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Massagno. La uccide col martello e si suicida

Da: CdT 7.2.12 pag 10

Massagno

La uccide col martello e si suicida
Si rafforza l'ipotesi di un raptus dettato dalla gelosia per il dramma di domenica sera in via Nosedo Il corpo dell'ex amico è stato rinvenuto sul letto, quello di lei bocconi a terra avvolto in un lenzuolo


Una relazione che andava avanti da tempo tra alti e bassi e che aveva fini­to per incrinarsi. Lei che conosce un nuovo amico residente in Croazia - sembra su Facebook - con cui va d'ac­cordo e si trova bene intravedendo la possibilità di mettere in piedi un nuo­vo rapporto e di voltare pagina nella propria vita sentimentale. Lui che non vuole rassegnarsi e non accetta che tutto stia per finire. Poi la tragedia e il sangue.
A ventiquattr'ore dai fatti, emergono maggiori dettagli su quello che si pro­fila sempre più come il dramma del­la gelosia di via Nosedo 22 a Massa­gno, dove nella camera da letto chiu­sa dall'interno di un appartamento al primo piano sono stati trovati senza vita un 46.enne divorziato e una 40.en­ne vedova, entrambi cittadini balca­nici di origine croata.

La scena del crimine

Il corpo di lui è stato rinvenuto su­pino sul letto nella stanza matrimo­niale. Sul collo aveva profonde feri­te che si sarebbe autoinferto dopo aver colpito l'ex compagna al termi­ne del violento litigio. Accanto al let­to - a quanto sembra coperta da un lenzuolo e in posizione fetale - si tro­vava il corpo della donna. Ad ucci­derla, un oggetto contundente tro­vato per terra insanguinato: un mar­tello. Questa, in termini sommari e in base a quanto trapela dallo stret­to riserbo che circonda le indagini la scena del crimine.
La stanza è stata analizzata centime­tro per centimetro dagli specialisti del­la Scientifica che hanno proceduto a
quella che in gergo si chiama la «fis­sazione della stato dei luoghi»: l'obiet­tivo è in pratica di cercare di ricostrui­re la sequenza degli avvenimenti.
La figlia e il vicino

Ad accorgersi che qualcosa non an­dava per il verso giusto è stata la figlia di primo letto della donna (22 anni) che, rientrata nel tardo pomeriggio e preoccupata per la prolungata assen­za di segni di vita, ha cominciato a bussare alla porta della stanza da let­to e a chiamare non ricevendo alcu­na risposta. La ragazza ha quindi do­mandato aiuto a un vicino. Non è chiaro se i due abbiano tentato di for­zare la porta. Certo è che hanno subi­to avvertito gli enti di soccorso (Cro­ce Verde e polizia Ceresio Nord).
Purtroppo i sanitari, giunti sul posto, non hanno potuto che constatare l'av­venuto decesso della coppia.

L'amicizia su Facebook

In base alle testimonianze, tutto pren­de avvio nell'autunno 2011, quando la 40.enne conosce su Facebook un altro uomo abitante in Croazia ma con contatti in Ticino. L'amicizia si conso­lida durante le ferie natalizie quando la donna si reca da parenti e incontra il coetaneo, decidendo al contempo di troncare con il 46.enne. Questi pe­rò non ci sta. La tensione tra le parti cresce e la situazione diviene ingesti­bile fino ad arrivare al dramma di do­menica. Circostanze che spetterà ora all'inchiesta condotta dal Commissa­riato di Lugano e coordinata dal PP Paolo Bordoli, confermare e definire nei dettagli. Oltre ai rilievi sul luogo e
agli interrogatori di vicini e conoscen­ti sono stati acquisiti i tabulati telefo­nici di tutte le parti. Come spesso av­viene in casi analoghi, non è da esclu­dere che il 46.enne abbia lasciato una lettera o un biglietto da cui trapela co­sa lo abbia spinto.
Il viaggio dalla Croazia

Sempre domenica, il croato conosciu­to dalla donna su Internet, preoccu­pato di non ricevere risposta alle chia­mate e agli sms avrebbe preso un bus per recarsi in Ticino. Arrivato nella notte di ieri, intuendo che stava suc­cedendo qualcosa e vedendo che il te­lefonino restava muto si sarebbe di­retto in polizia prima ancora di arri­vare a Massagno. Purtroppo la trage­dia si era già consumata.

L'importanza della socialità

Il dramma ha toccato i cittadini di Massagno e le sue autorità. «Sicura­mente ci si rende conto come certi epi­sodi tragici, a cui magari altre volte as­sistiamo con distacco, diventano di­rompenti quando ti entrano in casa , spiega il sindaco
Giovanni Bruschet­ti. Mi tranquillizza il fatto che nel no­stro Comune ci siano molte associa­zioni, molte occasioni di contatto umano, e questo fa un po' da calmie­re, è il miglior modo in cui la comuni­tà può venire a conoscenza di certe si­tuazioni e prevenire episodi tragici». Anche con un fitto tessuto sociale, tut­tavia, è difficilissimo «raggiungere» tutti gli abitanti; almeno in Comuni di una certa dimensione come Massa­gno, dove ogni anno c'è un ricambio di 700-800 persone. GI.M/GIU






TRAGEDIA Le salme mentre vengono portate via dopo i rilievi da parte degli Specialisti del­la Scientifica. L'appartamento è stato posto sotto sequestro. (Foto Maffi e Gonnella)

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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