Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

LETTERE AL CORRIERE. Le nozze possono attendere.

Da: CdT, pag 37, 3.11.2008

LETTERE AL CORRIERE
 Le nozze possono attendere

 Sotto questo titolo è apparso sul «Ticino Sette» dello scorso 24 ottobre una intervista ad un divorzista riguardante la storia e le conseguenze delle coppie che arrivano a divorziare, i problemi delle famiglie monoparentali. L'intervista conclude che «le statistiche riportano poi un'incidenza di divorzi che va oltre il 50% dei matrimoni» che mi stimola a fare una riflessione. Parecchio tempo fa, quando si sosteneva che potevano divorziare solo i ricchi per cui i divorzi erano pochissimi, si diceva che un ragazzo ed una ragazza che si sposavano normalmente erano consapevoli di diventare consorti, cioè condividere la loro sorte per tutta la durata della vita. Il che consisteva per loro nel fiorire di un amore, che avrebbe poi dato i suoi frutti nei figli che nascevano ed erano accompagnati nella crescita e nell'inserimento nella vita, fintanto che a loro volta avrebbero formato le nuove famiglie costituendo così la rigenerazione della società umana (con una naturale cura di bellezza per rimanere giovani) nell'ottica del cristianesimo. Una sequenza che si ripeteva da millenni.
  L'attuale situazione dei divorzi facili in così alta percentuale pare determinata dal diffondersi soprattutto della mitologia del sesso e della ricchezza, che esalta facilmente la persona e la porta ad un egoismo individualista, creando grandi difficoltà nella disponibilità a condividere in due la sorte per la durata della vita.
  Se questo nuovo sistema di frantumare la famiglia sembra essere una cosa di poco conto, quindi un normale cambiamento di moda, la realtà è ben diversa.
  Da una parte molti protagonisti di queste unioni spezzate non sempre si preoccupano a sufficienza dei problemi dei figli, che crescono piuttosto allo sbaraglio ed è facile che possano cadere facilmente in compagnie poco raccomandabili (i cosiddetti branchi di bulli) e di conseguenza che vengano coinvolti nella violenza e nel consumo di stupefacenti, nell'intento di costruirsi un mondo di libertà.
  D'altra parte viene favorita una preoccupante denatalità, per cui la società tende ad invecchiare non essendoci più un ragionevole ricambio generazionale; anche alle nostre latitudini la società sarà sempre più formata da immigrati; la nostra popolazione sta gradatamente avviandosi alla scomparsa.
  Concludendo, se non si tornerà a costruire le nuove unioni coniugali con lo spirito serio di condividere la sorte tra una donna e un uomo per la durata della vita, ringiovanendo la società come facevano i nostri avi e lasciando perdere il sogno di voler sostituire la coppia di consorti con l'unione di compagni diversi, le prospettive per la nostra società saranno le stesse che hanno relegato molti popoli nella storia delle civiltà sepolte.

 Giacomo Gianolli, Salorino

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli