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Assicuratori condannati. Colpevoli per il fallimento della cassa malati Accorda

Da: CdT 4.4.09 pag 6

Assicuratori condannati

Colpevoli per il fallimento della cassa malati Accorda

Amministrazione infedele e cattiva gestione i reati - Le pene ai due ex direttori, al fondatore dell'assicurazione e a un revisore dei conti, sospese però con la condizionale

Si è concluso con quattro pene con la condizionale e un proscioglimento il processo per il fallimento della cassa malati Accorda, nel 2006. Ai due principali accusati, i due ex direttori, il Tribunale penale economico di Friburgo ha inflitto 10 e 9 mesi di detenzione con la condizionale di due anni per amministrazione infedele e cattiva gestione.

Per la stessa accusa sono stati inflitti sei mesi al fondatore della cassa malati, prosciolto però dall'imputazione di falsità in documenti per aver «abbellito» parecchio il bilancio del 2002 nel tentativo di differire il fallimento. La corte ha prosciolto anche il perito contabile che lo aveva consigliato, mentre ha condannato a 7 mesi con la condizionale per due anni un altro revisore dei conti. Gli ex direttori sono stati riconosciuti colpevoli di aver «gonfiato» le spese professionali, fino ad ottenere in questo modo un reddito supplementare di circa 2500 franchi mensili. L'avvocato di un ex direttore ha già annunciato ricorso perché ritiene che il caso sia di competenza civile e non penale.

Il fondatore, due direttori e due revisori dei conti di Accorda dovevano rispondere, a seconda dei casi, di falsità in documenti, amministrazione infedele e cattiva gestione; uno di loro anche di tentata truffa.

Il Tribunale penale economico di Friburgo non ha tenuto conto del maggior elemento a carico: un contratto «finanziariamente catastrofico» stipulato con l'Ospizio generale (assistenza pubblica) del canton Ginevra, che riguardava l'assicurazione obbligatoria per le cure di circa 5000 richiedenti l'asilo. Per questo motivo nel solo 2002 Accorda ha registrato una perdita di oltre 5 milioni. Secondo il giudice istruttore i due dirigenti avrebbero dovuto rendersi conto che il contratto era sproporzionato rispetto alla taglia della cassa malati.

Accorda, che aveva sede a Givisiez (FR), ha fatto molto parlare di sé a causa di difficoltà economiche e delle malversazioni commesse da ex direttori. La cassa era finita sulle prime pagine dei giornali quando, nel settembre del 2003, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) le aveva intimato di cessare le attività entro fine anno, giudicando «catastrofica» la sua situazione finanziaria: alla fine di giugno l'assicuratore malattia aveva un indebitamento di 1,2 milioni. I 20 dipendenti e i 12'000 affiliati dell'Accorda sono poi stati rilevati dalla Cristiano sociale svizzera (CSS).

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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