Da: Il Caffé, 14.10.2007, pagina 10
LA STORIA
L’Interpol scova i bimbi a Lugano
AGNO -
Due figli, di dodici e cinque anni, divisi tra il Ticino e la
Macedonia. Ritrovati ad Agno, dove ora risiede la madre originaria del
Kosovo, grazie all’Interpol, alla polizia e all’ambasciata macedone
messa in pista dal padre
che risiede a Tetovo. La lotta della coppia, ora sul tavolo del
consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, si trascina dal 2005. Il
rapporto tra i due, dopo 13 anni di vita in comune a Tetovo (senza
matrimonio), s’incrina e iniziano le battaglie. E la donna (la
chiameremo Lucia) decide di andarsene con i bimbi. “Un rapimento di
minori a tutti gli effetti”, commenta amaro il padre
, S.K. (nome conosciuto dalla redazione), che chiameremo Marco, 45
anni, commerciante. In un paio di anni ha accumulato ben due sentenze
che gli affidano i figli: una della prima Camera civile
del Tribunale d’appello del canton Ticino, giugno 2007, e una del
Tribunale federale di Losanna, agosto 2007. “Non si è mai occupato dei
figli, perché li rivuole?”, ribattono i parenti della madre. Due
settimane fa la situazione precipita. Marco torna in Ticino, convocato
dalla tutoria di Bellinzona, per il rimpatrio dei figli, ma ha un
litigio con i fratelli dell’ex compagna e finisce all’ospedale.
Sull’aggressione è stata aperta un’inchiesta.
Una brutta storia. Brutta e dolorosa, come sempre in questi casi. Un legame d’amore
che finisce, dei figli contesi tra mamma e papà… Una lotta a colpi di
denunce e sentenze. “Non capisco come mai due sentenze possano passare
inosservate - insiste l’uomo - . La tutoria doveva provvedere al
rimpatrio. Ma ad un certo momento ha fatto marcia indietro, decidendo
che i figli dovevano restare con la madre”. Impossibile una reazione
della tutoria coinvolta, che s’è rifiutata di rilasciare alcuna
dichiarazione.
Dopo la partenza della donna con i figli, nel 2005, i contatti tra la
coppia s’interrompono. Soltanto dopo mesi di ricerche, nell’estate del
2006, l’uomo localizza l’ex compagna e i due figli, nel frattempo
stabilitisi nel Luganese. Avvia le pratiche per riavere i minori con
sé. Li ottiene. “Eppure sono ancora qua ad aspettare”, conclude Marco
laconico.
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