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UFU: " Le disposizioni in materia di affidamento sono uguali per uomini e donne? "

Ufficio federale delle Pari opportunità Ufficio federale per l'uguaglianza tra donna e uomo (UFU)  L'UFU in breve

Consulenza su aspetti delle pari opportunità nella famiglia

Estratto da "Domande ricorrenti: famiglia" del sito dell'UFU (link diretto):

Le disposizioni in materia di affidamento sono uguali per uomini e donne?

In linea di principio si può affermare che il diritto del divorzio concretizza la parità formale tra donna e uomo. Secondo il legislatore l'elemento determinante per l'assegnazione dell'autorità parentale non è il sesso del genitore, ma il bene del bambino (art. 133 del Codice civile, CC). In pratica, tuttavia, in caso di divorzio i figli vengono di norma affidati alla madre, principalmente a causa della ripartizione tradizionale dei ruoli tra donna e uomo che ancora predomina.

Quando deve stabilire a chi affidare l'autorità parentale, il giudice decide sulla base di criteri oggettivi, tra cui si possono citare il rapporto personale tra genitori e figli, le capacità educative dei genitori, la loro capacità e disponibilità a tenere i figli sotto la propria custodia e a prendersene cura, il parere dei bambini e la stabilità del contesto (ad es. la scuola, le amicizie e la realtà cui i bambini sono abituati). Il bene dei figli è per legge uno degli interessi preponderanti (art. 133 cpv. 2 CC). Per l'affidamento si tiene conto in particolare della ripartizione dei ruoli tra i coniugi durante il matrimonio. Se durante il matrimonio è stata la madre a dedicare più tempo ai figli, è molto probabile che continuerà a farlo anche dopo il divorzio. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo promuove una ripartizione partenariale dei compiti familiari e professionali, ad esempio con le due campagne Fairplay-at-home e Fairplay-at-work.

Per quanto concerne l'autorità parentale congiunta, i giudici sono purtroppo sempre più spesso confrontati con coppie tra le quali una cooperazione costruttiva è ormai impossibile. Quando fu varato l'articolo 133 capoverso 2 CC, il legislatore non ritenne opportuno concedere l'affidamento congiunto alle coppie il cui rapporto è marcato da profondi disaccordi. Il 7 maggio 2004 Reto Wehrli ha presentato un postulato (04.3250) in cui invita il Consiglio federale a esaminare la possibilità di favorire l'autorità parentale in comune per genitori non coniugati o non più uniti in matrimonio e la possibilità che l'autorità parentale in comune rappresenti la regola.Il 28 gennaio 2009 il Consiglio federale ha posto in consultazione fino al 30 aprile 2009 una relativa revisione del CC in base alla quale, per il bene dei figli, l'autorità parentale dovrebbe diventare la norma anche dopo il divorzio e se i genitori non sono uniti in matrimonio.
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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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