Spett.le Movimento Papageno, con la presente Vi autorizzo a poter pubblicare e rendere pubblica la documentazione in allegato . Cordiali Saluti. Giuseppe Pasqui
Per non parlare degli
strascichi dolorosi dopo anni di attesa,dettato da un “sistema giustizia” che
sottrae i figli a chi li ama veramente senza prima attuare doverose distinzioni
fra persona e persona, scevre da ogni sorta di pregiudizio di genere. Stanco e
profondamente indignato nel constatare di quanto accade nelle aule dei
tribunali, capaci di "espropriarti" della casa sudata dopo anni di
duri sacrifici, privandoti persino dei ricordi, gli amici, i vicini, costretto
a continui traslochi, sobbarcandomi pure l'onere a pagare l'affitto e lontano dal posto di lavoro. ma niente a
confronto del sacrosanto diritto-dovere di continuare ad essere padre a pieno
titolo: “diritto pagato a caro prezzo..dove gli unici a guadagnarci sono
proprio coloro che senza alcuno scrupolo, giocano coi tuoi sentimenti, rendendo
di fatto i nostri figli orfani di genitori vivi...!” Le leggi, non dovrebbero
mai occuparsi dei sentimenti, in quanto tolgono la libertà' di amare e non
solo...senza che nessuno si accorga di questa violenza! un vero inferno di cui
non potevo certo immaginare il giorno in cui la mia ex moglie decise di
“buttarmi” in mezzo ad una strada. Si va a separarsi,a liquidare una famiglia,
di amore, di figli, di equilibri, insomma
tutto cio su cui si basano i nostri affetti e da cui trae vita e
speranza la nostra società'...con la stessa leggerezza con cui si va al bar a
bere un caffè'. Questo e' un mondo pazzo. Ancor oggi quando sento parlare di
diritto della famiglia, mi si accappona la pelle,sarebbe meglio infatti
precisare di diritto di un solo
componente della famiglia, l'altro ha solo doveri. Elencarli sarebbe ancor piu'
inutile e dispendioso come lo è' per qualsiasi cittadino che si appella alla
giustizia sperando d’ottenere almeno un po' di equità'. Dopo quasi 4 anni di
inutili e dispendiose battaglie legali passati dentro i tribunali, a distanza
di 3 anni fortunatamente alcune cose sono cambiate, mio figlio divenuto
maggiorenne, ha scelto di venire a vivere con me. Supponevo o almeno credevo
che invertendo i ruoli tra genitori,godessi dello stesso trattamento riservato
per anni alla madre, anche in seguito al fatto che non disponendo di altre
unita' immobiliari, oltre quella in comproprietà' occupata dalla ex moglie,
verso ogni mese il canone d’affitto e partecipo a tutte le spese straordinarie
della casa in comproprietà', mentre la ex moglie, pur disponendo di reddito
proprio, non contribuisce in alcun modo, neanche alle spese mediche del
figlio.Sebbene disponga di proprietà' immobiliari ereditate oltre 7 anni fa,
occupa gratis la casa in comproprietà' assegnatole dal giudice quasi 7 anni
addietro. Richiedo al tribunale, vista la situazione e le condizioni economiche
non certo da fame della ex moglie, di contribuire al mantenimento e al sostegno
economico a favore del figlio, come peraltro mi prestavo a fare io, per gli
anni che mio figlio viveva con la madre. Dopo quasi 2 anni, il giudice dispone
a carico della ex moglie a corrispondere per il mantenimento del figlio, non
economicamente indipendente, la miserevole somma di 80 euro mensili a far data
dalla pubblicazione della sentenza, intendendosi regolato (bonta' sua) il
periodo precedente.! Conclude disponendo a mio carico all'intero esborso
relativo alle spese straordinarie necessarie per il figliolo, sollevando la
madre da qualsiasi corresponsione...! e non finisce qui, e' constatato che i
presupposti per l'assegnazione del domicilio coniugale, di cui continua a
godere gratis esclusivamente la ex moglie,viene rigettata, motivando con quanto
descritto: "infatti, il figlio decideva liberamente di trasferirsi con il
