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L' ESPERTO RISPONDE
I GENITORI POSSONO FRUGARE NELLA CORRISPONDENZA DEI FIGLI?
FRANCESCA
CASSINA-BARZAGHINI
IIeri sera ho litigato con mia mamma perché da un po' di
tempo si prende la libertà di frugare tra le mie cose e anche di
aprirmi la posta. Ho solo diciassette anni ma penso di aver diritto
alla mia priv a c y . Forse le parranno prob l e m i poco rilevanti
ma per me sono importanti. Cosa ne pensa?
(Riccardo di L)
n siffatti casi i limiti del rispetto della sfera privata dei
figli sono molto difficili da tracciare e possono variare
sensibilmente da situazione a situazione. In generale va detto che
sino alla maggiore età, i figli sono soggetti all'autorità parentale
dei genitori, i quali ne dirigono le cure e l'educazione e, riservata
la loro capacità, prendono le decisioni necessarie. Secondo l'articolo
301 cpv 2 del Codice Civile il figlio deve obbedienza ai genitori, i
quali devono tuttavia consentire al figlio, corrispondentemente alla
sua maturità, di organizzare liberamente la sua vita e, in affari
importanti, tenere in debita considerazione la sua opinione. Anche le
relazioni personali e, quindi, gli eventuali scambi epistolari
intrattenuti con terzi dal minorenne, rientrano di principio nel potere
di disposizione attribuito ai genitori dall'autorità parentale;
un'autorità che tuttavia il genitore deve gestire per il bene del
figlio e nel rispetto del suo grado di maturità. Nel caso concreto,
considerato come il nostro lettore sia ormai vicino alla maggiore età,
e sia quindi anche
capace di discernimento, vale a dire capace di agire
ragionevolmente e di comprendere le conseguenze del proprio agire, a
nostro avviso egli deve aver diritto ad una propria sfera personale.
Al giovane - che pur rimane soggetto all'autorità parentale dei
genitori cui egli deve comunque obbedienza - deve quindi essere
riconosciuta la libertà d i gestire le proprie faccende più personali e
in particolare la posta che riceve (indipendentemente che si tratti di
corrispondenza di amici o di altro) in maniera praticamene autonoma.
Solo eccezionalmente un genitore dovrebbe potere (anche contro la sua
volontà) aprire la posta di un figlio minorenne ma capace di
discernimento: quando in particolare ciò si rende necessario a tutela
del suo bene, per esempio perché ha problemi scolastici, ha una
condotta
che crea preoccupazioni legittime ai genitori, ha problemi di
dipendenze o altro. In questi, o altri casi, l'obbligo di assistenza e
di cura di ogni genitore può quindi esigere che una madre apra la
corrispondenza del figlio. Nel caso particolare, non conosciamo i
dettagli della situazione. In linea di principio ci sembra tuttavia di
poter consigliare alla mamma del giovane lettore di aver maggior
rispetto verso il minore, evitando inutili ingerenze nelle sue cose
più private e personali. Solo un rapporto famigliare improntato sulla
reciproca fiducia e sul rispetto può in effetti garantire in casa la
necessaria serenità. Raccomandiamo d'altra parte al giovane lettore di
evitare, ove possibile, inutili conflitti con la madre prediligendo
piuttosto il dialogo.
Per porre domande, rivolgersi a: Corriere del Ticino, «L'esperto risponde», c.p. 160, 6903 Lugano (fax 968.29.77, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
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