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Presentata l'analisi
ticinese del fenomeno tutele e curatele - La casistica è in costante crescita,
come pure le difficoltà nel gestirne la complessità - Per un ottimale
funzionamento servono comprensori da 70.000 abitanti
Le attuali 18 Commissioni tutorie
regionali sono troppe. A sostenerlo è uno studio di fresca pubblicazione che
fotografa il fenomeno delle tutele e curatele in Ticino, in particolare dalla
riforma adottata nel 2001 (in precedenza c'erano 245 delegazioni tutorie) e
in vista del 2012, quando entreranno in vigore nuove norme a livello federale.
Il Cantone con questo nuovo studio intende capire se l'attuale organizzazione
sarà ancora sostenibile quando cambieranno le regole del gioco e, se del caso,
cosa andrà cambiato. La rispostadel perito, Kurt Affolter (esperto in materia), è
perentoria: l'obiettivo di professionalizzare un settore tanto delicato è
stato raggiunto, me è stata constatata «una grande differenza » nella messa in
pratica degli obiettivi fissati nella legge. Ma il problema principale, ha
spiegato ieri Affolter, è la dimensione dei comprensori. Oggi la suddivisione
del Ticino rende la massa critica troppo esigua. Viene proposta quindi una
ulteriore concentrazione in sole 4 autorità regionali: due nel Sopraceneri e
due nel Sottoceneri. Una drastica riduzione perchè «per una organizzazione
ottimale va considerato un comprensorio di 7080mila abitanti».
Per ora la
riduzione da 18 a 4 è solo uno scenario, nulla di più, ha tenuto a precisare il
direttore del Dipartimento delle istituzioni Luigi
Pedrazzini. I Comuni, per il tramite delle
associazioni che li rappresentano e le delegazioni tutorie regionali sono stati
informati martedì sera dallo stesso Pedrazzini. Ora non resta che attendere
le prime prese di posizione per capire se questo scenario sia gradito o meno. In
prima battuta, è stato riconosciuto dal direttore del Dipartimento, è stata
espresso grande perplessità.
Di cifre ieri non ne sono state fatte, ma è
fortemente probabile che il cambiamento normativo e l'accentramento
dell'organizzazione, porteranno difficilmente a una riduzione dei costi: «Già
oggi sfioriamo il limite delle risorse,
‘ Le statistiche dicono che il
fenomeno è in crescita. Per i minorenni 1.315 casi nel 1999; 2.606 lo
scorso
anno
domani, con i nuovi compiti che vengono delegati, potrebbero esserci
sorprese».
A livello generale l'eventuale riduzione sarebbe un passo,
rispetto a quanto accadeva solo otto anni fa, davvero importante:fino a quel
momento tutto era esercitato dai sindaci.
Ora il Dipartimento incaricherà
un gruppo di lavoro e poi aprirà una consultazione, per trovarsi pronto nel
2012.
L'attività dal 1999
«L'evoluzione è continua e
costante ». Alessia Paglia, capo Ufficio di
vigilanza sulle tutele, ha mostrato la statistica dei casi dal 1999 allo scorso
anno (vedi grafico). Spulciando le cifre si scopre che i casi di tutela per
malattia mentale nel 1999 erano 272, nel 2007 ben 618. Nello stesso lasso di
tempo le tutele volontarie sono passate da 372 a 553. Anche le misure di
protezione per i minorenni sono aumentate. Ad esempio le curatele educative:da 284 a 603. E
si tratta di un compito molto delicato, come disciplinare concretamente il
diritto di visita. C'è stata poi una vera propria esplosione di casi (da 272 a
917)per una problematica che potrà sembrare banale, ma che è reale. Si tratta
dell'articolo che permette alla tutoria d'intervenire per obbligare (ad
esempio) un genitore a non trascurare i propri figli, costringendoli a
vestirli in maniera adeguata alla stagione. Pare incredibile, ma anche in
Ticino accade. A livello generale Paglia rileva che «l'attività è molto
aumentata, in sintonia con il disagio crescente». Ma questa non è una
particolarità ticinese, anche a livello federale i casi si sono moltiplicati.
A a Bellinzona si è anche chiamati a dover decidere sui ricorsi presentati:
ogni anno ne giungono 140 nuovi. Pochi? Tanti? Paglia si limita a dire che
«rispetto al numero di decisioni la percentuale non è molto alta. Va inoltre
considerato che molte sono le decisioni emanate, decisioni che spesso
scontentano qualcuno (diritto di visita e collocamenti) scontentano sempre
qualcuno.
Gianni Righinetti
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