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Padri più impoveriti di prima: cresce ancora la miseria

Da: Mattino della domenica, .07.18, pag , rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

Le nuove norme mettono in gravi difficoltà economiche tanti padri colpiti dalla fine dell’amore

Lo dice la legge voluta dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga ed entrata in vigore a gennaio 2017. In futuro i figli di genitori non sposati avranno gli stessi diritti di quelli delle coppie sposate. Mercoledì il Consiglio federale ha deciso che la pertinente modifica del Codice civile entri in vigore il 1° gennaio 2017. [..]Il nuovo diritto in materia di mantenimento elimina le discriminazioni tra i figli nati fuori o nel matrimonio. Secondo il diritto vigente i figli di genitori non sposati sono svantaggiati. In futuro, al momento di fissare il contributo di mantenimento del figlio, si terrà conto dei costi sostenuti dal genitore per la cura della prole.Con il nuovo ordinamento il mantenimento del figlio minorenne avrà la priorità sugli altri obblighi analoghi previsti dal diritto di famiglia.[…] https://www.bj.admin.ch/bj/it/home/aktuell/news/2015/ref_2015-11-04.html

Alcune domande poste dai lettori online

È stato recentemente pubblicato un articolo sul tema dal portale tio.ch (https://www.tio.ch/ticino/attualita/1307979/papa-separati--spremuti--dall-ex--anche-se-non-erano-sposati) che hanno portato i lettori a porsi domande. Alcune di esse:“Io non capisco una cosa, si vuole garantire un genitore a tempo pieno al bambino fino ai suoi 10 anni di età, il che parrebbe molto bello,tuttavia i figli di coppie che stanno invece insieme allora sono ancora più discriminati, infatti quanti figli hanno la fortuna che uno dei due genitori resti a casa fino a che compie10 anni?”. Noi aggiungiamo, e le madri di secondo letto? Non sono anch’esse discriminate rispetto alle madri di primo letto? E I figli di secondo letto non sono discriminati rispetto a quelli di primo letto? Ma allora! Di quale abbattimento delle discriminazioni stiamo parlando? Un altro commento: “Poi si lamentano che da noi la popolazione invecchia e le nuove nascite sono poche...già è un precariato, così sicuro non incentivano di certo la gente a fare figli, anzi”. Non è proprio quello che è in grado di scatenare la politica familiare della signora Simonetta Sommaruga e di cui abbiamo scritto poche settimane fa? Un altro commentatore: “Era ora che venissero tutelate anche le donne non sposate!”. Qualcuno lo afferma, ma è davvero così che si ottiene un miglioramento reale nella famiglia e nella società? Qualcun altro afferma: “Lo sbaglio sta nel mettere sullo stesso piano matrimonio e relazione, perché nel matrimonio è implicito il desiderio di avere dei figli in una relazione no. Se una donna rimane incinta senza il consenso del partner non dovrebbe avere nessun diritto”.

È una considerazione condivisibile? Pensiamoci bene, cosa significa per la società e soprattutto per i bambini, per le nostre future generazioni, per il futuro di tutti noi, il fatto che si procrei sempre più liberamente (irresponsabilmente?) e con diritti senza alcuna contropartita in doveri? Cosa può comportare il voler procreare al di fuori dell’unione coniugale e perciò al di fuori della solenne promessa di matrimonio e del ufficiale impegno di fronte alla comunità? Non stiamo minando alle basi il futuro della società costruendola sulle sabbie mobili, edificandola sulla precarietà prevista e legalizzata dei rapporti umani fra genitori? Cosa implica davvero per i figli di questi rapporti, precari fin dal loro principio, la precarietà del rapporto fra i loro genitori? Il dover vivere con fratelli e sorelle nati al di fuori del matrimonio e perfino avuti dalla propria madre con differenti uomini? L’instabilità nell’unione dei genitori fin dalla primissima infanzia, può non avere pesanti conseguenze sullo sviluppo psicologico affettivo e cognitivo dei bambini? È soltanto il denaro a garantire uno sviluppo sano ed equilibrato dei bambini?

Alcune citazioni per aiutarci nella riflessione

 