padre,in altra abitazione del padre presa in locazione,così' dimostrando di
avere reciso il legame fatto di abitudini ed affetti che gli aveva sempre fatto
preferire rimanere nella casa coniugale. “Tutto questo deciso da un giudice
senza essersi mai degnata di ascoltare o tantomeno interpellare mio figlio,
decidendo e sostituendosi a lui in tutto e per tutto,persino negli
affetti..bensì' e' vero esattamente il contrario, a malincuore e' stato
costretto a dover lasciare la casa dove oltre ad aver vissuto la sua infanzia,
conserva ancor oggi tutti gli amici e vicini di casa, ma per forza di cose
volendo vivere col padre, sembra destinato a subire pure lui la stessa
punizione...! ma non credo d’esser
l'unico ad aver subito tanto accanimento giudiziario e invito chiunque sia
passato in questo inutile e dispendioso “bagno di sangue” a contattarmi via
e-mail. Confesso che tutto ciò' mi ha un bel po' affaticato e mi ha almeno
presentato, anche se non del tutto fatto accettare,una scala di valori assai
diversi in tema di separazioni e divorzi,tanto da pensare che questa e' la giustizia
delle donne,gestita dalle donne, a favore delle donne. Se poi consideriamo i
tempi vergognosi di cui si prende la giustizia, ci troviamo che fanno prima i
nostri figli a divenire maggiorenni e, come nel mio caso e di tanti altri, sono
i figli stessi a fare giustizia, decidendo di andare a vivere con l'altro
genitore,che in maniera ignobile gli era stato sottratto. Intanto i momenti e gli anni persi con i tuoi
figli, stai sicuro che non c'e' nessun giudice in grado di restituirteli. Pur
nonostante vi sia una legge ben precisa in merito, legge 54/2006, meglio
conosciuta come “affidamento condiviso”, ancor oggi purtroppo regna molta
discrezionalità' ed incertezza nell'applicarla da parte della magistratura.
Stiamo assistendo ad un vero "golpe" istituzionale; la magistratura
si sostituisce impunemente a quanto approvato dalla legislatura. Pazzesco! Ormai e' sotto i riflettori di chiunque
constatare di quanto stia accadendo in questo “strano” paese, sembra ormai che l'unico
vero reato,consista nell'esser onesti e a pretendere il rispetto della
legalità'; manca la certezza della pena, ma se ci guardiamo attorno,
constatiamo che manca pure la certezza del diritto, persino quella dei bambini
ad avere accanto entrambi i genitori, anche dopo la loro separazione. La
responsabilità'..? servizi sociali, avidi avvocati, i tribunali...e pure il
silenzio di tanti. Pensate che questa sia un' accusa.? Si lo e'...e senza
timore di smentita. Come scrisse Socrate: "Chi assiste al male senza
opporvisi, non e' certo migliore di chi lo compie". Chi presta il fianco a
chi cerca vantaggi personali conquistandoli sulla pelle dei figli, non può'
esimersi dalla propria complicità'...la peggior complicità' che io conosca.
L’aumento esponenziale di separazioni e divorzi, ha allontanato fisicamente
molti padri dalla casa dei figli. Si
calcola che oggi in Italia ci siano circa 8 milioni di genitori separati, con
140 mila separazioni/divorzi solo nel 2007,che hanno coinvolto oltre 91 mila
bambini e ragazzi, i tempi medi di permanenza dei figli con il padre sono
stimati ancora solo al 18% rispetto al 72% che i tribunali concedono alla madre
(dati Istat) . Eppure in questi ultimi anni qualcosa sta cambiando e sembra
farsi avanti, nella coscienza di educatori e genitori, ma anche degli studiosi
e dei terapeuti, la consapevolezza che l'interruzione della catena padri-figli
stia alla radice del forte disagio espresso dai giovani. Il grido di dolore che
si leva dai figli senza padre e dai padri cui sono stati tolti i figli
costringe la nostra società' a interrogarsi sui guasti creati dall'assenza del
padre. E questo dovrebbe indurre molti
a sforzarsi e a riflettere.
giuseppe
pasqui
e-mail
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