Da: Mattino della domenica, 18.12.2016 pag 26, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"


Dal 1.1.2017 i padri conviventi separati dovranno mantenere le ex fino ai 16 anni del figlio!
Nuovo diritto in materia di mantenimento: paternità in via d’estinzione?
A partire dal 1. gennaio 2017 in Svizzera – con l’entrata in vigore del nuovo diritto in materia di mantenimento – la sola certezza giuridica è che le “madri non sposate separate” avranno pure diritto al mantenimento per se stesse dal (presunto) padre del di lei figlio. Per quanto attiene ai cosiddetti “diritti di visita col padre” di cui dovrebbe poter beneficiare il figlio, essi continueranno - come accade da sempre - a non venir tutelati dalle autorità competenti. In merito poi al fatto che i genitori separati e i figli potranno chiedere al giudice di valutare se sia opportuno disporre dell’affidamento alternato (il quale prevede che i bambini/ragazzi vivano per periodi alternati presso il padre e la madre), anche se l’altro genitore vi si oppone, non nutriamo grandi speranze/ illusioni, considerate le “abitudini giudicanti (pro madri, a prescindere)” dei nostri pretori e delle autorità di protezione (ARP). La sola certezza giuridica dunque è che i padri non sposati verranno spremuti (finanziariamente parlando) come limoni!
Intervista ad un ticinese single
Cosa pensa l’uomo single ticinese di questi cambiamenti giuridici e della paternità? Lo abbiamo chiesto a Luigi (nome di fantasia).
Potresti presentarti?
Sono un uomo di 35 anni, single, titolare di una ditta in Ticino con alcuni dipendenti. Cosa penso della condizione dei padri in Ticino e in Svizzera? Che sono poco tutelati legalmente.
Hai intenzione di sposarti e di fare figli?
Onestamente ho paura al giorno d’oggi.
Da gennaio 2017 pure i padri conviventi separati, oltre ai figli, dovranno mantenere anche la ex: cosa pensi a riguardo?
Che è una rovina per un padre separato!!! Se ha ancora i propri genitori deve ritornare all’ovile per mantenersi.
Trovi che questa modifica di legge sia stata fatta per tutelare i diritti dei figli?
No è stata fatta anche per tutelare le madri senza lavoro.
Reputi che essa tuteli il tuo diritto alla paternità?
No.
Ritieni che per un uomo abbia senso mettere al mondo dei figli?
Al giorno d’oggi onestamente non c’è lavoro per noi; non ha senso fare figli che non possono avere un futuro senza lavoro.
Come vedi il tuo futuro economico davanti a questi cambiamenti nel diritto di famiglia?
Che se mi va male un futuro matrimonio sono ro vinato.
Oggi più della metà delle coppie sposate e conviventi si separano: che prospettive intravedi per il futuro dei padri?
La rovina.
Che consigli ti senti di dare agli altri uomini ancora single, senza figli?
Divertitevi ma non fecondate!!!!
C’è qualcosa d’altro che avresti a cuore di dire ai nostri lettori?
Non aggiungo altro.
Stupore per la latitanza delle associazioni maschili
In un recente articolo pubblicato dalla Neue Zürcher Zeitung (www.nzz.ch) lo scorso 16 novembre da Katharina Fontana, viene giustamente rimarcato con stupore che “Es ist wirklich erstaunlich, wie wenig die sonst so gut organisierten und präsenten Männerorganisationen gegen diese tiefgreifende Änderung opponiert haben” (È veramente incredibile quanto poco si siano opposte contro questo profondo cambiamento le comunque ben organizzate e attive associazioni di uomini).
Le associazioni dei padri in Svizzera non hanno voluto lanciare il referendum
Il nostro Movimento Papageno si è attivato da subito a favore del lancio del referendum contro queste aberranti modifiche del codice civile volute dalla CF Sommaruga e dalla maggioranza dei politici federali. Abbiamo cercato di trovare almeno un’associazione in Svizzera francese e una in Svizzera tedesca, per poter organizzare assieme a livello svizero la raccolta firme del referendum. Purtroppo invano: infatti le altre associazioni hanno rinunciato optando per la via del politically correct preferendo infatti ipotizzare di lanciare più avanti un’iniziativa federale per ancorare nella costituzione svizzera il diritto alla custodia condivisa e/o alternata piuttosto che contrastare nei 3 mesi previsti la modifica di legge. Una strategia e un percorso a nostro avviso inefficaci e tortuosi che non porteranno i risultati sperati e, se ne porteranno, sarà solo in parte, fra tanti anni, troppi anni, una o due generazioni, considerando la profonda e ancorata cultura matriarcale che pervade le autorità giudicanti (ARP e Preture) preposte all’applicazione del diritto del divorzio e di famiglia. Un’importantissima occasione mancata che segnerà in peggio il destino delle prossime generazioni di maschi. Tuttavia, nonostante tutto, è sempre meno peggio convivere che sposarsi!
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