Citiamo lo psicologo, professore universitario, giornalista e scrittore Claudio Risé: “ In America oggi un matrimonio su due finisce con un divorzio e la previsione è che nel giro di quindici anni due su tre finiranno così, seguendo la progressione delle richieste di divorzio. Il 75% dei divorzi è chiesto dalle mogli, le quali si vedono affidare in oltre il 90% dei casi i figli e la casa. Questo padre, di cui viene chiesta l’espulsione, viene chiamato in America, nel comune discorso politico-mediatico “padre disposable” (disposable sono tutti gli oggetti "usa e getta", come le siringhe). In questa situazione questi padri che perdono la casa, hanno dei forti disorientamenti sia fisici, che logistici, che finanziari: perdono molto spesso il lavoro e sono loro stessi tra i principali partecipanti alla crescita degli homeless(ndr. homeless: senzatetto, senza casa o senza fissa dimora). Su questo fenomeno, da più parti chiamato “la fabbrica dei divorzi”, si è organizzato un giro economico straordinario di avvocati, psicologi, assistenti sociali, tutto un personale specializzato che vive sulle sezioni del diritto di famiglia nei tribunali, sullo sviluppo dei divorzi, ed è quindi interessato a che i matrimoni saltino e le famiglie finiscano”. Citiamo lo scrittore Lev Tolstoj dal best-seller Guerra e pace: Se lo scopo del matrimonio è la famiglia, chi vorrà avere molte mogli o molti mariti, ne trarrà forse molto piacere, ma in nessun caso riuscirà ad avere una famiglia”.Fabio Nestola presidente Fe.N.Bi. (Federazione Nazionale Bigenitorialità):La limitatezza genitoriale è unanimemente riconosciuta come un disvalore in costanza di matrimonio, con la separazione diviene un disvalore non accettarla. [...] I rapporti genitoriali non si conformano al prevalente interesse del minore, sono invece subordinati al favor giudiziario nel mantenere uno standard rodato. [...] Tale accanimento genera conseguenze di grande spessore anche sotto il profilo della criminogenesi”.

“Negli anni in cui un bambino forma coi genitori la sua prima relazione umana che durerà nel tempo, scriveva Selma Fraiberg (psicoanalista infantile, autrice ed assistente sociale; fondamentale il suo lavoro con i bambini non vedenti, uno dei fondatori nel campo della salute mentale infantile)quando l’amore, la fiducia, la gioia e l’autostima scaturiscono dall’amore nutritivo degli altri esseri umani, milioni di bambini piccoli imparano nel nostro paese […] che gli adulti sono intercambiabili, che l’amore è incostante, che l’attaccamento umano è un pericoloso investimento e che l’amore deve essere conservato gelosamente per il Sé al servizio della sopravvivenza”.Il prezzo della separazione dai e dei genitori è spesso altissimo e irreparabile.

“I padri, afferma la ricercatrice psicoanalitica Judith Viorst, sono innegabilmente molto importanti:

Come costruttivi distruttori dell’unità madre-figlio;Come incoraggiatori dell’autonomia e dell’individuazione;Come modello di mascolinità per i propri figli maschi;Come conferma della femminilità delle proprie figlie e come figura diversa dalla madre, che rappresenta una seconda fonte d’amore costante;Come qualcuno cui rivolgersi quando dobbiamo resistere al richiamo a re-immergerci in nostra madre, e quando abbiamo bisogno di piangere quel paradiso perduto”.

Politica della CF Sommaruga e conseguenze sociali

La disfattista politica familiare della nostra CF Simonetta Sommaruga quali altri effetti avrebbe potuto essere in grado di creare se non l’indebolimento della famiglia cosiddetta tradizionale?Parificandola a qualsiasi altra forma di unionein grado di generare figli o di chiederne in adozioneperfino semalferma e traballante, non ha di fatto sancito la sua fine?Per salvaguardare la nostra specie, farla progredire e permetterle di conquistare la superficie del pianeta, le generazioni passate hanno creato e selezionato nei secoli, basandosi su premesse biologiche, religiose e spirituali, ambientali, un insieme di dispositivi costituiti da codici culturali, divieti, norme e ruoli, atti a guidare, differenziare, distinguere, caratterizzare e limitare gli individui. Per decine di secoli, il contesto sociale ha educato le coppie che si formavano a che inscrivessero la vita del bambino all’interno della famiglia quale era formata e definita dalla coabitazione di un uomo e di una donna la cui relazione si pensava dovesse durare tutta la vita. Ancora in epoca recente, ci si aspettava che gli individui che avevano procreato mettessero a tacere i dissensi e sacrificassero le loro aspirazioni restando uniti per rispondere alle fondamentali necessità psicologiche ed accuditive dei figli. Non sempre ci riuscivano, ma almeno si sforzavano seriamente di farlo. Contesto sociale, ruoli genitoriali e prerogative nettamente differenziati creavano l’ambiente entro il quale i bambini si sarebbero formati. Tutto ciò non deve più esistere? Qualcuno crede veramente che i profondi bisogni dei bambini siano cambiati per seguire le mode e le ideologie degli adulti di oggi?

Castrazione della paternità e conseguenze sociali

Il maschio è spinto dalla legge in vigore a rinunciare al matrimonio e, ancor peggio, a procreare. Infatti egli, per proteggere la sua esistenza e dignità di uomo e di potenziale padre, arriva perfino a dover rinunciare alla paternità. Ciò che socialmente e economicamente comporterà una sempre maggiore diminuzione della natalità ed un saldo negativo della natalità, con conseguenze disastrose sulla copertura delle pensioni future degli anziani, i giovani di oggi, i figli della nostra generazione. L'attuale diritto di famiglia, estremamente lesivo dei diritti del maschio e dei padri, condurrà alla sterilità calcolata del maschio e al conseguente inevitabile disequilibrio demografico che porterà all'autoannientamento della nostra società? È questo che vuole veramente, sig.ra CF Sommaruga?

Roberto Flamminii, Educatore SUPSI e coordinatore di aiaco.ch

Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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