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«Bisogna creare un Tribunale di famiglia»

Riteniamo che la creazione di un Tribunale di famiglia sarà senza dubbio una soluzione meno peggiore di quella esistente. Però, finché la mentalità dei magistrati non cambia, qualunque Tribunale o Autorità istituiti non risolveranno le cause, ma continueranno a creare nuove problematiche che si sommeranno a quelle già esistenti e dovute ai conflitti tra i coniugi causati da una legge e una prassi inique che danneggiano i figli e i padri. Fintanto che la legge, la prassi giuridica e l'operato dei vari attori coinvolti (curatori, psicologi, assistenti sociali, avvocati, pretori, tutorie, ecc) non porterà ad una netta sterzata nella fiolosfia e nei principi fondamentali del matrimonio e della separazione in genere, non si farà che tamponare e curare i sintomi senza agire sulle cause.  Per cui ben venga un Tribunale specializzato nel diritto di famiglie e del divorzio, a condizione però che agisca equamente e in tempi brevi, con spirito moderno e aperto, a tutela dei figli e di entrambi i genitori.

Per quanto riguarda l'anticipo alimenti, non sosteniamo la reintroduzione anzi saremmo favorevoli ad una riduzione del periodo di 5 anni attualmente in vigore, se non addirittura alla soppressione totale dell'anticipo alimenti.

In Ticino le madri bisognose sono sufficientemente aiutate (assegni di prima infanzia, assegni integrativi, assistenza, giusto per fare alcuni esempi), di modo che se rientrano nei parametri previsti l'aiuto necessario verrà loro concesso. Il fatto che queste madri dovranno successivamente restituire quanto loro concesso dall'assistenza, sarà per loro un efficace stimolo ad attivarsi per rientrare gradualmente e abbastanza rapidamente nel mondo del lavoro.

L'anticipo alimenti rappresenta un ulteriore mezzo offerto a tante madri separate/divorziate che vogliono speculare sulle spalle dei padri e dello Stato: infatti i padri saranno per anni debitori di contributi alimentari sproporzionati rispetto alle loro reali possibilità e si indebiteranno oltremodo, mese dopo mese, anno dopo anno, e le madri non si attiveranno a sufficienza fintanto che queste entrate saranno loro garantite. I padri avranno fino ad allora maturato magari centinaia di migliaia di franchi di debiti, oltre ad aver subito per anni ogni sorta di angherie da tante madri che percepiscono l'anticipo alimenti, gli assegni integrativi, magari convivendo non ufficialmente e lavorando in nero, ricevendo nel contempo ogni sorta di sussidio (di cassa malati ad es.), senza pagare magari neppure le imposte... I padri invece vivono per numerosi anni con il minimo vitale, senza avere neppure la possibilità né di intrattenere i figli quando sono con loro né di rifarsi una vita con un'altra donna. Dopo che i figli saranno cresciuti si ritroveranno ad essere debitori per altri lunghi anni nei confornti dello Stato che riverserà poi parte di quei soldi alla madre... Assurdo e antisociale! Se poi consideriamo la maniera in cui i Giudici condannano i padri a pagare contributi alimentari elevatissimi...!

Le madri devono essere ritenute debitrici solidali di almeno la metà degli alimenti anticipati dallo Stato. Ciò sarà ulteriore stimolo a reintegrarsi rapidamente in una vita professionale attiva.

Certamente, con la legge attuale, noi padri siamo ridotti ad essere solo dei Bancomat, nulla di più che dei pagatori, che lavorano per innumerevoli anni per pochi soldi al mese... Lavoratori poveri in una società matriarcale a tutti gli effetti.

Dunque "No!" all'anticipo alimenti; eventualmente in casi particolari e motivati (in caso di partenza all'estero del padre con una giovane amante con abbandono dei figli) si potrebbero trovare delle soluzioni transitorie necessarie per tutelare il bene immediato dei figli.

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Da: Il Mattino della domenica, 7.9.08 (www.mattino.ch)

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   

I genitori non affidatari scrivono ai deputati ticinesi a Berna «Bisogna creare un Tribunale di famiglia»

Come si pensa al lato estetico del matrimonio, ai grandi preparativi, non si potrebbe anche pensare al lato pratico in caso di divorzio (visto che oramai è un trend inarrestabile)? 

L'occasione "d'oro" è la revisione del diritto tutorio attualmente in corso - In questo modo a decidere di tutte le questioni relative al divorzio e agli altri procedimenti del diritto di famiglia sarebbe un'istanza giudiziaria unica, composta da giudici appositamente formati - intanto, appena oltreconfine un sindaco omaggia i neo-sposi di un curioso regalo di nozze: il manuale per il divorzio

Come ormai tutti sanno il divorzio è una realtà sempre più frequente; se mal gestito, può portare a conseguenze estremamente negative soprattutto per i figli. Attualmente è in corso a livello federale la revisione del diritto tutorio. E qui l'Associazione genitori non affidatari (AGNA) vede un'opportunità per migliorare le cose. Questa opportunità si chiama Tribunale di famiglia. Ovvero un' istituzione specializzata in processi di divorzio e altri procedimenti del diritto di famiglia. Quello che AGNA auspica è dunque una revisione del diritto federale che consenta ai Cantoni che lo desiderano di istituire dei Tribunali di famiglia.

