Da: Mattino della domenica, 13.9.09 pag 8
Politica familiare ticinese. Un Osservatorio "monco"
Tagliati fuori i padri separati, sicché manca la visione del 40% (considerando che madri e figli costituiscono circa il 60%) delle presone coinvolte nei divorzi
Dire che la società è cambiata e che con essa anche la composizione delle famiglie ticinesi è lapalissiano. In effetti in una società in cui quasi la metà dei matrimoni finisce con un divorzio, la famiglia tradizionale è sempre meno la regola. Cresce oltretutto - anche, bisogna pur dirlo, per colpa di avvocati che fomentano la litigiosità per allungare i tempi delle cause ed incassare più parcelle - il numero dei divorzi conflittuali. Se in queste situazioni si trovano coinvolti dei bambini, si capisce facilmente come questi ultimi possano rimanerne segnati.
Esclusi
Da quattro anni, con la nuova legge sulle famiglie, è stato creato l'Osservatorio cantonale sulla politica familiare, un organismo che è, o dovrebbe essere, consultivo e propositivo, e che è composto da 11 membri. Qualcosa però stona. La composizione dell'osservatorio risulta infatti monca. Manca una parte importante. Ossia i genitori non affidatari, solitamente i padri, che non sono certamente una quantité négligeable. Ciononostante sono esclusi dall'Osservatorio, e non hanno la possibilità di portare la propria esperienza.
I genitori non affidatari sono organizzati in due associazioni: AGNA e "Movimento Papageno". Da qui la richiesta, formulata tramite mozione dal deputato leghista Lorenzo Quadri, di inserire nell'Osservatorio sulla politica familiare anche due rappresentanti dei genitori non affidatari, uno per ciascuna delle due associazioni sopra citate.
«Queste due associazioni - recita la mozione - essendo attive al fronte, grazie all'esperienza maturata sul territorio, a diretto contatto con casi spesso molto problematici che vedono coinvolti anche vari attori istituzionali (preture, tutorie, autorità di vigilanza sulle tutele...), sarebbero in grado di fornire un importante e costruttivo contributo ai lavori dell'Osservatorio. Per contro, il perdurare della loro esclusione priva l'Osservatorio di un punto di vista qualificato, inficiandone così l'efficacia».
Quali proposte?
«Quando è stato costituto l'Osservatorio, 4 anni fa, AGNA e il movimento Papageno non erano ancora nati - rileva l'avv Paolo Tami, segretario di AGNA -. Ma oggi che esistono e sono consoldiati, la loro mancata inclusione nell'Osservatorio della politica familiare lo rende incompleto. Nell'Osservatorio ci sono infatti gli enti pubblici cantonali e comunali, sono rappresentati i genitori affidatari (in genere le madri) ma sono esclusi quelli non affidatari, di solito i padri. Ora, per capire un problema è necessario poterlo esaminare sotto tutti i punti di vista. Invece adesso all'Osservatorio manca l'apporto di una grossa fetta della popolazione coinvolta: i padri divorziati, appunto».
E c'è anche un altro problema. «A quanto ci consta - rileva l'avvocato Tami - l'Osservatorio in quattro anni si è riunito al massimo quattro o cinque volte, compresa la seduta costitutiva e quella in cui ha incontrato i rappresentanti di AGNA e Papageno. Questo organo dovrebbe essere consultivo e propositivo, ma cosa abbia discusso e cosa abbia finora proposto, se mai ha proposto qualcosa, noi non lo sappiamo. Ho appreso nei giorni scorsi la richiesta tramite atto parlamentare di dotarlo di un fondo di 360mila Fr. Mi piacerebbe sapere in quale modo si intenderebbe impiegare queste risorse».
Priorità
Certo i problemi sul tappeto, in materia di vita familiare (o piuttosto ex-familiare in seguito a divorzio) sono parecchio; a cominciare dalle Commissioni tutorie e dal diritto tutorio. Dove non tutto, come noto, fila liscio nel delicatissimo settore dell'affidamento dei figli. Di recente un atto parlamentare PPD tematizza la retribuzione dei membri delle Tutorie. Ma forse, pur tenendosi fermo il principio che il lavoro deve essere equamente remunerato, prima di occuparsi della retribuzione dei membri delle Tutorie, che sono per lo più avvocati o psicologi e quindi non sono persone indigenti, bisognerebbe occuparsi delle necessità di chi si trova, suo malgrado, ad essere "fruitore dei servizi" erogati dalle Tutorie.
La realtà è particolarmente complessa e sfumata: da qui la necessità, soprattutto per chi deve osservare e proporre (come è il caso dell'Osservatorio sulla vita familiare) di potersi avvalere dell'esperienza di chi - come AGNA e Papageno - con questa realtà si trova confrontato quotidianamente. Suo malgrado.Per l'appunto.
Lorenzo Quadri
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