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“Nuova” autorità di vigilanza sulle ARP: il vecchio che avanza?

Da: Mattino della domenica, "papageno: in nome dei figli e dei futuri padri", 17.2.13 pag 19


“Nuova” autorità di vigilanza sulle ARP: il vecchio che avanza?


L
a neonata Camera di prote­zione del Tribunale di Appello funge pure, in sede cantonale unica, da autorità di vigilanza (art. 441 CC e art. 2 cpv. 2 LPAM). Tale funzione viene eserci-tata per il tra­mite di un ispettorato, la cui ispettrice è l’avv. Alessia Paglia, che fino a di­cembre 2012 esercitava la funzione di capo ufficio (a tempo parziale) del­l’oramai defunta Autorità di vigilanza sulle tutele di Bellinzona (AVT). Nella stessa Camera di protezione operano pure, in qualità di vicecan­cellieri, le giuriste della defunta AVT. Nella composizione della nuova ca­mera di Protezione, di “nuovo” soli il presidente, giudice Franco Lardelli, e la sua vice, giudice Epiney-Colombo.

Quali i compiti della “nuova” ispet­trice dell’autorità di vigilanza sulle ARP?

Sulla riforma delle norme del codice civile svizzero relative alla prote­zione dell’adulto in vigore dal 2013, nel Corriere del Ticino di lunedì 28 gennaio è apparso un articolo di due pagine in cui veniva intervistata l’avv. Alessia Paglia nelle sue nuove vesti. In merito al ruolo della “nuova” autorità di vigilanza spie­gava che “è un compito di vigilanza generale sull’attività delle autorità regionali di protezione. Interviene attraverso circolari e direttive vinco­lanti, controlla la corretta e uniforme applicazione del diritto di prote­zione. Risponde anche alle richieste di verifica degli utenti rispetto al­l’operato delle autorità”. Nel con­tempo l’avv. Paglia asseriva: “Nessuna interferenza. Le autorità statali sono molto attente a non in­tromettersi nelle faccende private dei cittadini, a meno che non sia stretta­mente necessario”. Ispettrice del­l’autorità di vigilanza sulle ARP: un compito, dunque, di grandissima re­sponsabilità!

Nomine di tutori: il caso Tobler non ha insegnato un granché!

Vi raccontiamo una vicenda che ve­deva coinvolta l’attuale ispettrice avv Alessia Paglia.

Un padre ticinese si occupava amo­revolmente e con serietà di suo figlio invalido. Una volta divenuto maggio­renne, dal 1993 al 2001 ne è stato il tutore. Questo papà, nella gestione economica degli averi del figlio, è riuscito a risparmiare e a maturare una sostanza di circa 95'000 fr. Per motivi ancor’oggi a lui sconosciuti, nel 2001 l’avv. Mario Branda, allora capoufficio dell’Ufficio di vigilanza sulle tutele di Bellinzona, lo ha desti­tuito dalla sua mansione di tutore del figlio. Questo ruolo è stato poi asse­gnato al tutore professionista del Cantone sig. Trezzini per alcuni anni; è noto al padre che alla fine del man­dato la cospicua sostanza da lui ri­sparmiata per il figlio era ancora integra. Tuttavia, pure questo tutore è stato destituito. Quale nuovo tutore è stato nominato dall’avv. Alessia Pa­glia (subentrata all’avv. Branda quale capo ufficio dell’AVT) il cugino di primo grado del pupillo, nonostante lo stesso Ufficio di vigilanza avesse precedentemente deciso che il tutore non dovesse far parte della sfera fa­miliare, viste le tensioni familiari in essere. Contro questa nomina è pure insorta la Commissione tutoria regio­nale 9 di Torricella preavvisando ne­gativamente la nomina contestando l’idoneità del cugino come tutore. In effetti il cugino, candidato tutore, aveva diversi precetti esecutivi e at­testati carenza beni per diverse mi­gliaia di franchi presso l’Ufficio di esecuzioni e fallimenti. Ma non solo. Oltre a ciò dagli anni 1993 al 2002 egli aveva commesso una lunga lista di infrazioni alle norme della circola­zione per guida in stato d’ebbrezza, opposizione agli esami del sangue, inosservanza ai doveri in caso di in­cidente e infortunio, sviamento della giustizia e guida malgrado la revoca della licenza. L’avv. Alessia Paglia, sebbene informata per iscritto dal padre di tutto quanto precede, ha con­fermato, nel 2008, che la nomina del cugino a nuovo tutore è avvenuta “a seguito delle molteplici richieste inol­trate dallo stesso pupillo che anche noi abbiamo incontrato e che ci ha ri­badito la sua volontà di avere come tutore il cugino. Siamo al corrente delle tensioni intra-famigliari esi­stenti, abbiamo reso attento il cugino dei suoi obblighi nei confronti del pu­pillo nonché della necessità che egli rimanga parte neutrale. Abbiamo pure avvisato il nuovo tutore che il suo mandato sarebbe stato oggetto di una attenta verifica e che in caso di problemi la commissione tutoria avrebbe proceduto subito con la sua destituzione”.

A tutt’oggi, dopo quasi 5 anni e ripe­tuti cambiamenti di domicilio del fi­glio, prima nel Canton Grigioni e poi di nuovo in Ticino (attualmente il caso è di competenza dell’ARP di Biasca), il cugino risulta ancora es­sere il suo tutore. Affaire à suivre… vi terremo informati.

Quali le speranze sulla qualità di questo “nuovo” ispettorato di vigi­lanza?

Rite¬niamo che le qualità necessarie per le persone che operano nelle ARP, nella Camera di protezione e nel­l’Ispettorato di vigilanza delle ARP siano la maturità personale, la capa­cità di decidere in modo saggio e so­prattutto con buon senso, piuttosto che gli anni di esperienza maturati nell’Ufficio di vigilanza sulle tutele, la percentuale del tempo di lavoro, le qualifiche o i titoli professionali. È con la pelle delle persone e dei bam­bini che si ha a che fare: non è un gioco! Anzi, grande è la responsabi­lità di questi operatori, giuristi o av­vocati, a cui non deve essere consentito di sbagliare, in quanto le conseguenze sulle persone e sui bam­bini sono enormi e, spesso, difficil­mente rimediabili! Gli operatori, giuristi o avvocati, che non dispones­sero delle qualità richieste, sono invi­tati a lasciare il posto occupato ad altri più competenti! I cittadini e i bambini non mancheranno di ringra­ziarli.

Per cui: votiamo SI alla professio­nalizzazione dell’autorità di prote­zione… non sarà la soluzione migliore ma di certo la meno peg­giore!


Contatto:






Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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