
Da: Mattino della domenica, rubrica "papageno: in nome dei figli e dei futuri padri", 31.01.2016, pag 16
Continua l'odissea dei figli di Walter Recchiuti
Non vedono il padre dal 2011
Come già scritto in precedenti nostri articoli, in caso di denunce penali contro i padri separati, durante gli accertamenti e l’inchiesta di polizia, i padri e i figli vengono allontanati gli uni dagli altri per mesi e, spesso, anni. Questo è stato l’ennesimo tentativo messo in atto dalla moglie del nostro associato Walter Recchiuti, la quale vive in Francia coi figli e da cui vive separato dal lontano 4 febbraio 2008. La madre da allora, ha incassato cospicui alimenti dal marito Walter per circa 4'700 fr mensili. La moglie ha successivamente inoltrato istanza di divorzio in Francia, dove si sta svolgendo la procedura, durante la quale la giustizia francese ha ridotto gli alimenti da 4'700 fr a 300 euro mensili per i due figli.
Strumentalizzazione dei reati penali per allontanare i figli dai padri
Già anni prima la moglie aveva denunciato Walter per maltrattamenti su se stessa e i figli, denuncia terminata con una assoluzione del marito e padre. Nell’estate 2011 l’ennesimo tentativo di denuncia penale sporta contro il marito. Infatti, dopo l’ultimo diritto di visita del padre coi figli avvenuto senza nessuna restrizione a Minusio ai primi di luglio 2011, la moglie ha fatto ospedalizzare i due bambini presso l’ospedale La Carità di Locarno. È seguita una denuncia contro il padre Walter per abusi ses¬suali sui minori. A fine 2011 Walter è stato sottoposto ad interrogatorio e il suo domicilio è stato perquisito dalla polizia a seguito della denuncia penale sporta contro di lui dal suocero e pediatra Dr Arnaldo Catti: il padre Walter avrebbe abusato sessualmente dei suoi due figli di 10 e 5 anni toccando loro i genitali e infilando loro un dito nell’ano, e, mentre che i due figli adolescenti di una sua amica picchiavano il figlio più grande, infierito verbalmente su di lui dandogli del “figlio di puttana”.
Esito del procedimento penale
In un filmato consegnato dal padre agli inquirenti, uno dei due figli ammette che è stata la madre a dirgli di raccontare che sarebbe stato il padre a picchiarlo all’albergo dove pernotta ¬vano con lui. Dopo l’inchiesta del ministero pub¬blico, in data 4 febbraio 2013 il procu¬ratore pubblico (PP) ha emesso un decreto d’abbandono nei confronti del padre Walter Recchiuti, imputato per i reati di minaccia, atti sessuali con fan¬ciulli, molestie sessuali e violazione del dovere di assistenza o educazione. Non soddisfatta, la madre ha inoltrato reclamo alla Corte dei Reclami Penali del Tribunale di appello di Lugano (CRP) avverso il decreto d’abbandono del PP. Il 17 giugno 2013 la CRP ha respinto il reclamo della moglie, accol¬landole tasse, spese e ripetibili.
Richiesta di riapertura del procedimento penale respinta
Un anno dopo, nel luglio 2014, la moglie torna nuovamente alla carica chiedendo al procuratore pubblico di riaprire il caso di cui sopra presentando quelle che lei reputava a riguardo siano nuove prove, tra le quali il certificato medico del Dr med. Andrea Buzzi, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia infantile e dell’adolescenza, il quale attesterebbe “una narrazione di abusi sessuali ripetuti, fin dalla prima infanzia (ciò che costituirebbe un ulteriore fatto nuovo). Ma non solo, il Dr. Buzzi evidenzia una ‘grande sofferenza raccontata con autenticità’” e il parere dello psicologo Alberto Giuffrida che lui stesso tuttavia asserisce non consistere “in un’indagine psichica del/i bambino/i e del contesto familiare vissuto, ma viene espressa sulla base della lettura e dell’analisi degli atti prevenuti”. La madre riteneva le dichiarazioni del Dr Buzzi e il rapporto dello psicologo Giuffrida, concludenti per la necessità di una nuova perizia, avrebbero permesso, se ad esse fosse dato seguito, di giungere a ritenere avvenuti gli abusi e quindi accertata la colpa del padre. La CRP ricorda tra l’altro che “la segnalazione al Ministero pubblico [del ricovero dei due figli A.R. e M.R. dal 10 al 22.7.2011 presso l’ospedale La Carità di Locarno ndr.] sia partita non dal personale medico dell’ospedale regionale di Locarno, bensì dal padre della qui reclamante; senza che oltre tutto, dalle lettere di uscita e dalle valutazioni pedopsichiatriche si possa evincere alcun riscontro di quanto affermato dalle presunte vittime”. Ricordiamo che alcuni anni or sono il Dr. Catti “il padre della qui reclamante” è stato condannato penalmente a sette mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di due anni, in quanto autore colpevole di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, ai danni di una sua paziente minorenne, condanna confermata nel 2007 dal Tribunale federale di Losanna. Il PP in prima istanza e la CRP in seconda istanza, hanno respinto la richiesta della madre di riapertura del procedimento contro il padre Walter Recchiuti che era sfociato a suo tempo in un decreto di abbandono.
Alienazione genitoriale dei figli impunita
I figli di Walter, “eterno presunto colpevole” ma ritenuto nuovamente innocente dal PP e dalla CRP, continua tuttavia a non vedere il proprio papà dal mese di luglio del 2011, ossia da oltre 4 anni e mezzo!
Contatto:
Commenti