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L’ARP 3 di Breganzona vuole creare un caso Flaach anche in Ticino? (Parte 1)

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Da: Mattino della domenica, 1.3.15 pag 26, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

L’ARP 3 di Breganzona vuole creare un caso Flaach anche in Ticino? (Parte 1)

È noto a tutti il recente caso di Flaach, quello dei due bambini che stavano trascorrendo le vacanze natalizie con la madre, svizzera, che non ha però sopportato la decisione dell'autorità di protezione dei minori e degli adulti di allontanare i figli dai genitori e cac­ciarli in un istituto, e li ha purtroppo uccisi. La donna non era nota alle forze dell'ordine per aver commesso atti violenti o avuto problemi psichici. Al contrario del caso di cui ci occu­piamo oggi. Esso è, ahinoi, gestito an­cora dalla tristemente nota Autorità Regionale di Protezione 3 (ARP3) di Breganzona (presidente avv Clarissa Torricelli e membro permanente Maurizio Rossi). Tuttavia, questa volta la “tutela del bene dei minori” dell’ARP3 potrebbe portare ad un tra­gico epilogo.

Madre soffre di schizofrenia paranoide

Un marito, una moglie e due figli oggi di 7 e 5 anni. La madre è citta­dina straniera con permesso di sog­giorno B, beneficiaria di ¾ di rendita AI . La madre dopo il primo parto ha avuto uno scompenso psichico che ha necessitato un ricovero: lo psichiatra rilevava “ un quadro di scompenso psicotico caratterizzato da ideazione delirante a stampo megalomanico, la madre era convinta di essere foriera di un messaggio del Papa, erano inoltre presenti dispercezioni uditive, riferite come voci minacciose”. Dopo il primo soggiorno in clinica psichia­trica è stata emessa la diagnosi di schizofrenia paranoide. Pochi mesi dopo il rientro a casa dal marito e dai due figli, a quel tempo di 1 e 3 anni, un altro psichiatra, constatando uno scompenso psicotico acuto con peri­colo per se e per terzi, ne ha disposto il ricovero coatto in clinica psichia­trica. Sono seguiti successivi ricoveri, anche per lunghi periodi, con anche rientro al domicilio il fine settimana. I coniugi da un anno e mezzo sono se­parati legalmente: al marito è stato as­segnato l’appartamento coniugale e gli sono stati affidati i due figli, con diritti di visita a favore della madre di due ore, due volte alla settimana, sotto forma sorvegliata presso Casa Santa Elisabetta.

Rapporti dello psicoterapeuta dei bambini

Il medico psichiatra, specialista per bambini e adolescenti, che segue i bambini da due anni, in un suo rap­porto ricapitolativo e aggiornato ad agosto 2014 afferma tra l’altro che “la situazione, secondo le informazioni a mia disposizione, non è cambiata. Semmai è peggiorata (…); da quanto vedo da Bimbo1 e Bimbo2 i due bam­bini hanno sempre ancora paura della madre. (…) sembra che il decorso della malattia della madre sia di carat­tere cronico (…) in linea con quanto viene detto nell’ultimo rapporto d’uscita del quale ho una copia: “De­corso: Non favorevole: la paziente mostra scarsa compliance con la te­rapia farmacologica.” (…) Pare che la madre continui pure a coinvolgere i suoi due bambini nei suoi deliri reli­giosi parlando di minacce divine in caso di mancata osservazione dei co­mandamenti. Direbbe a loro anche che il padre sarebbe da odiare perché sarebbe solo colpa sua che lei, la madre, non sarebbe con loro. (…) Bimbo1 mi ha detto pure che ha paura che la madre porta Bimbo2 da sola al gabinetto senza sorveglianza. (…) Si tratta quindi di due bambini sostan­zialmente sani con uno sviluppo emo­tivo e cognitivo nella norma per l’età. Ma sono turbati per gli eventi passati e per i comportamenti della madre durante le visite. Da quello che sono venuto a sapere è evidente che i con­tatti con la madre comportano note­vole ansia, stress e tensione per loro. (…) Nell’interesse dei due bambini mi sembra però chiaro che i contatti con la madre siano ridotti ad un minimo indispensabile. Penso ad un incontro mensile (al massimo due) sotto stretta sorveglianza presso il Punto d’Incon­tro e al massimo due contatti telefo­nici alla settimana.”

È questo il bene dei minori ?

Il padre, per i motivi esposti dal me­dico che segue i suoi figli, per il do­lore che vede in loro e preoccupato per il loro benessere, chiede alla ARP 3 che gli incontri con la madre ven­gano ridotti. La curatrice della madre, avv. Marie Zveiger Wernli di Lugano, invece sostiene che sia il padre ad ostacolare i diritti di visita dei figli con la mamma, ritenendo che egli sia ina­deguato e che abbia manipolato i figli affinché gli stessi rifiutino di relazio­narsi con la madre. La curatrice avvo­cata chiede alla ARP 3: “È imperativo che venga svolta una perizia sulle ca­pacità genitoriali del padre e un’in­dagine socio-ambientale, al fine di verificare se il benessere dei figli è ga­rantito, ciò che non sembra essere il caso.(…) È imperativo che gli incontri avvengano regolarmente e in maniera ravvicinata”. Agli atti pure un certifi­cato del pediatra dei bambini in cui si legge in merito alle cure del padre

“anche dopo i numerosi ricoveri della madre (…) quando i bambini sono ri­masti affidati al padre (…) mi hanno dato sempre l’impressione di essere ben curati, si sviluppano in maniera ottimale dal punto di vista fisico e mo­torio. Danno pure l’impressione di un buon equilibrio psichico ed emotivo.”

Il paradosso è che la curatrice della madre, avvocata, pretende che venga fatta una perizia psichiatrica al padre, nonostante la sua pupilla soffra, pur­troppo, di una malattia psichiatrica grave quale è la schizofrenia para­noide (basta una piccola ricerca su google per capire con che tipo di pa­tologia i bambini sono confrontati)!

Cosa aspettarci dalla ARP 3?

Considerando come opera da anni la ARP 3 (già CTR 3) e il recente caso della bimba di 6 anni, di cui media e politici si stanno occupando, non na­scondiamo la nostra grande preoccu­pazione per la sorte di questi due poveri bambini. Forse che i membri della ARP 3 stiano pensando di peri­ziare il padre, internare pure questi piccoli e concedere diritti di visita li­beri alla madre? Forse che intravve­dano la possibilità di far “lucrare” i servizi preposti per il fatto che la madre riceve le rendite completive AI per i due bambini? Forse che il potere assoluto di cui essi dispongono abbia fatto perdere loro la “bussola del buon senso”? E pensare che a tanti padri le ARP ordinano perizie e diritti di visita sorvegliati per molto, molto meno! Noi speriamo vivamente che questo caso venga tolto quanto prima dalle grinfie della ARP 3 e ritorni nelle mani della pretora aggiunta che ge­stiva prima il caso in Pretura, per il bene di questi poveri e indifesi bam­bini. Vi terremo comunque informati man mano.

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rubrica curata da Gianfranco Scardamaglia, coordinatore Movimento Papageno e candidato al GC per la Lega dei Ticinesi

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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