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19 marzo 2014 – C’era una volta la Famiglia

Pater Familias. C’era una volta il padre e c’era una volta la famiglia. Ben si conosce il lungo declino del padre iniziato con l’era industriale. Quando Nietzsche esclamò “Dio è morto” annunciò anche la morte del padre. Il filosofo Massimo Cacciari non ha dubbi: dopo tre millenni è finita la predominanza maschile. "Il maschio è in crisi. Se dovessimo analizzare il fenomeno da un punto di vista antropologico, culturale, di largo respiro, - ha dichiarato il sindaco di Venezia - la rivoluzione che ha contrassegnato il nostro secolo è quella femminista. Gli uomini di oggi sono insicuri, e nemmeno la donna è sicura perché la sua auctoritas non potrà mai sostituire quella maschile". Noi maschi, tutti potenziali padri, abbiamo abdicato consegnando le redini del mondo alle donne, a quelle femministe di negata maternità che non raramente sono pure misantrope e misandriche. Ma abdicare ha il suo prezzo. Ne sa qualcosa King Lear. Quando negli anni ’80 si abolì la figura giuridica del capofamiglia, si innescò il processo di dissoluzione della famiglia. Dopo 30 anni di latitanza si osservano i primi risultati: gioventù allo sbando, metà dei matrimoni finiscono in divorzio, “famiglie monoparentali” generatrici di povertà economica e psichica, prostituzione e pedofilia alle stelle, gay che adottano bambini, inseminazione artificiale e uteri presi in prestito, anziani cacciati nei ricoveri. Il vuoto d’autorità in famiglia è colmato dall’ingerenza dello Stato negli affari privati del cittadino.

Ma a chi giova il nuovo dis-ordine sociale? Giova all’incremento del PIL e al grande potere planetario. E’ bene ricordare, caro lettore, che per aumentare il PIL è necessaria la “crisi permanente dei sistemi”. Perfino l’inquinamento incrementa il PIL.

Con che mezzi si realizza il piano di distruzione della famiglia?

Principalmente con strumenti politici, legali, burocratici e mediatici (propaganda e disinformazione).

E’ giunta l’ora dei funzionari, dei totalitarismi. Russia docet. Anche la nostra piccola Svizzera sta andando verso il modello economico-sociale comunista sovietico e post-UdSSR. La nuova società, misandrica, omogeneizzata e globalizzata, sta raggiungendo l’obiettivo segreto di spezzare il nucleo famigliare. Vagheremo tutti come orfani di padre, di madre, di dio, figli di nessuno. I burocrati hanno vinto gli zar e il comunismo, stanno paralizzando il capitalismo (vedi EU, Italia, Grecia, Spagna, ecc) e annienteranno l’individuo e la sua struttura sociale. L’attacco alla famiglia svizzera avviene tramite le “riforme” del welfare, per opera, spiace dirlo, del Partito socialista in primis. Attualmente è in discussione l’ennesima riforma del diritto di famiglia – il diritto al mantenimento. Se dovessero passare le proposte dalla CF Sommaruga – e le probabilità sono ottime - avremo famiglie in cui tutti sono contro tutti, dove i figli prenderanno avvocati contro il proprio padre, dove ogni donna messa incinta avrà il diritto ad una pensione alimentare per se stessa senza mai esser nemmeno stata sposata, dove i figli diventano strumenti di ricatto, ecc. Naturalmente si presuppone che non vi siano vincoli emotivi e tanto meno amore o affetto. I soggetti sono considerati solo dal punto di vista economico. Un vero incentivo a non far figli. Quale il maschio occidentale che, informato e coscio di questa realtà, vorrà prendere il rischio di procreare? E già deleghiamo il compito del rinnovo demografico, e di conseguenza politico, ad altri gruppi etnici e religiosi che “invadono” pacificamente il nostro paese e che, saggiamente, non penalizzano la famiglia.

Nel giorno del padre commemoreremo anche la morte di Dio e della Famiglia.

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(N.B.: questo articolo è stato inviato ai media ticinesi il 17.3.2014 ma non è stato pubblicato da alcuno di loro)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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