Detto ufficio ha come mandato tra l'altro quanto sancito dall'art. 11 del RTut (4.1.2.2.1: Regolamento d'applicazione della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele dell'8 marzo 1999 - 29 novembre 2000) che recita:
Già dai punti a) e g) si evince una chiara contraddizione e un palese conflitto di interessi dell'autorità competente (AVT) di decidere i ricorsi contro le decisioni delle Commissioni tutorie regionali (CTR): infatti, come è possibile che la stessa autorità consigli ed assista le CTR addirittura impartendo loro le necessarie istruzioni e nel contempo essere l'autorità che esamina e decide i ricorsi contro le istruzioni da lei stessa impartite? Come può un'autorità tanto invischiata con le CTR essere nello stesso tempo l'autorità di ricorso sopra le CTR?
Il Movimento Papageno chiede pertanto che si ovvi immediatamente a questa mancanza di indipendenza e di neutralità tra le CTR e l'Autorità di vigilanza.
Il Movimento esige che sia un'altra autorità a dover decidere sui ricorsi contro le decisioni delle Commissioni tutorie regionali.
Viene richiesto che venga creata una "Autorità popolare di ricorso" che svolga le mansioni e competenze finora demandate alla AVT. Decide inoltre sulle contestazioni dell'operato delle CTR e sui ricorsi contro le dicisioni di quest'ultime.
Detta Autorità popolare deve essere composta da 8 genitori (4 padri e 4 madri) di cui : 1 giurista, 1 insegnante, 1 psicoterapeuta sistemico specializzato nei problemi dell'infanzia, 1 pediatra, 1 operario/impiegato, 1 genitore non affidatario, 1 genitore affidatario, 1 giornalista.
Il movimento Papageno pretende inoltre che ogni membro della "Autorità popolare di ricorso" debba sottoporsi, prima di poter esercitare l'incarico, ad una perizia delle capacità psicologiche e genitoriali.
Le decisioni dell'Autorità popolare di ricorso saranno ancora appellabili al verdetto del Tribunale d'Appello, come avviene tutt'ora con l'autorità di vigilanza sulle tutele.
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