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Curatele. Come lasciare le volontà. Dal 1. gennaio nuove norme per la cura della persona o dei suoi beni

Da: CdT 1.2.13 pag 9

Curatele

Come lasciare le volontà
Dal 1. gennaio nuove norme per la cura della persona o dei suoi beni


Meno Stato nelle faccende private dei cittadini, quelle che riguardano la cura della persona o dei suoi beni, ma anche più protezione e rispetto per chi è in gra­ve stato di abbandono e non ha la capa­cità e i mezzi per potersi tutelare da solo: questo, in sintesi, il senso dell'importan­te riforma di una parte del Codice civile svizzero, entrata in vigore il 1. gennaio, riguardante la protezione dell'adulto. Questo il tema al centro di una conferen­za pubblica svoltasi presso l'auditorium dell'USI mercoledì scorso che ha riscos­so molto interesse tra il folto pubblico presente; numerose infatti le domande. L'evento è stato organizzato da Pro Se­nectute Ticino e Moesano in collabora­zione con il «Corriere del Ticino». Poiché la riforma tocca aspetti importanti, di­versi e delicati che ruotano intorno al te­ma della protezione della persona adul­ta che si viene a trovare in una situazione particolare, per esempio che non ha più la capacità di intendere, ci sono stati gli interventi di tre relatori con diverse com­petenze. Il quadro giuridico e gli stru­menti previsti dalle nuove norme sono stati illustrati da Patrizia Bottinelli Can­cellara , avvocato del servizio giuridico del Dipartimento della sanità e socialità. L'avvocato ha spiegato come una perso­na possa lasciare disposizioni vincolanti relative alla cura della sua persona e/o dei suoi beni attraverso gli strumenti - rispettivamente - del Mandato precau­zionale e delle Direttive terapeutiche, scritti quando si è in grado di intendere e da mettere in pratica, da parte di chi ne ha l'obbligo, nel caso la persona in que­stione diventi incapace di discernimen­to. Chi invece non ha lasciato disposizio­ni e si trova in stato di grave necessità, attraverso un nuovo sistema di Curatele può essere efficacemente aiutato. Inol­tre, qualora fosse necessario un ricovero in Istituto per curare una persona, nuove norme ne tutelano la salute e la dignità.
Il dottor
Brenno Balestra, primario me­dico presso l'Ospedale regionale di Mendrisio, si è soffermato sulle Direttive anticipate di trattamento terapeutico, un documento che indica le cure che una persona vuole o non vuole che siano at­tuate nel caso in cui, per incapacità di discernimento, non possa comunicarle ai curanti. Uno strumento prezioso non solo per i pazienti ma anche per i medici che possono sapere come comportarsi nel curare, secondo le volontà del pa­ziente. Il dottor Balestra ha anche messo in luce alcuni aspetti controversi relativi alle Direttive, aspetti che tuttavia posso­no essere in gran parte risolti grazie al buon senso e alla collaborazione tra il medico e il rappresentante terapeutico del paziente. «Una legge saggia» così l'ha definita il professor Alberto Bondolfi , bioetico, che ha rilevato come i parla­mentari si siano limitati a definire dei principi di base riguardo la cura della persona, rispettosi della volontà di cia­scuno di arrivare al fine vita seguendo i principi morali in cui crede. Per facilitare chi intendesse lasciare disposizioni per la propria persona e/o i suoi beni, Pro Senectute ha realizzato un fascicolo chiamato Docupass e che è stato presen­tato nel corso della conferenza. Per in­formazioni, 091 912 17 17 o www.prose­nectute.org. SERGIO SCIANCALEPORE

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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