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Ruben, ritrovato in Africa il piccolo rapito

Da: Il Caffé della domenica, 28.10.2007.

 

Ruben, ritrovato in Africa il piccolo rapito

Arrestata la madre dopo tre anni di latitanza

di Libero D'Agostino




L’ultima tappa di quattro anni di fuga doveva essere Maputo, la capitale del Mozambico. Venerdì mattina Lucille Hunkeler, l’ex campionessa svizzera di ciclismo, ricercata dalla polizia per aver sottratto il figlio Ruben al padre, il medico italiano Stefano Bianchi, a cui era stato affidato dopo la loro separazione, è stata arrestata mentre stava tentando di passare la frontiera con dei documenti falsi. E con lei c’era anche il piccolo Ruben, sette anni.
Da quel Natale del dicembre 2003, quando Lucille scomparve dalla casa di Montecatini, in Italia, portandosi dietro il figlio, è cresciuto il piccolo Ruben. E ha cambiato pure nome. Sui documenti presentati dalla madre alla polizia di confine mozambicana era registrato come Eric Caballeros, probabilmente il cognome dell’ultimo compagno di Lucille, inseguita da un mandato di cattura internazionale per rapimento di minore. Una fuga disperata ma che ha lasciato all’ex campionessa il tempo e l’occasione di conoscere anche altri uomini, da cui avuto due bambini. Lucille probabilmente già nella serata di ieri, sabato, è stata imbarcata sotto scorta su un’aereo per essere estradata in Svizzera.
Per Stefano Bianchi che tra non molto potrà riabbracciare Ruben, finisce un incubo durato tre anni e 11 mesi, che aveva creato persino un caso internazionale tra Svizzera ed Italia, con l’intervento diretto nella vicenda dei ministri di Giustizia dei due Paesi. Di Lucille e Ruben si era persa ormai da tempo ogni traccia. Dopo la fuga da Montecatini, la donna si era dapprima rifugiata nel suo paese d’origine a casa della madre, ad Uffikon, nel canton Lucerna. Poi era scomparsa nel nulla. Forse, si era pensato, se n’è andata in qualche altro cantone, c’era chi la dava in Austria o in qualche altro Paese europeo assieme al bambino. Voci, però, solo il rincorrersi di voci, nessuna certezza, soltanto piste improbabili per polizia, Interpol e investigatori privati che non riuscivano a venire a capo di una storia che col passare del tempo diventava sempre più assurda, abnorme. Com’è possibile, ci si chiedeva, che in un Paese come la Svizzera una donna, e per di più famosa, possa scomparire di punto in bianco con suo figlio, senza sapere dove cercarla.
Un figlio rapito, dopo che almeno una ventina di giudici, compresi quelli di Strasburgo, avevano riconosciuto al padre il diritto di riavere il suo bambino. Mentre Bianchi protestava davanti alle ambasciate, consolati, s’incatenava a cancelli, organizzava fiaccolate sotto le finestre della casa di Uffikon, Lucille viaggiava da un Paese all’altro dell’Africa, con un’identità fasulla.
Stando alle prime informazioni filtrate dal Mozambico pare che la donna sia stata individuata grazie alle intercettazioni delle telefonate che faceva col cellulare alla madre in Svizzera. In Africa pare sia arrivata subito dopo essere scappata dalla Svizzera, al seguito o con i buoni uffici, quanto complici oppure involontari non si sa, di qualche organizzazione internazionale no profit che nei Paesi poveri si occupa d’infanzia abbandonata.
Era il marzo del 2004 quando Stefano Bianchi si era rivolto al Caffé per denunciare pubblicamente anche in Svizzera il rapimento del suo bambino. Decine e decine di articoli per seguire l’ennesima vicenda di un bambino conteso tra due genitori, ma questa volta con gravi implicazioni internazionali. Intervistata telefonicamente dal nostro giornale un anno dopo la fuga, mentre la polizia lucernese non riusciva a trovarla, Lucille aveva detto che Ruben non voleva tornare in Italia, che aveva paura. Chissà se il piccolo Ruben Eric Bianchi Caballeros ha avuto meno paura dell’Africa.

la storia
L’incontro
La coppia si conosce nel ‘95 al Giro d’Italia. Lei si era rotta un braccio e lui era il medico sportivo

Il matrimonio
Si sposano nel ‘98 e dopo 3 anni chiedono il divorzio nei rispettivi Paesi. Nel 2003 Lucille fugge in Svizera col figlio

Le denunce
Bianchi, nonostante le 6 decisioni giudiziarie, non ha il figlio. Fa pure un esposto alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Il sequestro
Dal luglio 2004 madre e figlio sono introvabili. Bianchi intraprende varie “dimostrazioni” e assume un detective privato

Il ritrovamento
Venerdì scorso Bianchi riceve una telefonata. Hanno trovato il figlio in Mozambico. La madre arrestata per documenti falsi

edizione 28.10.2007
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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