Da: Il Mattino, 28.8.11 pag 36
L’ingiustizia istituzionalizzata
LUCA SCHÜPBACH, PREGASSONA
Oggi sono molto arrabbiato e ho deciso di scrivere al maggior numero di persone possibile. Non baderò alla forma, perché ciò che devo dire mi viene dallo stomaco come un conato impossibile da controllare.
Dopo una giornata di lavoro, torno a casa, apro la posta e incomincio a leggere. La lettera è della Commissione tutoria regionale 3, quella di Lugano – Ovest per intenderci. Non sono solito ricevere buone nuove quando il mittente è questo. Spero di sbagliarmi, almeno per una volta. Mi dico che non è possibile che un'ingiustizia così grande, uno squilibrio di tale ampiezza possa continuare a lungo, un po' come il cambio franco-euro, troppo irreale per poter durare.
Incomincio la lettura...”Egregio Signor Schüpbach
, con riferimento alla sua e-mail 26 giugno 2011 le comunichiamo quanto segue. I contributi di mantenimento sono fissi e non possono essere ridotti nei periodi in cui il figlio trascorre le vacanze o i fine settimana con il genitore non affidatario. Durante l'assenza del figlio dall'abitazione, il genitore affidatario deve comunque sostenere i costi fissi, quali ad esempio il canone di locazione. Inoltre, nel contributo di mantenimento che versa il genitore non affidatario non è compresa la posta - costo vacanze del figlio con il genitore affidatario - di modo che il risultato finale è praticamente lo stesso: ogni genitore sopporta il costo delle vacanze che decide di offrire al proprio figlio”.Trascendo, non posso credere a ciò che ho appena letto, sembra una barzelletta, rileggo e il paragrafo dice sempre la stessa cosa. Mi torna in mente l'incontro alla CTR3 di 4 anni fa quando, dopo sette anni passati con mio figlio, dopo 9 mesi passati all'estero per poter permettere all'allora compagna e madre di nostro figlio di terminare gli studi e realizzarsi professionalmente, in cui mi presi cura di lui, in cui passavo le giornate al parco, gli preparavo i pasti ecc. ecc., un paio di svitati burocrati decisero che il meglio per mio figlio era di essere alienato dal padre, di dare alla madre il potere di fare il bello e il cattivo tempo. Le parole sono cordiali, sembrano uno strato di vaselina spalmata voi sapete dove, ma il messaggio è chiaro: tu non sei nessuno, il figlio è della donna, di sua madre, ma lo devi mantenere integralmente e con un bel margine che permetta anche alla madre di accaparrarsi una fetta del bottino. Dopo quell'incontro vomitai, ma non parole, vomitai e basta.
Lo chiamano contributo di mantenimento. In realtà è solo un'estorsione legalizzata, una vergogna istituzionalizzata. Usano le tabelle di Zurigo, per noi che viviamo in Ticino e andiamo a far la spesa in Italia, parlano di costi fissi, già perché quando mio figlio passa il week-end con me ci dobbiamo rintanare in una stanza presso i miei genitori. Già io i costi fissi non li ho perché non me li posso permettere, il bambino da me non mangia, le attività che facciamo insieme sono gratuite. È l'ora del TG, la rabbia si è trasformata in determinazione, dev'essere l'effetto catartico per aver scritto queste righe. Apprendo che un signore a Pfäffikon ha ucciso la moglie e una funzionaria comunale. Non mi stupisco.
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