Idea del 1995
La creazione del Tribunale di famiglia era già stata proposta nel 1995 dal Consiglio federale, nel messaggio sulla revisione del diritto del divorzio. Allora però non se ne fece nulla. Oggi si presenta una nuova chance. Nella sessione autunnale le Camere federali decideranno come detto sulla revisione del diritto tutorio. Ed è in questo contesto che si potrebbe "ripescare" e inserire il Tribunale di famiglia. Il Senato a dire il vero non si è chinato su questa opzione in quanto nessuno l'aveva proposta. Il Consiglio nazionale deve invece ancora esprimersi: nel caso si determinasse a favore del Tribunal di famiglia, la trattanda tornerebbe alla Camera alta, che potrebbe accettare e inserire questa modifica nella revisione.

Lo scritto alla Deputazione
Per fare opera di proselitismo, AGNA a fine agosto ha inviato uno scritto alla deputazione ticinese alle Camere federali, in cui si sostiene la necessità di creare un'istanza giudiziaria specializzata nel diritto di famiglia. Nella visione dei genitori non affidatari, non dovrebbe dunque più esserci l'autorità amministrativa (le Commissioni tutorie) affiancata dalle preture: ad occuparsi di tutto sarebbe il tribunale di famiglia.
«Del resto - rileva il segretario di AGNA Avv. Paolo Tami - i divorzi sempre più spesso complicati e conflittuali necessitano, come riconosceva il Consiglio federale già nel 1995, di giudici specializzati, specialmente formati nel condurre i colloqui con i coniugi che intendono separarsi e con i loro figli. Le camere federali hanno ora l'opportunità di fornire la base legale affinché i cantoni possano, in un'ottica federalista, procedere alla creazione di queste istanze giudiziarie. Da qui il nostro sollecito alla deputazione ticinese alle Camere federali, che ci auguriamo possa trovare ascolto».

L'iniziativa di Varallo
Nel frattempo, a Varallo, provincia di Vercelli, il sindaco della Lega Nord ha preso un'iniziativa quanto meno originale: chi si sposa riceverà in regalo un manuale pratico di separazione e divorzio. Come valutare questa novità? «Personalmente - osserva l'avv. Tami - ritengo che più informati e responsabilizzati si è, meglio è, ma il momento scelto per la consegna del manuale mi sembra veramente inopportuno. Inoltre un manuale di divorzio mi pare  limitativo. L'informazione e la responsabilizzazione devono avvenire più a largo raggio, sull'unione matrimoniale nel suo insieme e sulle sue conseguenze; non soltanto su come porvi termine».

Più libertà contrattuale
Secondo il segretario AGNA, inoltre, è tutto l'istituto matrimoniale ad aver bisogno di una rifrescata. «Oggi nel diritto svizzero il matrimonio risulta essere un'istituzione piuttosto ingessata - rileva Tami -. Occorrerebbe lasciare invece maggiore libertà contrattuale alle parti, per esempio tramite convenzioni prematrimoniali, allo scopo di semplificare poi le procedure in caso di divorzio. L'obiettivo, insomma, è quello di evitare cause di divorzio che si trascinano per anni ed anni con conseguenze estremamente negative specie se ci sono di mezzo dei bambini».
Un altro campo passibile di riforme secondo il segretario AGNA è quello degli alimenti da versare in caso di separazione in presenza di alti redditi. Qui la legge (e non più la giurisprudenza) dovrebbe porre dei limiti, altrimenti  il matrimonio rischia davvero di diventare solo un affare commerciale. Basta con i divorzi milionari: si opti piuttosto per degli alimenti massimi calcolati con criteri più semplici, per esempio calcolati sulla base dello stipendio medio nazionale, o anche su di un multiplo di esso in casi veramente particolari ; ma si abbandoni il criterio del tenore di vita negli ultimi anni di matrimonio (troppo indeterminato, complicato da stabilire, che genera un enorme contenzioso e che si presta facilmente ad abusi).
Altro campo da regolare, quello relativo all'affidamento dei figli quando il genitore affidatario è straniero e intende tornare nel paese d'origine portando con sé i bambini, e togliendo di fatto all'altro genitore ogni possibilità di contatto con i figli. «In queste unioni tra persone provenienti da paesi diversi - rileva l'avv. Tami - dovrebbe essere possibile stabilire tramite accordi prematrimoniali, o meglio ancora nella legge, che in caso di separazione di fatto ma anche dopo il divorzio, per un certo periodo di tempo, finché non è chiarito quale sia il vero interesse del bambino, non sia possibile fargli cambiare domicilio». Questo è un problema attuale: a oggi, non sempre le Preture, su richiesta di un coniuge in fase di divorzio, magari ricattato velatamente dall'altro con la partenza all'estero del figlio, impongono al genitore affidatario il deposito del passaporto del figlio e la comminatoria di non espatriarlo. Oppure dopo il divorzio, ossia dopo aver ottenuto l'affido quasi definitivo dei figli, il genitore affidatario parte senza preavviso, allontanando i figli dall'altro genitore senza il suo consenso, interrompendo di fatto la relazione dei figli con questo genitore, senza poter verificare se ciò fosse stato veramente nel loro interesse.

Anticipo alimenti
Ulteriore problema sul tappeto, l'anticipo alimenti. AGNA è d'accordo, anzi sostiene, che le madri separate possano beneficiare di questo aiuto sociale anche oltre i 5 anni stabiliti dal Cantone quale termine massimo (limite che purtroppo qualcuno ha voluto introdurre allo scopo di "risparmiare"); ma a ricevere una prestazione pagata con soldi pubblici dovrebbero essere solo le madri bisognose, mentre oggi ne usufruiscono anche quelle molto benestanti.

Mancano risposte
Come si vede, il discorso è molto vasto e complesso, ma qualcosa bisogna fare. Sempre più matrimoni finiscono, le situazioni conflittuali si presentano con sempre maggiore frequenza e spesso le leggi attuali non sono in grado di fornire delle risposte adeguate. E ad andarci di mezzo sono spesso dei bambini. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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