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Agna, l'associazione dei genitori non affidatari presieduta da Riccardo
Kuebler, invita tutti i Municipi dei Comuni in cui risiedono
Commissione tutorie regionali (Ctr) a inoltrare al Consiglio di Stato
una richiesta di proroga per la riconferma delle suddette commissioni.
L'obiettivo di Agna, lo ricordiamo, è
quello di «
permettere ai figli di genitori separati di mantenere le migliori
relazioni personali possibili sia con la mamma che con il papà e
quindi ricevere cure, educazione, istruzione e affetto da entrambi
».
Ma andiamo con ordine. L'associazione
da tempo denuncia «
situazioni tragiche
e mal gestite da parte di uno o più attori,
incluse le Ctr
». Grazie al suo grande impegno e alla mozione "Per la promozione di
un rapporto paritario tra bambini, padri e madri nonostante
separazione o divorzio", il Consiglio di Stato ha avviato uno studio
per «
verificare se l'obiettivo della riforma contenuta nella Legge
sull'organizzazione della procedura in materia di tutele e curatele,
tenuto conto dell'esperienza e dell'attività sinora svolta, è stato
raggiunto
». La ricerca è stata affidata a Kurt Affolter dell'Institut
für angewandtes Sozialrecht di Ligerz. Il suo compito, scrive Kuebler
in una nota stampa, è anche quello di appurare se sia il caso o meno
«di apportare eventuali
modifiche alla vigente struttura, sia delle
Ctr
(con particolare attenzione alle modalità di conduzione delle misure e delle procedure, ndr)
sia dell'autorità di vigilanza sulle tutele
».
Secondo Agna, appunta Kuebler, andrebbero
corretti «
gli oneri e le qualifiche
dei membri delle commissioni e dei loro segretari. E i Municipi sede
- aggiunge
-
potranno mettere in atto queste correzioni solo ridiscutendo le condizioni
di nomina
». I risultati dell'indagine di Affolter sono attesi per la fine di
giugno. Una data che, ha rilevato il presidente di Agna, non
coinciderebbe con le procedure di nomina previste dalla
legge. Kuebler cita infatti l'articolo 8 della Legge
sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele,
che concerne le nomine. E di cui riportiamo alcuni passaggi: «
Il Municipio di ogni comune del circondario designa un delegato
quale membro della commissione ed un supplente. Il periodo di nomina è
di quattro anni e scade il 30 settembre seguente le elezioni comunali
». La Legge organica comunale, sempre
riguardo alle nomine, dice poi: «
Il periodo di nomina scade per tutti i dipendenti del comune,
compresi quelli nominati durante il quadriennio, sei mesi dopo le
elezioni comunali. Salvo proroga da accordare dal Consiglio di Stato,
la riconferma è presunta se, entro quattro mesi dalle elezioni, il
municipio non comunica al dipendente, precisandone i
motivi, la mancata conferma
». Le date - quella della presentazione del rapporto Affolter e quelle
previste per la nomina dei membri di commissione - a detta di Agna non
permetterebbero «
di avere il tempo materiale per studiare attentamente i risultati
della verifica affidata dal Consiglio di Stato a Kurt Affolter e fare
quindi tesoro delle indicazioni in essa contenute
». Per questo, conclude Kuebler, vista la delicatezza delle pratiche
gestite dalle Ctr - «
soprattutto quelle
che vertono sul diritto alle relazioni personali tra figli e genitori separati
» -, non attendere i risultati dell'indagine in corso «
equivarrebbe probabilmente ad un'occasione persa per apportare quei
correttivi auspicati, atti a tutelare maggiormente il diritto ai minori
di relazionare con i genitori separati
».
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