Ciò che vivono le donne afghane è simile al vissuto degli uomini ticinesi e svizzeri: la legge svizzera sul divorzio consente alle mogli di mettere fine al matrimonio senza chiedere il consenso del marito e senza dover giustificare le ragioni della separazione. Su semplice istanza della moglie, i nostri Pretori allontanano il padre dalla casa e dai figli, e affidano in uso tutto a questa moglie: figli, casa (anche se solo di proprietà del marito), suppellettili, mobili, auto, ecc. oltre a lauti alimenti per sé stessa e per i figli (Tabelle di Zurigo che conteggiano 2000 fr mensili per un figlio unico).
Non ci si può scandalizzare per le donne afghane senza scandalizzarsi anche per i padri ex mariti in Svizzera!
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Da: CdT 23.7.09 pag 32
AFGHANISTAN
Più divorzi e meno suicidi tra le donne
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Sempre più afghane scelgono il divorzio invece del «tradizionale» suicidio e affrontano, grazie all'aiuto di associazioni di donne, un percorso legale duro a causa della legge sulle separazioni per loro svantaggiosa. «Nel 2006 abbiamo avuto 98 casi di donne che si sono auto-immolate, nel 2008 sono scesi a 73», spiega Suraya Pakzad, che gestisce una casa di accoglienza per donne ad Herat. La sua organizzazione aiuta le mogli afgane a venire fuori da matrimoni da incubo, dove spesso le percosse sono la regola, scoraggiandole a compiere gesti estremi e sostenendole nel percorso legale e personale che le porterà a divorziare. La legge afghana sul divorzio consente agli uomini di mettere fine al matrimonio senza chiedere il consenso della moglie, mentre le donne non solo devono avere il placet dei mariti ma devono anche portare in aula testimoni che giustifichino le ragioni della separazione.

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