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Gli uomini vogliono essere maggiormente papà

Da: La regione, 13.06.08, pag 9

<>Gli uomini vogliono essere maggiormente papà
Männer.ch e pro juventute per un congedo paternità di un mese a livello nazionale


Berna - I padri sono desiderosi di impegnarsi maggiormente nella vita di famiglia, ma il modello del­l'uomo al lavoro e della donna tra le mura domestiche continua a domi­nare, denunciano pro juventute e männer. ch, forum concernente te­matiche relative agli uomini e ai padri. In occasione della festa sviz­zera dei papà di domenica, le due organizzazioni tornano a chiedere l'introduzione di un congedo pater­nità, di almeno 20 giorni, e maggio­ri opportunità di lavoro a tempo parziale.
Secondo la Convenzione dell'Onu sui diritti del fanciullo, in vigore nella Confederazione da undici anni, i due genitori condividono la responsabilità di allevare i figli, hanno ricordato ieri in una confe­renza stampa a Berna i due enti, sot­tolineando che ciò dovrebbe essere vero in particolare nel primo anno di vita. È dunque urgente creare le condizioni che permettano ai padri di essere più attivi in famiglia.
« In materia di politica dei padri, la Svizzera è un Paese in via di svilup­po », ha dichiarato il presidente di
männer.ch
Markus Theunert. Un'o­pinione condivisa dal consigliere nazionale bernese Norbert Hoch­reutener (Ppd), che entro questa sera inoltrerà un postulato volto a conoscere gli effetti economici di una politica in favore dei papà. Per il deputato il Consiglio federale do­vrebbe inoltre istituire un catalogo di possibili misure per incoraggiare i padri ad impegnarsi nell'educazio­ne dei figli. A suo avviso va favorito il lavoro a tempo parziale, ad esem­pio attraverso vantaggi fiscali.
Il consigliere nazionale vodese Roger Nordmann (Ps) alla fine del 2006 aveva depositato una mozione volta ad ancorare il congedo pater­nità in una legge federale. La Came­ra del popolo aveva accolto il proget­to, che prevedeva un finanziamento tramite le Indennità per perdita di guadagno (Ipg), ma il Consiglio de­gli Stati lo ha poi bocciato, preferen­do lasciare l'iniziativa ai partner so­ciali.
Vari cantoni, comuni e imprese hanno instaurato un congedo di questo tipo, ma più corto di quanto auspicato da pro juventute, da män­ner. ch e dal sindacato Travail.Suis­se. Dall'inizio dell'anno la Confede­razione ne ha esteso la durata da due a cinque giorni.
Proprio ieri il Consiglio di Stato zurighese ha reso noto che il conge­do, per i dipendenti cantonali, pas­serà da tre a cinque giorni, che è la durata massima concessa da taluni cantoni.
I neopadri impiegati dalle Città di Zurigo e Winterthur possono stare accanto ai loro pargoli per due setti­mane. Anche vari gruppi offrono una ‘pausa' di due settimane.
Stando a un sondaggio realizzato un anno fa, circa l'80% degli svizze­ri sostiene un congedo paternità. Per il 60% degli interrogati la so­spensione dal lavoro dovrebbe dura­re almeno un mese.
Männer.ch è radicata solo nella Svizzera tedesca e romanda, dove porta il nome masculinités. ch. Pro juventute è una fondazione privata che si impegna a favore dei bisogni di bambini e dei giovani in tutta la Svizzera.

 

Da: Corriere del Ticino, 13.06.08, pag 7

I padri chiedono di più. Due associazioni rilanciano il congedo paternità

«Vorrebbero giocare un ruolo più importante in fami­glia ma la società odierna non glielo permette» - denun­ciano Pro Juventute e il forum svizzero Männer.ch
 BERNA I padri sono desidero­si di impegnarsi maggiormente nella vita di famiglia, ma il mo­dello dell'uomo al lavoro e della donna tra le mura domestiche continua a dominare, denuncia­no pro juventute e männer.ch, fo­rum concernente tematiche re­lative agli uomini e ai padri. In oc­casione della festa svizzera dei papà di domenica, le due orga­nizzazioni tornano a chiedere l'introduzione di un congedo pa­ternità, di almeno 20 giorni, e maggiori opportunità di lavoro a tempo parziale.
Secondo la Convenzione del­l' ONU sui diritti del fanciullo, in vigore nella Confederazione da undici anni, i due genitori condi­vidono la responsabilità di alle­vare i figli, hanno ricordato oggi in una conferenza stampa a Ber­na i due enti, sottolineando che ciò dovrebbe essere vero in parti­colare nel primo anno di vita. È dunque urgente creare le condi­zioni che permettano ai padri di essere più attivi in famiglia.
«In materia di politica dei padri, la Svizzera è un Paese in via di svi­luppo », ha dichiarato il presiden­te di männer.ch Markus Theu­nert. Un'opinione condivisa dal consigliere nazionale Norbert Hochreutener (PPD/BE), che en­tro domani inoltrerà un postula­to volto a conoscere gli effetti eco­nomici di una politica in favore dei papà. Per il deputato il Con­siglio federale dovrebbe inoltre istituire un catalogo di possibili misure per incoraggiare i padri ad impegnarsi nell'educazione dei figli. A suo avviso va favorito il lavoro a tempo parziale, ad esem­pio attraverso vantaggi fiscali.
Il consigliere nazionale Roger Nordmann (PS/VD)alla fine del 2006 aveva depositato una mozio­ne volta ad ancorare il congedo paternità in una legge federale. La camera del popolo aveva accolto il progetto, che prevedeva un fi­nanziamento tramite le Indenni­tà per perdita di guadagno (IPG), ma il Consiglio degli Stati lo ha poi bocciato, preferendo lasciare l'ini­ziativa ai partner sociali. Vari can­toni, comuni e imprese hanno in­st­aurato un congedo di questo ti­po, ma più corto di quanto auspi­cato da pro juventute, da männer.ch e dal sindacato Tra­vail. Suisse. Dall'inizio dell'anno la Confederazione ne ha esteso la durata da due a cinque giorni.
Proprio ieri il Consiglio di Stato zurighese ha reso noto che il con­gedo, per i dipendenti cantonali, passerà da tre a cinque giorni. Stando ad un sondaggio realiz­zato un anno fa, circa l'80 % de­gli svizzeri sostiene un congedo paternità.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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