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Tutele e curatele. Nubi all'orizzonte. Mentre il malcontento cresce, si attende perizia "Affolter".

Da: Il mattino della Domenica, pag 6, domenica 26 ottobre 2008. Scritto da Lorenzo Quadri - MDD
Mentre il malcontento cresce, si attende la pubblicazione della perizia Affolter sul sistema ticinese.

Il campo delle tutele e delle curatele è sempre minato. Da un lato c'è un aumento delle persone che necessitano di curatele e tutele. Le tutele in Ticino sono infatti passate da 707 nel 1999 a 1199 nel 2007. Le curatele, da 1191 nel 1999 a 2098 nel 2007.
Dall'altro, i casi si fanno sempre più complessi specie quando ci sono di mezzo dei minori e delle cause di divorzio. Dall'altro ancora si fatica a trovare tutori anche in virtù della crescente complessità dei casi. Un conto infatti è occuparsi di pagare le bollette a una vecchietta, un conto avere a che fare con una persona con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza. O con due ex coniugi che si contendono i figli a suon di terrorismo avvocatizio in stile "Guerra dei Roses".

I problemi

Da un lato i curatelati o i parenti spesso si lamentano dell'operato dei tutori e curatori, i quali a loro volta litigano con le commissioni tutorie regionali. Va detto che tutele e curatele non sono un affare economicamente redditizio: tanto più che la remunerazione è decisamente tardiva. Nei giorni scorsi un curatore ci raccontava di aver dovuto aspettare due anni per poter incassare un onorario di 600 Fr; e non si tratta della regola, ma dell'eccezione.
Ci si trova dunque confrontati con un sistema molto frammentario e che rischia di aver raggiunto i suoi limiti. Nelle realtà cittadine ci si arrabatta per trovare una risposta ai bisogni crescenti. Ci sono delle curatele da attribuire, ce ne sono sempre di più, ma non si sa dove andare a scovare i curatori necessari. Ci si deve accontentare di quello che passa il convento, con risultati a volte inquietanti: ad esempio capita di imbattersi in curatori ancora meno affidabili dei loro pupilli! E questo, al di là della battuta, può portare anche a situazioni di pericolo: ad esempio nel caso di persone anziane non più autosufficienti che vengono lasciate da sole dai loro tutori per giornate intere.

La perizia

Un altro problema che viene sollevato  è quello degli avvocati che sono presidenti delle commissioni tutorie e che si occupano di cause di diritto di famiglia. Un doppio ruolo sempre più spesso oggetto di contestazioni.
A ciò si aggiunge che autorità di vigilanza sulle tutele è la Sezione enti locali, che dovrebbe occuparsi di beghe tra Comuni ma che finisce per diventare il coperchio per tutte le pentole.
A dimostrazione che i segnali d'allarme che giungono dal territorio devono essere presi sul serio, il Consiglio di Stato ha commissionato al perito Kurt Affolter, esperto di diritto sociale applicato, il mandato di procedere alla verifica del sistema attualmente vigente in Ticino in materia di tutele e di curatele. Il rapporto è stato consegnato il 25 giugno scorso in lingua tedesca, mentre da un paio di settimane è arrivata la traduzione italiana.
Si aspetta ora che il rapporto Affolter venga reso pubblico quanto prima, vista l'importanza del problema che tocca un numero crescente di persone e di nuclei familiari. Si spera inoltre che il rapporto Affolter non faccia la fine della perizia KPMG sull'Azienda elettrica ticinese, che da settimane giace insabbiata in qualche cassetto senza che - a quanto ci consta - né il Consiglio di Stato, né ancora meno il Parlamento, per non parlare quindi degli organi d'informazione, l'abbia potuta vedere. Oppure della perizia sul sistema carcerario ticinese, che era stata consegnata a pezzi: si è dovuto aspettare che il documento, a seguito di una fuga di notizie, finisse sul sito internet di Teleticino perché i deputati potessero disporne in versione integrale. In campo di trasparenza, dire che si lascia a desiderare è ancora un eufemismo.

Tüt a posct?

Elio Genazzi, capo della Sezione enti locali, che come detto esercita la sorveglianza cantonale sulle tutele, promette che il rapporto Affolter verrà reso noto, verosimilmente tramite pubblicazione integrale sul sito internet del Cantone. Resta da sapere in che tempi: «Al momento - rileva Genazzi - due dipartimenti stanno approntando le proprie osservazioni e proposte sul documento, per cui non sono in grado di formulare delle ipotesi sulla tempistica. In ogni caso, il quadro che esce dalla perizia è quello di un sistema che tutto sommato funziona, anche se necessita di alcuni correttivi».
Un'opinione con cui molti - soprattutto tra i genitori non affidatari da un lato e tra i tutori dall'altro - potrebbero non essere d'accordo. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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