informatore, ma anche come agente provocatore. In Svizzera non è ammesso per un inquirente sotto copertura incitare qualcuno a commettere un reato.
Anche la messa sotto ascolto del telefono del banchiere e l’impiego dell’agente infiltrato tedesco Markus Diemer sono avvenuti in modo illegale, secondo la corte, perché questo provvedimento è stato preso solo a seguito delle informazioni fornite da Ramos. Holenweger aveva preso in consegna 830 mila euro da Diemer e li aveva riciclati con trasferimenti bancari.
Secondo l’accusa il banchiere era stato avvertito che si trattava di denaro proveniente dal traffico di droga. Secondo la difesa pensava invece che fosse semplicemente una operazione corrente di evasione fiscale. La corte ha assolto Holenweger dalle rimanenti accuse, riferite a presunti fondi neri del gruppo industriale francese Alstom: ripetuta falsità in documenti, complicità in amministrazione infedele e corruzione di pubblici ufficiali stranieri.
Il quasi 67enne Oskar Holenweger, direttore della banca privata Tempus Bank, in gravi difficoltà finanziarie al momento dei fatti, era stato arrestato l’11 dicembre 2003 e aveva trascorso 49 giorni in detenzione preventiva. Alcuni mesi prima l’ex barone della droga colombiano Ramos, che secondo fonti di stampa era anche un doppio agente americano, lo aveva accusato di aver offerto i suoi servigi per riciclare denaro proveniente dal traffico di stupefacenti.
Gli inquirenti federali non sono stati però in grado di trovare riscontri al riguardo e hanno dovuto lasciar cadere quasi ogni accusa (è rimasto solo il caso Diemer). Nel corso delle indagini sono tuttavia incappati in documenti in base ai quali hanno accusato Holenweger di aver alimentato con una falsa contabilità i fondi neri del gruppo Alstom, permettendogli così di pagare tangenti a funzionari in Asia e America latina.
Il Tribunale penale federale ha seguito praticamente in pieno le mie richieste, ha dichiarato Erni ai media dopo l’annuncio della sentenza. Se c’è un insegnamento da trarre da questa vicenda, ha aggiunto il difensore di Holenweger, è che i procedimenti in futuro dovrebbero essere accorciati.
Da parte sua l’accusa si riserva di ricorrere al Tribunale federale una volta conosciuto il dispositivo della sentenza pronunciata ieri a Bellinzona. ATS
Sul Ministero federale dopo la nuova sconfitta si scatena un uragano
L’Udc pronta a chiedere le dimissioni del procuratore generale Beyeler
ATSBellinzona/Berna – Già molto intricato dal punto di vista giudiziario, il caso Holenweger è risultato ancor più complicato a causa delle sue implicazioni politiche, che spiegano il grande interesse dei media per il processo. Il 5 settembre 2007 la Commissione della gestione del Consiglio nazionale, informata dal Ministero pubblico della Confederazione, aveva tenuto una conferenza stampa a Berna in cui dava credito a documenti sequestrati a Holenweger a Stoccarda nel marzo precedente. Da essi sembrava emergere l’esistenza di un complotto per destituire il procuratore generale della Confederazione Valentin Roschacher o spingerlo alle dimissioni, con l’apparente coinvolgimento dell’allora ministro della giustizia Christoph Blocher, che conosceva Holenweger dai tempi del servizio militare. Blocher aveva negato e gridato a sua volta al complotto, e il 4 settembre 2008 aveva querelato (senza successo) due membri della commissione e tre procuratori federali. Il mese scorso la vicenda ha avuto il suo epilogo davanti al Tribunale federale, con un accordo extragiudiziale tra Blocher e la Confederazione, alla quale l’ex consigliere federale chiedeva una riparazione per torto morale. Interpellato da20 Minuten online il consigliere nazionale Udc Christoph Mörgeli, che si dice amico di Holenweger, afferma che la sentenza rafforza la sua fiducia nello stato di diritto. «Ora arriverà per la Confederazione, per la via del diritto civile, una richiesta di risarcimento milionaria» , ha anticipato il deputato zurighese.
Secondo Mörgeli il caso non è chiuso con questa sentenza: «Il procuratore generale della Confederazione Erwin Beyeler deve dimettersi» , altrimenti una maggioranza dell’Assemblea federale voterà contro di lui al momento della riconferma nella sessione di giugno.
Bellinzona/Berna – Già molto intricato dal punto di vista giudiziario, il caso Holenweger è risultato ancor più complicato a causa delle sue implicazioni politiche, che spiegano il grande interesse dei media per il processo. Il 5 settembre 2007 la Commissione della gestione del Consiglio nazionale, informata dal Ministero pubblico della Confederazione, aveva tenuto una conferenza stampa a Berna in cui dava credito a documenti sequestrati a Holenweger a Stoccarda nel marzo precedente. Da essi sembrava emergere l’esistenza di un complotto per destituire il procuratore generale della Confederazione Valentin Roschacher o spingerlo alle dimissioni, con l’apparente coinvolgimento dell’allora ministro della giustizia Christoph Blocher, che conosceva Holenweger dai tempi del servizio militare. Blocher aveva negato e gridato a sua volta al complotto, e il 4 settembre 2008 aveva querelato (senza successo) due membri della commissione e tre procuratori federali. Il mese scorso la vicenda ha avuto il suo epilogo davanti al Tribunale federale, con un accordo extragiudiziale tra Blocher e la Confederazione, alla quale l’ex consigliere federale chiedeva una riparazione per torto morale. Interpellato da20 Minuten online il consigliere nazionale Udc Christoph Mörgeli, che si dice amico di Holenweger, afferma che la sentenza rafforza la sua fiducia nello stato di diritto. «Ora arriverà per la Confederazione, per la via del diritto civile, una richiesta di risarcimento milionaria» , ha anticipato il deputato zurighese.

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