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Da "CdT": ridurre da 18 a 4 le autorità regionali.

Da: CdT 12.12.08 pag 13

 

Tutorie, più grande è meglio
 Lanciata la proposta per ridurre da 18 a 4 le autorità regionali


 Presentata l'analisi ticinese del fenomeno tutele e cura­tele - La casistica è in costante crescita, come pure le difficoltà nel gestirne la complessità - Per un ottimale funzionamento servono comprensori da 70.000 abitanti

  Le attuali 18 Commissioni tu­torie regionali sono troppe. A so­stenerlo è uno studio di fresca pubblicazione che fotografa il fe­nomeno delle tutele e curatele in Ticino, in particolare dalla rifor­ma adottata nel 2001 (in prece­denza c'erano 245 delegazioni tu­torie) e in vista del 2012, quando entreranno in vigore nuove nor­me a livello federale. Il Cantone con questo nuovo studio intende capire se l'attuale organizzazio­ne sarà ancora sostenibile quan­do cambieranno le regole del gio­co e, se del caso, cosa andrà cam­biato. La rispostadel perito, Kurt Affolter (esperto in materia), è perentoria: l'obiettivo di profes­sionalizzare un settore tanto de­licato è stato raggiunto, me è sta­ta constatata «una grande diffe­renza » nella messa in pratica de­gli obiettivi fissati nella legge. Ma il problema principale, ha spie­gato ieri Affolter, è la dimensione dei comprensori. Oggi la suddi­visione del Ticino rende la massa critica troppo esigua. Viene pro­posta quindi una ulteriore con­centrazione in sole 4 autorità re­gionali: due nel Sopraceneri e due nel Sottoceneri. Una drastica ri­duzione perchè «per una orga­nizzazione ottimale va conside­rato un comprensorio di 70­80mila abitanti».
  Per ora la riduzione da 18 a 4 è so­lo uno scenario, nulla di più, ha tenuto a precisare il direttore del Dipartimento delle istituzioni Luigi Pedrazzini. I Comuni, per il tramite delle associazioni che li rappresentano e le delegazioni tutorie regionali sono stati infor­mati martedì sera dallo stesso Pe­drazzini. Ora non resta che atten­dere le prime prese di posizione per capire se questo scenario sia gradito o meno. In prima battu­ta, è stato riconosciuto dal diret­tore del Dipartimento, è stata espresso grande perplessità.
  Di cifre ieri non ne sono state fat­te, ma è fortemente probabile che il cambiamento normativo e l'ac­centramento dell'organizzazio­ne, porteranno difficilmente a una riduzione dei costi: «Già og­gi sfioriamo il limite delle risor­se,
Le statistiche dicono che il fenomeno è in crescita. Per i mino­renni 1.315 casi nel 1999; 2.606 lo scor­so anno
  domani, con i nuovi compiti che vengono delegati, potrebbe­ro esserci sorprese».
  A livello generale l'eventuale ri­duzione sarebbe un passo, rispet­to a quanto accadeva solo otto anni fa, davvero importante:fino a quel momento tutto era eserci­tato dai sindaci.
  Ora il Dipartimento incaricherà un gruppo di lavoro e poi aprirà una consultazione, per trovarsi pronto nel 2012.
 L'attività dal 1999
 «L'evoluzione è continua e costan­te ». Alessia Paglia, capo Ufficio di vigilanza sulle tutele, ha mo­strato la statistica dei casi dal 1999 allo scorso anno (vedi grafico). Spulciando le cifre si scopre che i casi di tutela per malattia menta­le nel 1999 erano 272, nel 2007 ben 618. Nello stesso lasso di tem­po le tutele volontarie sono pas­sate da 372 a 553. Anche le misu­re di protezione per i minorenni sono aumentate. Ad esempio le curatele educative:da 284 a 603. E si tratta di un compito molto deli­cato, come disciplinare concreta­mente il diritto di visita. C'è stata poi una vera propria esplosione di casi (da 272 a 917)per una pro­blematica che potrà sembrare ba­nale, ma che è reale. Si tratta del­l'articolo che permette alla tuto­ria d'intervenire per obbligare (ad esempio) un genitore a non tra­scurare i propri figli, costringen­doli a vestirli in maniera adegua­ta alla stagione. Pare incredibile, ma anche in Ticino accade. A li­vello generale Paglia rileva che «l'attività è molto aumentata, in sintonia con il disagio crescente». Ma questa non è una particolari­tà ticinese, anche a livello federa­le i casi si sono moltiplicati. A a Bellinzona si è anche chiamati a dover decidere sui ricorsi presen­tati: ogni anno ne giungono 140 nuovi. Pochi? Tanti? Paglia si li­mita a dire che «rispetto al nume­ro di decisioni la percentuale non è molto alta. Va inoltre conside­rato che molte sono le decisioni emanate, decisioni che spesso scontentano qualcuno (diritto di visita e collocamenti) scontenta­no sempre qualcuno.
 Gianni Righinetti

 

IN CIFRE




Fino alla fine del 2000 le delegazioni tutorie erano 245 Dal 2001 sono state ridotte a 18 Commissioni tutorie regionali



Lo studio suggerisce una drastica riduzione a 4 (2 nel Sopraceneri e 2 nel Sottoceneri)
 I CASI

 Maggiorenni
1999 2634
 2001 3074
 2003 3542
 2005 3928
 2007 4286
 Minorenni
1999 1315
 2001 1623
 2002 2314
 2005 2362
 2007 2606

 

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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