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Via l'AVT: vogliamo una "Autorità popolare di ricorso" sopra le CTR

L'Ufficio di vigilanza sulle tutele (AVT) è diretto da alcuni anni dalla avv. Alessia Paglia (figlia del noto politico ticinese Erto Paglia), subordinata alla Sezione Enti locali, sottoposta al dipartimento del Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini (PPD, per definizione partito cattolico attivo nella tutela delle famiglie e dei minori).

Detto ufficio ha come mandato tra l'altro quanto sancito dall'art. 11 del RTut (4.1.2.2.1: Regolamento d'applicazione della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele dell'8 marzo 1999 - 29 novembre 2000) che recita:

" Art. 11      L’autorità di vigilanza è competente per:
a)    consigliare ed assistere le commissioni tutorie e, ove necessario, impartire le necessarie istruzioni;
b)    ispezionare gli atti ed i registri di tutela o curatela presso gli uffici delle commissioni tutorie regionali;
c)    studiare e proporre all’autorità competente le norme o eventuali modifiche di norme;
d)    vigilare ad un’applicazione regolare ed uniforme delle norme in materia di tutele e curatele;
e)    decidere in caso di conflitto o contestazione tra commissioni tutorie;
f)     sostituirsi nelle decisioni alle commissioni tutorie o al tutore ove l’opera, l’inazione, il conflitto d’interessi o, in generale, le circostanze lo impongono;
Contenzioso
g)    esaminare e decidere i ricorsi (art. 420 CCS);
h)    decidere le interdizioni giusta gli art. 369 e 370 CCS;
i)     privare i genitori dell’autorità parentale (art. 311 CCS), modificare l’attribuzione dell’autorità parentale (art. 298a cpv.2 CCS);
Consensi
l)     istituire la tutela di famiglia;
m)   approvare la convenzione di tacitazione per le pretese di mantenimento (art. 288 cpv.2 CCS);
n)    autorizzare la vendita a trattative private di immobili appartenenti a pupilli (art. 404 cpv.3 CCS);
o)    dare il consenso all’adozione di minorenni sotto tutela (art. 264b cpv.3 CCS);
p)    dare il consenso agli atti di cui all’art. 422 CCS;
q)    ordinare l’inventario pubblico (art. 398 CCS). "

Già dai punti a) e g) si evince una chiara contraddizione e un palese conflitto di interessi dell'autorità competente (AVT) di decidere i ricorsi contro le decisioni delle Commissioni tutorie regionali (CTR): infatti, come è possibile che la stessa autorità consigli ed assista le CTR addirittura impartendo loro le necessarie istruzioni e nel contempo essere l'autorità che esamina e decide i ricorsi contro le istruzioni da lei stessa impartite? Come può un'autorità tanto invischiata con le CTR essere nello stesso tempo l'autorità di ricorso sopra le CTR?

Il Movimento Papageno chiede pertanto che si ovvi immediatamente a questa mancanza di indipendenza e di neutralità tra le CTR e l'Autorità di vigilanza. 

Il Movimento esige che sia un'altra autorità a dover decidere sui ricorsi contro le decisioni delle Commissioni tutorie regionali.

Viene richiesto che venga creata una "Autorità popolare di ricorso" che svolga le mansioni e competenze finora demandate alla AVT. Decide inoltre sulle contestazioni dell'operato delle CTR e sui ricorsi contro le dicisioni di quest'ultime.

Detta Autorità popolare deve essere composta da 8 genitori (4 padri e 4 madri) di cui : 1 giurista, 1 insegnante, 1 psicoterapeuta sistemico specializzato nei problemi dell'infanzia, 1 pediatra, 1 operario/impiegato, 1 genitore non affidatario, 1 genitore affidatario, 1 giornalista.

Il movimento Papageno pretende inoltre che ogni membro della "Autorità popolare di ricorso" debba sottoporsi, prima di poter esercitare l'incarico, ad una perizia delle capacità psicologiche e genitoriali. 

Le decisioni dell'Autorità popolare di ricorso saranno ancora appellabili al verdetto del Tribunale d'Appello, come avviene tutt'ora con l'autorità di vigilanza sulle tutele.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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