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Raccolta di firme pro-famiglia ucraina

Da: Il Mattino della domenica, 17.02.2008

 

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   
domenica 17 febbraio 2008
La volontà di tre $inistri non è quella della gente

I soliti noti si lanciano nell’ennesima presa in giro del cittadino contribuente: la raccolta di firme, organizzata naturalmente dalla sinistra e dal direttore del rossissimo soccorso operaio, a favore della famiglia ucraina illegalmente entrata dal Lema.
Siamo dunque alle solite: per la famiglia entrata illegalmente (e recidiva), che non ha alcun diritto all’asilo in quanto non proviene da un paese a rischio, ecco che i compagni si mobilitano. Naturalmente – tanto per fare un esempio – per gli anziani ticinesi in difficoltà i compagni non si mobilitano affatto, e la tredicesima AVS non la vogliono dare. Ma nemmeno si mobilitano per le famiglie ticinesi. Tanto per dirne una, la Consigliera di Stato socialista si rifiuta di ripristinare l’anticipo alimenti per le madri separate.
 
Presa in giro
E’ quindi con una bella dose di fastidio che il ticinese medio assiste alla raccolta di firme, naturalmente – ma guarda un po’ – ben supportata dai media - a vantaggio di chi insiste nel pretendere una prestazione (l’asilo) pur sapendo perfettamente di non averne diritto. Mobilitazione mirata a creare un precedente, da poi usare come grimaldello per scassinare la legge sull’asilo voluta dal popolo. Se si comincia a dire di sì ai rifugiati economici, allora non si potrà più respingere nessuno; e la legge sull’asilo andrà a farsi benedire.
Del resto, i sostenitori ad oltranza degli asilanti illegali sono poi gli stessi che con le loro azioni e iniziative si mettono per traverso alle espulsioni, sempre a norma di legge, dei NEM, ossia i richiedenti l’asilo nei cui confronti è stata emanata una decisione di non entrata in materia, e che devono pertanto lasciare il paese. Espulsioni che come ben sa chi in polizia se ne occupa, sono spesso lunghe e difficoltose. Poi ci si chiede come mai gli asilanti spacciatori sono sempre qui...

Firme e cifre
Comunque la raccolta di firme per conferire l’asilo a delle persone che non ne hanno diritto, è un esercizio a puro uso interno. Le firme raccolte sono meno di 800; ricordiamo che la petizione per salvare l’ospedale italiano, tra i cui promotori figurava la Lega, di firme ne ha raccolte in breve tempo oltre 20mila. Questo tanto per avere un termine di paragone.
Certamente la raccolta di firme orchestrata dai compagni non rispecchia la volontà del paese, e basta fare una breve inchiesta in qualsiasi luogo pubblico della Repubblica e Cantone per rendersi conto di come la pensa la gente sulla permanenza in Svizzera della famiglia ucraina.
Del resto, la larga maggioranza della popolazione ticinese, nel caso qualcuno l’avesse dimenticato, ha votato la nuova legge sull’asilo volta a renderci meno attrattivi per i finti asilanti. La popolazione ticinese di certo non è contenta di vedere la sua volontà continuamente boicottata dai soliti noti: qualcuno farebbe bene a rendersi conto che il fatto di indossare un saio monacale non gli dà un diritto al sabotaggio.

Tanto per una volta...
Nel caso specifico, tuttavia, quella che di solito per il Ticino è una sfortuna si trasforma in una fortuna: ossia, il fatto che a decidere sarà Berna. Che, essendo lontana e vedendo pertanto le cose più chiaramente, non mancherà di dare il giusto seguito al principio della parità di trattamento, evitando di fare eccezioni che non hanno alcuna giustificazione e che porterebbero a conseguenze deleterie sul piano internazionale. Perché il messaggio che passarebbe, all’indirizzo di tutti i falsi asilanti, sarebbe: «venite tutti da noi e fate un po’ di gazzarra mediatica che vi accogliano».
E, diveramente dal Consiglio di Stato, Berna non mancherà neppure, crediamo, di rendersi conto che la volontà di tre $inistri e un frate non è quella della popolazione ticinese.
Intanto invitiamo i cittadini giustamente indignati da questa vicenda a continuare a farsi sentire tramite lettere ai giornali. Tanto per rimettere la chiesa al centro del villaggio. Oppure – perché no? – ad organizzare una controraccolta di firme.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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