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Le inchieste di Papageno: gli alimenti e l’assistenza giudiziari

 rapporto uomo donna

Da: Mattino della domenica, 23.7.17, pag 28, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

Le inchieste di Papageno: gli alimenti e l’assistenza giudiziari

Giustizia rosa

In questi anni di attività abbiamo potuto accertare che il diritto di famiglia in Ticino viene spesso applicato “à la carte” e in modo ampiamente diversificato, con il risultato che “la giustizia non è uguale per tutti” o altrimenti detto per le ex mogli la giustizia è applicata senza l’equivalente rigore che invece viene utilizzato per gli ex mariti. Non reputiamo di sbagliare utilizzando il termine di “giustizia rosa”.

Contributi alimentari ai figli e agli ex coniugi

Abbiamo accertato che - a parte qualche rara eccezione - quando i figli sono affidati ai padri, alle madri anziché venire imposto un contributo alimentare a favore dei figli da versare all’ex coniuge, il padre viene “condannato” a pagare alimenti alla ex moglie che vive sola. Nel caso di figli maggiorenni è la regola, ma pure in caso di figli minorenni affidati ai padri abbiamo constatato che il padre, se ha un’eccedenza disponibile, deve pagare contributi alimentari alla ex. Anziché conteggiare un reddito ipotetico a tempo pieno alla ex che lavora (spesso intenzionalmente) a tempo parziale, è al marito che viene dato l’onere di continuare a mantenere la ex, la quale sovente coabita (ovviamente non ufficialmente) con il nuovo amico.

Contributi alimentari ai figli anche dopo la maggiore età

Pretori e ARP, anche di propria iniziativa, “spingono” i padri a firmare convenzioni o emanano sentenze in cui è previsto che essi debbano versare alimenti ai figli affidati alle madri anche dopo i loro 18 anni, fino alla fine della loro formazione o indipendenza finanziaria. Allorquando i figli sono affidati ai padri, gli alimenti a favore dei figli invece vengono conteggiati o decisi unicamente fino al compimento dei loro 18 anni. La conseguenza di questa applicazione discriminatoria del diritto è che i “figli dei padri” hanno minori diritti dei “figli delle madri”: ci saranno figli di serie A e di serie B.

Assistenza giudiziaria concessa sovente alle madri, talvolta ai padri.

La concessione dell’assistenza giudiziaria (AG) è da attribuire esclusivamente alla decisione del pretore e dell’ARP. Nessuna delle parti coinvolte nel processo può contestarne la concessione se non la parte beneficiaria. Ovviamente ben si comprende come ciò possa permettere al pretore e all’ARP di decidere in modo benevolo a favore di una o di entrambe le parti, con la possibilità che possa avvenire un potenziale arbitrio nella concessione dell’AG. In caso di rifiuto della domanda di AG la parte può ricorrere ma in caso di concessione solo la parte beneficiaria è legittimata a ricorrere. Ciò che fa maggiormente riflettere e indispone il comune cittadino è sapere che lo Stato potrà e dovrà limitarsi a pagare le parcelle legali, peritali, ecc., senza avere nessuna voce in capitolo. Infatti, lo Stato si limiterà a pagare le parcelle, accettate dal pretore e dalla ARP, senza poter eccepire alcunché.

Le inchieste di Papageno

Abbiamo dunque deciso di dare avvio a nostre inchieste per raccogliere dati a sufficienza che ci permetteranno di meglio valutare e analizzare i due fenomeni sopra descritti e notificare a chi di dovere i risultati. Grazie al Mattino della Domenica, potremo anche pubblicare articoli sulle singole casistiche, come nostra consuetudine. Siamo convinti - in base ai dati finora in nostro possesso - che potremo dimostrare che la “Giustizia rosa” esiste, eccome, e che l’assistenza giudiziaria viene anche concessa con leggerezza e arbitrarietà da pretori e ARP, a danno dello Stato e di conseguenza dei cittadini contribuenti. I politici concluderanno che dovranno adoperarsi affinché la legge sulla responsabilità dello Stato sia modificata affinché i pretori e le ARP coinvolti saranno tenuti a risarcire loro stessi, totalmente o parzialmente, le perdite finanziarie create allo Stato e ai cittadini.

Abbiamo bisogno della vostre casistiche documentate

Chi si ritrova in queste due situazioni (alimenti alle ex sebbene figli a loro affidati o alimenti concessi ai figli anche dopo la maggiore età) e volesse rendere pubblica la propria vicenda o darci la possibilità di utilizzare la loro documentazione (anche in forma anonima), può contattarci in tutta libertà: se saranno dati i presupposti oggettivi, saremo ben felici di aiutarvi a pubblicare quanto accadutovi e ad utilizzare i vostri casi nelle sedi appropriate.

Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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