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Appello ai politici: contro l'allontanamento dai genitori e il collocamento arbitrario dei minori

Un appello ai politici ticinesi!

Leggiamo alla fine dell'articolo sottostante (apparso il 20.6.09 sul Corriere del Ticino) che "La piccola Frantzcia sarà ora affidata a un'altra famiglia". 

Ma in Ticino quali sono le motivazioni (dettagliate) dei casi in cui i figli (sesso e età) vengono allontanati dai genitori e collocati

- in istituti

- in famiglie affidatarie?

Si tratta di collocamenti dovuti a gravi problematiche (come quella descritta nell'articolo che segue) oppure a decisioni arbitrarie emesse da chi detiene il potere di decidere e poi si nasconde dietro la famigerata "procedura ricorsuale" (che permette e legalizza gravi abusi sociogiudiziari messi in atto dai servizi sociali e dalle autorità)?

E i politici di Governo cosa fanno, eccetto giustificare la loro indifferenza e il loro inattivismo con la divisione dei poteri, Stato e giudiziario?

Chiediamo al Gran Consiglio che venga creata una "Commissione d'inchiesta" che analizzi caso per caso l'operato dei servizi sociali e delle autorità tutorie cantonali ticinesi (CTR e AVT) per quanto attiene all'allontanamento dei minori dai loro genitori e al loro collocamento in istituti e in famiglie affidatarie.

A quanto ammonta l'indotto economico generato e a beneficio di quali categorie di operatori (statali, dipendenti, liberi professionisti, ecc.)?

A quanto ammontano i costi a carico dello Stato e quindi del cittadino?

Quanto si risparmierebbe se si chiudesse una buona parte degli istituti mantenuti dalla "fabbrica dei servizi sociali e dall'autorità tutoria cantonali"?

Quanto costerebbe invece creare una sorta di "servizio di aiuto domiciliare" per le famiglie con difficoltà, in cui occupare tutto il personale che opera ora negli istituti?

Politici: rivoluzionate questa politica familiare ticinese, politica fallimentare su tutta la linea!

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Da: CdT 20.6.09 pag 32

USA, brucia figlia con rito vudù

La madre voleva allontanare gli spiriti maligni dalla bimba

Il folle gesto è costato alla bambina la sfigurazione del volto e ustioni di terzo e secondo grado sul 25 per cento del corpo – La madre rischia fino a 25 anni di carcere

NEW YORK Voleva allontanare gli spiriti maligni dalla figlia di sei anni, così l’ha cosparsa di rum e ha appiccato il fuoco. Un rito vudù, che è costato alla piccola Frantzcia Saintil, residente nel Queens Village di New York, il volto sfigurato e ustioni di terzo e secondo grado sul 25 per cento del corpo.

La madre, Marie Lauradin, 29.enne di origine haitiana, rischia ora fino a 25 anni di carcere. Indagata anche la nonna della bambina, Sylvenie Thessier, 70 anni, che prima ha spento le fiamme con acqua fredda, ma che poi invece di chiamare i soccorsi ha messo la nipote sotto le coperte.

La piccola ha dovuto sopportare un giorno intero di sofferenze prima che un parente si degnasse di accompagnarla in ospedale, dove è stata messa in coma farmacologico indotto. «La piccola riporterà cicatrici permanenti, fisiche ed emotive», ha detto il procuratore distrettuale del Queens, Richard Brown, secondo il quale Marie Lauradin ha praticato un rito chiamato «Loa»: prima ha spruzzato rum sul pavimento attorno a Frantzcia, poi direttamente sul capo e infine ha lasciato che le fiamme la avvolgessero. «Il fuoco mi copriva e mi bruciava», ha raccontato la bambina ai poliziotti. Interrogata dagli inquirenti, Marie ha negato tutto, raccontando di aver accidentalmente rovesciato la pentola del riso sulla figlia. Ma i vicini di casa, per nulla sorpresi, parlano di violenze continue: «La sgridavano spesso, le dicevano di rimanere in ginocchio per ore», racconta uno di loro. La piccola Frantzcia sarà ora affidata a un’altra famiglia.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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