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Walter Recchiuti: un padre, due minori, e un incubo che continua!!

Da: Mattino della domenica, 18.12.11 pag 15, rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Nel nostro articolo di luglio vi informavamo che la moglie di Walter Recchiuti, la signora Astrid Catti, il 4 febbraio del 2008 da Minusio si era trasferita in Francia andando a vivere con un uomo di nazionalità francese. Lo aveva fatto portandosi via i due figli, Alexandro di 6 anni e Maximiliano di 2, senza il consenso del marito. La moglie, in occasione della recente perizia psichiatrica familiare ordinata dal Giudice del divorzio francese, ha dichiarato che il giorno 4 febbraio 2008 in cui ha lasciato l’abitazione coniugale coi figli, è intervenuta la polizia cantonale per sedare le violenze che Walter Recchiuti stava esercitando su di lei: fortunatamente, il padre è riuscito a dimostrare le infondatezze di queste accuse, così come il presunto intervento della polizia, in realtà mai avvenuto. Da allora per questo padre e i suoi due figli è iniziata una vita da incubo di indicibile sofferenza, divisa tra Svizzera e Francia. Ma la vicenda si complica.

L’immobile di Minusio in cui viveva la famiglia Recchiuti era inizialmente di proprietà del pediatra Dr Arnaldo Catti, padre della sig.ra Astrid. Quest’ultimo possedeva debiti con l’erario per imposte comunali, cantonali e federali non pagate dal 2001 per circa 500'000.- Fr. L’erario fece una restrizione di vendita sull’immobile per circa 150'000.- Fr., corrispondenti al periodo 2001 e 2002.  Davanti a questa grave situazione debitoria, nel 2006, il Dr Catti ha proposto ai coniugi di “donare” l’immobile alla figlia Astrid dietro pagamento dei debiti di cui sopra, ammontanti a ben circa 500'000.- Fr.! Chi ha saldato questo considerevole debito? Il marito Walter Recchiuti tramite un istituto di credito! Bizzarra proposta del Dr Catti, il quale, nonostante i grossi debiti in Ticino e 6 atti di carenza beni, era proprietario di una villa del valore di circa 500'000.- euro nella regione di Parigi! L’immobile è stato quindi registrato nel 2007 come proprietà della moglie Astrid Catti-Recchiuti, con usufrutto al marito Walter. La proprietà è composta da 3 appartamenti: uno occupato dalla famiglia Recchiuti, uno adibito a studio medico dal Dr Arnaldo Catti, il terzo abitato dal medesimo. Dal mese di giugno 2007 il Dr Catti era tenuto a pagare l’affitto e le spese accessorie dei due appartamenti da lui locati all’usufruttario e genero Walter Recchiuti, e non alla figlia Astrid. Fino a fine febbraio 2008 il Dr Catti ha pagato gli affitti mensili di ca. 4'650 Fr alla figlia Astrid anziché al genero Walter, per un importo totale di Fr. 42'000.- circa, intascati e trattenuti a torto dalla donna.

Dopo la partenza per la Francia della moglie coi due figli nel febbraio 2008, secondo la sentenza del Pretore avv. Bertini, una parte di questo importo mensile andava versato alla banca per l’ammortamento e gli interessi ipotecari e la rimanenza alla moglie Astrid, residente in Francia, quali contributi alimentari per sé e i due figli. Per farsi pagare dal Dr Catti i 42'000.- Fr. di affitti non versati, Walter ha intentato causa di sfratto contro il pediatra presso la pretura di Locarno città, dinanzi al Pretore avv. Bertini: il processo non ha avuto l’esito sperato da Walter, non avendo egli potuto dimostrare che il Dr Catti non avesse pagato l’importo, né che la moglie avesse intascato illecitamente i denari. Diversi mesi dopo questa sentenza, Walter Recchiuti è venuto casualmente in possesso di un documento depositato in pretura nell’incarto relativo alla procedura di sfratto succitata, scritto a mano e firmato dalla moglie sig.ra Astrid Catti, in cui dichiarava di aver incassato gli affitti dal mese di dicembre 2006 fino ad agosto 2008. Appare incomprensibile che questo documento, non sia stato trasmesso dalla Pretura al legale di Recchiuti né considerato dal Pretore per emettere la sua sentenza! Ora il marito farà i passi legali necessari per poter rientrare in possesso dei 42'000.- Fr. a lui dovuti.

Ricapitolando, il nostro associato non solo ha subito la deportazione unilaterale dei figli (avallata sorprendentemente dal sig. Pretore Bertini e con effetto retroattivo di oltre un anno!) e con smisurati costi legali, ma ha pure dovuto subire ulteriori danni economici.

Nonostante il Pretore avv. Bertini nelle sue sentenze abbia richiamato esplicitamente le parti ad "astenersi da tutto ciò che potrebbe alterare i rapporti dei figli con l'altro genitore (art. 274 cpv 1 CC)", la madre ha continuato imperterrita e mai soddisfatta ad ostacolare il rapporto del padre con i propri figli. Per dare un piccolo esempio, invece di ritirare una raccomandata inviata dal padre ai figli, la madre l'ha semplicemente respinta apponendo di proprio pugno "REFUSÉ CAR ENFANTS MINEURS, le 18/4/11, firmato CATTI" (Respinto poiché bambini minorenni!!). È di questa estate l’ennesimo tentativo di denuncia penale sporta contro il marito da cui, ricordiamolo, è separata da inizio 2008. Infatti, dopo l’ultimo diritto di visita del padre coi figli avuto a Minusio ai primi di luglio senza nessuna restrizione, la moglie ha fatto ospedalizzare i due bambini presso la Carità di Locarno. È seguita una denuncia contro il padre Walter per abusi sessuali sui minori.

Negli ultimi giorni Walter è stato sottoposto ad interrogatorio e il suo domicilio è stato perquisito dalla polizia a seguito della denuncia penale sporta contro di lui dal suocero e pediatra Dr Arnaldo Catti: il padre Walter avrebbe abusato sessualmente dei suoi due figli di 10 e 5 anni toccando loro i genitali e infilando loro un dito nell’ano, e, mentre che i due figli adolescenti di una sua amica picchiavano il figlio più grande, infierito verbalmente su di lui dandogli del “figlio di puttana”.

Ricordiamo che il denunciante Dr Arnaldo Catti ancora esercita la professione di pediatra a 78 anni e che alcuni anni or sono è stato condannato penalmente a sette mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di due anni, in quanto autore colpevole di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, ai danni di una sua paziente minorenne, condanna confermata nel 2007 dal Tribunale federale di Losanna.

Queste vergognose accuse hanno ancor più massacrato e distrutto psicologicamente il padre Walter, profondamente amareggiato e turbato dalla notizia riferitagli dall’ispettore di polizia che sarebbero stati i figli a raccontare al suocero di queste presunte violenze. Per Walter tutto ciò è l’ennesima conferma che l’alienazione parentale è una realtà concreta, realtà  che da anni madre e suocero mettono impunemente in atto contro di lui. Quando finirà la strumentalizzazione del sistema socio-giudiziario usato disonestamente contro il padre? Il nostro associato ovviamente procederà per le vie legali contro queste persone. Walter, “presunto colpevole”, non vede i suoi due figli da luglio! Come esperienza ci insegna, con quest’ennesima vergognosa accusa non li potrà rivedere né a Natale né prima del termine dell’inchiesta!! L’incubo di Walter e dei suoi due figli - purtroppo - continua!!

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Tel 079 - 376 83 39 e 079 – 240 40 51

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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