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Da "GdP": perizia mette in luce alcune lacune da colmare.

Da GdP 12.12.08 pag 2

ISTITUZIONI

Una perizia mette in luce alcune lacune da colmare
Autorità tutorie: il sistema funziona, ma va aggiustato


 In particolare fa già discutere la proposta di diminuire le autorità tutorie in Ticino da 18 a 4. Negli ultimi 9 anni vi è stato un raddoppio dei casi di persone messi sotto tutela.
  «La situazione è sostanzialmente buona, ma esistono dei margini di mi­glioramento e alcuni limiti strutturali», così si esprime il responsabile del Di­partimento delle Istituzioni (DI) Luigi Pedrazzini tirando le somme della pe­rizia realizzata dopo 7 anni dall'entra­ta in vigore della Legge sull'organizza­zione e la procedura in materia di tu­tele e curatele. Una perizia chiesta a Kurt Affolter dal Consiglio di Stato an­che in vista dell'adeguamento federa­le previsto per il 1. gennaio 2012, ma non solo. È infatti stata chiesta anche per valutare se l'organizzazione tuto­ria in Ticino risponde alle aspettative e se le scelte fatte nel 2001, che ricor­diamo avevano portato alla creazione di 18 commissioni tutorie regionali, ri­sultavano ancora adeguate per soppor­tare un sensibile aumento della casisti­ca (i dossier concernenti i maggioren­ni sono passati dai 2.634 del 1999 ai 4.286 del 2007, mentre quelli sui mino­renni sono aumentati da 1.315 a 2.606). Da parte loro Alessia Paglia (capo del­l'Ufficio vigilanza sulle tutele) e il re­sponsabile della perizia Kurt Affolter
 hanno spiegato l'attuale organizzazio­ne dell'attuale sistema e hanno mes­so in evidenza che la riforma del 2001 ha in sostanza raggiunto il suo obiet­tivo principale e cioè quello di profes­sionalizzare l'attività delle autorità tu­torie. Come è emerso ci sono però al­cuni aspetti che bisogna migliorare. In particolare il perito ha evidenziato un basso grado (tra il 20 e il 50 per cento) di occupazione dei membri delle Com­missioni tutorie regionali (CTR). E an­cora è stata rilevata una mancanza di persone qualificate per la conduzione dei mandati così come una riforma del ruolo del delegato comunale. Ma l'a­spetto che sicuramente farà più discu­tere è quello della dimensione dei com­prensori. Secondo la perizia infatti, per rendere più efficiente il sistema e per meglio specializzare i membri delle au­torità tutorie, è auspicabile la riduzio­ne degli stessi dagli attuali 18 a 4 (due nel Sopravvenire e 2 nel Sottacerei). Co­me ha messo in evidenza lo stesso Pe­drazzini la questione è già stata presen­tata in una recente riunione con i rap­presentanti delle associazioni comuna­li Acuti e co.re.ti. e ha creato non po­che discussioni. E una delle sfide per il futuro sarà quella di mediare tra l'e­sigenza di specializzare i membri del­le commissioni e la prossimità alla po­polazione per meglio capire le diverse situazioni.
  Da segnalare che il DI intende avvia­re, in collaborazione con altri Diparti­menti, con le attuali CTR, i Comuni e le associazioni, una riflessione genera­le in vista di un messaggio al Gran Con­siglio. L'idea è quella di presentare, per l'autunno del 2009, alcune proposte concrete. (N.M.)




In grande aumento in Ticino anche i minorenni sotto tutela.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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