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Preture e udienze: omissioni arbitrarie nei verbali

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Da: Mattino della domenica, rubrica "papageno: in nome dei figli e dei futuri padri", 20.12.2015, pag 30

 

Preture e udienze: omissioni arbitrarie nei verbali

 

In questo articolo vorremmo sensibi­lizzare l’opinione pubblica e il Con­siglio della magistratura sulle lacune nella redazione dei verbali di udienza nelle preture ticinesi. Prendiamo spunto da un ricorso inoltrato al tri­bunale di appello (TA) da un padre in cui sollevava alcune problemati­che a riguardo.

Verbali di udienza, arbitrari, non corrispondenti ai fatti

Nell’ambito di una procedura di di­vorzio tra due genitori, il pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud avv Enrico Pusterla ha convocato le parti per delle udienze ed ha emesso una ordinanza sulle prove. Durante alcuni degli incontri la moglie ha avuto dei comportamenti inaccetta­bili dinanzi al magistrato e ha profe­rito gravi affermazioni nei confronti del marito. Nello specifico, la mo­glie si è alzata e si è chinata dinanzi alla scrivania del Giudice a “fare la polvere” con un fazzoletto di carta sulla superficie anteriore della scri­vania del Pretore senza che quest’ul­timo abbia censurato questo comportamento. In altra occasione, vedendosi respinta una richiesta su­percautelare urgente per avere più soldi dal marito (ben 2'333.- fr men­sili solo per sé, essendo il figlio an­dato a vivere dal padre), la moglie si è alzata irritata e contrariata ed è uscita dall’aula delle udienze sbat­tendo fortemente la porta: il Pretore ha alzato la testa stupito ma al rien­tro della signora non le ha fatto alcun commento né rimprovero sul suo comportamento irrispettoso verso un Tribunale e un magistrato. La moglie ha anche affermato “ La casa coniugale, casa di merda, fatta da un uomo di merda, comprata da un uomo (il marito) di merda!” e an­cora “Tu (al marito) non hai portato un cazzo al matrimonio!”, senza che il pretore reagisse. Inoltre, allor­quando il marito la invitava a farsi dei progetti per il suo futuro e ad avere aspirazioni e ambizioni perso­nali, magari pure col suo compagno, lei ha risposto “La mia sola aspira­zione è ucciderti!” Il marito, scioc­cato da tale affermazione e sentendosi minacciato, tenuto conto che la perizia sulla moglie aveva ac­certato un disturbo di personalità istrionico con l’emotività carica, la­bile e difficilmente controllata, ha chiesto a 3 (tre) riprese al Pretore Pu­sterla di verbalizzare questa grave af­fermazione ma il Pretore ha semplicemente ignorato tale richie­sta e non ha verbalizzato alcunché.

Riflessioni del marito

Nel suo reclamo al TA il marito de­scrive le riflessioni fatte nella sua mente durante le udienze, indignato dall’indifferenza del pretore e, so­prattutto dalla mancata reazione e verbalizzazione dei fatti su descritti.

“Firmare o non firmare il verbale? Subisco in silenzio e firmo il verbale anche se il Pretore non ha verbaliz­zato come da me richiesto la grave affermazione della moglie “La mia sola aspirazione è ucciderti!” E se non firmo, cosa succede? Vengo ignorato e il verbale viene mante­nuto tale e quale anche senza la mia firma come mi è successo in passato davanti alla CTR 1 di Chiasso? In tal caso le mie recriminazione rimar­rebbero, comunque, lettera morta. E se firmo è scrivo a mano sul verbale l’affermazione “La mia sola aspira­zione è ucciderti!” che il Pretore non ha voluto verbalizzare? E se poi mi viene ritirato il verbale e ne viene ri­fatto uno nuovo senza la mia anno­tazione firmata, e viene messo agli atti anche senza la mia firma? E se faccio un esposto all’istanza supe­riore come farò a dimostrare che quello che dico è vero? Figuriamoci che la segretaria che lavora sempre col Pretore andrà contro di lui! Fi­guriamoci se la moglie ammette di aver detto una cosa tanto grave! Fi­guriamoci se la sua avvocata con­ferma i fatti che vanno contro la sua cliente e il Pretore a cui dà da anni del “tu” e davanti al quale ha una moltitudine di cause!!?? Che fare dunque? La sola soluzione percorri­bile: firmare e poi esporre la fac­cenda all’istanza superiore e richiedere che tutte la future udienze vengano filmate e registrate, e acqui­site agli atti come atti processuali.”

Reclamo al tribunale di appello

Il marito inoltra come detto un re­clamo al TA in cui chiede l’ammis­sione delle prove respinte dal pretore ma anche che la frase “La mia sola aspirazione è ucciderti” detta dalla moglie al marito sia messa agli atti e considerata parte integrante del ver­bale d’udienza. Chiede anche che venga autorizzata la registrazione audio e video delle future udienze che si svolgeranno presso la Pretura di Mendrisio sud. Tuttavia, conside­rato che il codice di procedura civile non prevede espressamente l’impu­gnabilità di una tale decisione ordi­natoria processuale e che un reclamo sarebbe stato ammissibile soltanto qualora vi fosse stato un rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile, il TA non ha potuto ammettere il ri­corso, il marito non avendo potuto rendere verosimile che la decisione del pretore gli avrebbe creato un ri­schio di un pregiudizio difficilmente riparabile. Di conseguenza, il TA non ha potuto esprimersi a riguardo.

Videoregistrare le udienze nelle preture

Questo è uno dei numerosi casi in cui i pretori omettono di verbalizzare fatti e dichiarazioni delle parti pre­senti alle udienze. Riteniamo questo modo di agire arbitrario e fortemente lesivo dell’immagine della magistra­tura. Per questo sarebbe auspicabile che le udienze debbano essere video­registrate, affinché i pretori siano spinti a verbalizzare correttamente i fatti e in caso di contestazioni il TA e/o il Consiglio della magistratura possano disporre delle necessarie, in­confutabili prove.

Contatto: Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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