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Papageno: in nome dei padri. Stupro relazionale legalizzato su padri e figli!

Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri" 13.3.11 pag 10 (pagina Mattino in pdf)

papageno: in nome dei padri

 

In occasione di puntuali ricorrenze e festeggiamenti al femminile, a destra e a manca sbandieramenti più o meno seri, convinti, per più diritti e pari opportunità alla donna, in contro bilanciamento alle diffuse tendenze e ai “pregiudizi positivi” che vorrebbero vedere sempre e comunque nella donna una povera vittima indifesa che dev’essere protetta da un mondo che la calpesta, desideriamo proporre una voce in contro-tendenza, la nota psicologa e psicoterapeuta italiana Sarah Viola. Si tratta di testuali parole tratte da un’intervista rilasciata al canale televisivo Rete 4 Mediaset lo scorso 20.1.2010. Titolo della trasmissione: “Per noi padri separati, l’incubo delle mogli violente”.  

Intervistatore: Maurizio Belpietro; in studio: Sarah Viola (consulente di tribunale, psicologa e psicoterapeuta) e Vincenzo Spavone (presidente Genitori separati dai figli, www.gesef.org). Eccovi le affermazioni, scomode e perciò ignorate, di una donna che possiede formazione ed anni di esperienza professionale di grande valore nel contesto della separazione e del divorzio:
 
«La violenza fisica femminile, ahimè non solo è credibile ma è un dato reale. Non è così potente come quella maschile, spesso i padri non reagiscono di fronte a certi momenti di aggressività delle donne … Quotidianamente, anche nella mia professione, vedo un’escalation di aggressività femminile nei confronti degli uomini … le donne hanno un difetto: pensano di avere sempre ragione e quando non vedono riconosciute le loro ragioni diventano veramente molto più aggressive di quanto ci si possa immaginare … C’è una recrudescenza dopo la legge 155, l’ultima legge di diritto di famiglia, quella dell’affido condiviso che prevede la genitorialità condivisa. Direi che le donne si sono ulteriormente agguerrite perché si sentono minacciate nella loro primaria importanza presso i figli e non accettano facilmente questa parità … Non sono pronte e a volte diventano veramente aggressive, vogliono i figli a tutti i costi ! … Mi è capitato di seguire coppie in cui i padri erano già stati prosciolti (ndr: dall’accusa di violenze o abusi sessuali) dalle indagini e assolti completamente; quindi si trattava di ricostruire questo rapporto interrotto tra padre e figli, e mi è capitato purtroppo di constatare il dispiacere delle mamme di fronte a questi risultati, invece di essere rassicurata una mamma di fronte al fatto che le viene detto che il suo marito (ndr: non è colpevole) … forse non ci credeva o forse sperava in realtà che ci fosse una colpa in questo uomo che le permettesse di vivere i figli in modo quasi esclusivo. Io non voglio dire che i papà sono tutti degli angioletti e che le mamme sono tutte cattive, ci mancherebbe altro, ma le donne spesso confondono il proprio livore (ndr: astio, risentimento), il proprio dispiacere, anche i torti che hanno subito dal compagno con la necessità che questo compagno rimanga padre a tutti gli effetti e (intervistatore: “vogliono cancellarlo dalla propria vita ma anche dalla vita dei figli”) … in modo da punirlo”. (visiona il video)
 
Che altro aggiungere? Affermazioni illuminanti che rivelano una realtà sistematicamente non divulgata, taciuta perché “politically uncorrect”, scomoda nella misura in cui fa luce sulle ombre di un certo potere preoccupato esclusivamente della posizione e dei diritti delle donne e delle madri, dimentico dei loro doveri, noncurante dei diritti dei padri e dei figli. Potere rivendicante diritti e parità alle donne unicamente dove e quando fa comodo, atto ad alimentare la stupida guerra tra i sessi, contro l’uomo ed il suo fondamentale e complementare ruolo sociale, familiare e genitoriale, quando non in favore tout-court dell’annientamento del maschio. Si parla e si scrive sovente di “violenza domestica” declinandola prevalentemente al maschile, dimenticando la grave violenza psico-emotiva quotidiana legalizzata che subiscono impunemente i tantissimi padri separati e divorziati ed i loro figli: l’esclusione giuridica forzata dei padri dal progetto educativo genitoriale. Una “pesante e feroce violenza psicologica legalizzata” considerata a torto “giusta” in quanto autorizzata dalla Legge in vigore in Svizzera e dalla giurisprudenza dei nostri Giudici federali e cantonali, entrambe inique, insensate e distaccate dalle reali mutazioni sociali del nostro tempo e dal tanto decantato “bene del figlio”, contrarie alla stessa Costituzione federale e alle Convenzioni internazionali ratificate da anni dalla Confederazione, che impongono a padri e figli inqualificabili ed incalcolabili sofferenze. I padri separati e i loro figli, ogni giorno, vengono “stuprati psicologicamente ed emotivamente” nelle loro reciproche relazioni affettive e nella loro dignità, violati nel loro essere più profondo, con la benedizione della Legge e dei Giudici! Di questa violenza quotidiana ai danni dei padri separati e dei “figli orfani di padri vivi” nessuno vuole nemmeno parlare (figuriamoci intervenire!): i preposti uffici (federali e cantonali) delle pari opportunità tra uomo e donna (composti e diretti però pressoché esclusivamente da donne!) e la stragrande maggioranza dei politici e dei giornalisti la ignorano radicalmente, in omertoso silenzio … un “silenzio assordante”! Ma fino a quando?

GIANFRANCO SCARDAMAGLIA, coordinatore Movimento Papageno

www.miopapageno.ch 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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