Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri", 1.4.12 pag 26
4 proposte colte
Quattro letture...per un infelice 1° aprile
In occasione delle varie feste del papà, della mamma, della donna, degli innamorati e per la festa del pesce d’aprile i giornalisti culturali consigliano letture per trascorrere in buona compagnia quel poco tempo libero che ci rimane. Oggi Papageno fa ai padri e ai maschi, fedeli lettori del Mattino, quattro proposte colte.
Il primo autore è Seneca, coetaneo di Gesù Cristo: Contro il matrimonio, ovvero perché all’uomo saggio non convenga prender moglie. E’ sorprendente come, malgrado i duemila anni trascorsi, niente sia mutato in fatto di “convenienza”.
Il secondo autore che proponiamo è Paul Watzlawick. Due librettini editi da Feltrinelli sono delle perle per gli apprendisti in amore. Di bene in peggio e Istruzioni per rendersi infelici. Entrambi i testi sono deliziosi: i personaggi siamo noi. Leggendo rideremo di noi stessi, specialmente se si ha alle spalle una separazione o un divorzio. Alla fine della lettura sapremo una cosa non del tutto irrilevante per gli aspiranti all’infelicità. “L’uomo è infelice perché non sa di esser felice. Soltanto per questo. Questo è tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante…” Parola di Dostoevskij.
Il quarto libro che vi proponiamo è una novità libraria segnalata recentemente da un quotidiano ticinese in occasione di San Valentino: 101 modi per far soffrire le donne (Newton Compton Editori).
Questa lettura è un manuale con appunto 101 ricette per vendicarsi delle torture che le donne ci fanno. Le idee centrali sono la guerra tra generi, il sadismo, la vendetta: insomma lettura per uomini virili. L’amore rincoglionisce si sa. Il genere femminile è notoriamente masochista. L’autore ricorda ad ogni uomo che la priorità è di rimanere al centro del proprio mondo. Esercitare la dittatura del telecomando, lasciare la fidanzata a casa mentre si va a vedere la partita, invitare la sua amica del cuore ad una cena galante, ecc. Si raccomanda anche usare con estrema parsimonia il perdono perché aiuta a migliorare la specie. Inoltre: “Se proprio dobbiamo ferire una donna, facciamo almeno in modo che la sua sofferenza ci procuri un po’ di soddisfazione!” Al capitolo 25 si legge ad esempio: “Dopo esser diventati stronzi, aver utilizzato le basilari torture per farla sentire inadeguata, dopo averla ignorata, e averla fatta ingelosire, aver dimostrato che siamo indipendenti, averle fatto implorare una prestazione sessuale e poi averla usata a letto come un oggetto, arriva il momento di farlo soffrire con…” Naturalmente per l’uomo la relazione con una donna è una guerra e si ricordano le frasi del tipo “Se tu mi amassi veramente, non lo faresti” o “Se tu mi amassi quanto ti amo io, capiresti” citazioni che ti ritrovi anche nelle Istruzioni di Watzlawick. Tra le armi da utilizzare contro la donna si consiglia di massacrarla nella sua autostima facendole notare i suoi difetti fisici quali i chili di troppo sui fianchi o sottolineare gli insopportabili sbalzi ormonali. Si raccomanda la pratica del coito interrotto come arma, oppure di usare la sua biancheria intima per pulire la lettiera del gatto, bruciare la sua felpa con la cenere della sigaretta, strappare i bottoni dalle giacchette, e mettergli il maglioncino di cashmere nella lavatrice a 90 gradi. Il grande classico nel cammino della cattiveria è il lassativo: qualche goccia nelle bevande o nel cibo e la cosa è fatta.
Il ricettario si conclude trionfalmente così: “La più grande sofferenza che possiamo infliggere ad una donna che non ci merita è questa: essere felici, tanto felici senza di lei".
Buona lettura.
PAPAGENO


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