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Il 2012 porterà qualcosa di buono alle famiglie?

Da: Mattino della domenica rubrica "Papageno: in nome dei padri", 29.1.12 pag 31

Anzitutto i padri e i figli di questo nostro bel paese si aspettano che l’autorità parentale congiunta sia ancorata alla legge. Per dirlo con la nostra consigliera federale Som­maruga, questa modifica di legge non è che un adeguamento alle norme vigenti da anni nel resto dell’Europa. Siamo il fanalino di coda. Ci aspettiamo dunque che i padri non debbano più sottoporsi agli umilianti test di idoneità pa­rentale imposti dalle autorità tuto­rie. Ma come abbiamo già avuto modo di sottolineare, le modifiche di legge previste non risolvono per niente i problemi con cui vengono investiti i minori di questo paese. L’ipocrisia retorica di voler im­porre ai genitori “il bene dei mi­nori” continuerà: lo Stato sa meglio di chiunque altro qual’è il bene dei figli, perfino meglio dei genitori stessi! Se però si chie­desse ad un giudice di definire il bene del minore, una volta potrà essere quello, ad esempio, di non abbandonare la “casa degli affetti” (abitazione coniugale), e un’altra addirittura la deportazione dei figli da parte della madre perfino ol­tr’alpe, oltre frontiera, oltre oceano: incoerenze radicali e tutte con la massima disinvoltura.

Questo 2012 dovrebbe portarci la riforma delle tutorie che entrerà in vigore nel 2013, ma a quanto pare si lavora per riformare affinché tutto rimanga immutato. Avremo un nuovo tribunale di famiglia? Avremo 4 tutorie professionaliz­zate in sostituzione delle 18 gestite da dilettanti? Si riuscirà a metter in atto le riforme suggerite dalla perizia Affolter ordinata dal Can­tone stesso? L’autorità di vigilanza sulle tutele - ora nel contempo uf­ficio di consulenza giuridica per le 18 CTR, istanza di ricorso contro le loro decisioni e ufficio di vigi­lanza sul loro operato - verrà final­mente accorpata al Tribunale d’Appello? Tutto e il contrario di tutto! Tuttavia, tra mille contrad­dizioni, gli operatori delle tutorie auspicano il mantenimento dello status quo! Chi volesse conoscere i problemi (innumerevoli) dell’au­torità tutoria rilevati dal Dr. Affol­ter è invitato a visitare il nostro sito www.papagenonews.ch in cui sono stati elencati e pubblicati (per visualizzare l’articolo inserire nel modulo di ricerca il codice xyz12).

Nel 2012 continuerà la battaglia di sensibilizzazione affinché innu­merevoli aspetti del diritto di fa­miglia vengano rivisti: anzitutto si punterà affinché i risultati delle ri­cerche scientifiche nel campo della psicologia, sociologia, medi­cina vengano prese in considera­zione dalla legge. Ad esempio si chiede che la PAS (Sindrome di alienazione parentale) venga rico­nosciuta e combattuta sul nascere da parte del legislatore. Oppure si accetti finalmente che un “diritto di vista” di 4 giorni al mese signi­fica produrre un danno irrepara­bile ai minori. La bigenitorialità è quanto ci aspettiamo da una so­cietà civile: sarà il 2012 a portar­cela?

A dir il vero dal 2012 ci si po­trebbe aspettare anche che un po­litico ci spieghi quali sono le competenze di un giurista nel campo della sociologia, della pe­dagogia, della psicologia, o della pediatria, perché a noi risulta che non ne abbia nemmeno una; che ci illustri quali problemi abbia fi­n’ora risolto una sentenza di tribu­nale. Com’è possibile che avvocati stabiliscano quale sia “il bene del minore”? E con quali competenze poi?

Dal 2012 vivamente auspichiamo
che i vari Sandri­nelli, Fontaine, Pu­sterla, Bertini, Qua­dri, Epiney-Colom­bo, Bernasconi e accoliti, seguano le conferenze e si aggiornino sui temi di loro competenza. Perché no, assistendo ad esempio alle conferenze di personaggi quali il Giudice Jürgen Rudolf o il pedia­tra Dr. Vezzetti o leggendo lettera­tura sui vari temi inerenti la famiglia quali Zoja, Risé, Mit­scherlich, Gardner. Che i nostri politici e magistrati si informino sulla legislazione e sulle prassi giuridiche di paesi all’avanguardia in questi campi, come la Svezia, la Francia e il Belgio, dove la custo­dia alternata dei figli è una regola imposta dalla legge e da anni dà ottimi risultati a livello sociale e economico.

Dal 2012 ci aspettiamo che il fem­minismo di stampo ortodosso smetta di invadere le istituzioni e la stampa conducendo una guerra a tutto campo contro il maschio ed il maschile. Il paradosso mater­nità/ carriera non si risolverà nep­pure nel 2012, ma ci auguriamo che nell’anno appena iniziato possa finalmente nascere la consa­pevolezza che creando migliaia di posti negli asili-nido non si risol­veranno affatto i problemi educa­tivi dei figli, che l’affido paritetico, la bigenitorialità, risol­verebbe, spazzandoli via d’un sol colpo, una marea di sofferenze e di problemi causati proprio da una politica familiare ed una giurispru­denza inadeguate e non sufficien­temente competenti in materia! Chi ha orecchie per intendere, in­tenda!


079 – 376 83 39 & 079 – 240 40 51






Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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