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Le Commissioni tutorie non tutelano i minori, non hanno pertanto senso di esistere...

Riceviamo l'e-mail sottostante in copia e la pubblichiamo... 

Ad ogni lettore verrà spontaneo chiedere alla Commissione tutoria regionale 8, in particolare al presidente supplente avv Alfio Mazzola, al curatore educativo Claudio Garolla o al membro permanente Dr.ssa D'Ottavio-Del Priore:

"Ma ai bambini chi ci pensa? La madre pare di no, la CTR neppure, il curatore nemmeno... Lo farebbe volentieri il papà...ma perché non gli vien data la possibilità? Ma i figli non vanno affidati al genitore più idoneo e che permette all'altro genitore un conveniente rapporto genitoriale coi figli a lui non affidati? Perché tutto funziona all'incontrario? Perché le autorità danno sempre per scontato che la madre sia (la più) idonea e che i figli vogliano vivere con lei piuttosto che col padre?"

 

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Lettera Avvocato Pagnamenta

Da: XXXXXXXXXX (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Inviato: martedì 8 aprile 2008 10.49.22 A: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Egregi Signori,

non riesco neppure a descrivervi i sentimenti che provo in questo momento, dopo avere letto la risposta ai fatti del 18 marzo scorso che la mia ex moglie vi fa pervenire per il tramite del suo legale, avvocato Amos Pagnamenta. Provo un'immensa tristezza per i miei bambini e anche per la vostra istituzione. Lo scopo dell'esistenza delle Commissioni tutorie regionali è quello di agire nell'interesse dei bambini. Chiedendo alla parte avversa di rilasciare una sorta di "autodenuncia" non fa l'interesse dei bambini. Dimostra solo quanto sia disonesta la mia ex consorte. Fino ad oggi, e quanto dichiarato dalla mia ex consorte circa ciò che è accaduto il 18 marzo lo dimostra, avete fatto l'interesse suo e del suo legale. Quello dei minori mai.

Nello specifico, avete chiesto alla mia ex signora di pronunciarsi su quanto segue:

  1. sullo scopo di mandare la seconda volta mio figlio a recuperare il compito dimenticato, quando già al primo tentativo, lo stesso ha trovato l'edificio scolastico chiuso?
  2. ho parlato, nella mia lettera, di una lieve escoriazione al ginocchio che mio figlio ha (e non "avrebbe") riportato, cadendo dalle scale a causa dell'agitazione che la madre aveva provocato in lui, urlando come un'ossessa;
  3. sugli insulti che la mia ex moglie ha rivolto al bambino al telefono (dicendo che a lei, del figlio, non interessa niente) e gli insulti che ha rivolto a me, facendo in modo che mio figlio li sentisse;
  4. sul malessere di mio figlio che non mi è stato prontamente comunicato dalla mia ex consorte;
  5. sulla visita medica a cui mio figlio è stato sottoposto in seguito a questo fatto;
  6. sulla mancata comunicazione, inoltre, della convocazione con cui l'insegnante di mio figlio ha chiamato la mia ex moglie;
  7. sulla possibilità di fare in modo che io possa personalmente accompagnare i miei figli da specialisti in grado di tracciare un quadro del loro stato di salute.

Avete concesso alla mia ex signora, per rispondere, un generoso e abbondante termine di oltre 10 giorni, fissando la scadenza dello stesso al 31 marzo 2008.

NB: Non si contesta, nella mia lettera, il fatto che la mia ex consorte abbia chiesto al bimbo di tornare (la prima volta) a scuola per recuperare il compito dimenticato.

Nella risposta della mia ex signora, viene riportato che:

  1. è giusto che la mia ex moglie abbia chiesto a mio figlio di tentare di recuperare il compito, recandosi nuovamente a scuola (qualcuno le ha chiesto di pronunciarsi su questo?). Non si fa minimamente accenno sull'utilità di rimandarlo a scuola per la seconda volta; à risposta non attinente
  2. la caduta dalle scale del bimbo (da me dichiarata non grave, sottolineando però che la stessa avrebbe potuto avere altre conseguenze che, solo per fortuna sono state scongiurate) con la conseguente lieve escoriazione, a detta della mia ex consorte, non esiste. A prova di questo, sempre stando alle sue parole, ci sarebbe il fatto che poi mio figlio si sarebbe recato al consueto allenamento di basket; à risposta non attinente, non prova nulla e, tra le altre cose, non attinente alla realtà. Leggasi: mostruosa bugia proferita, come al solito (accade puntualmente da anni!) nell'interesse personale della mia ex moglie e non in tutela dei figli
  3. non si accenna minimamente alla sceneggiata isterica con cui la mia ex consorte ha detto al bambino di non provare il minimo interesse nei suoi confronti e gli atti estremamente dequalificanti della mia figura paterna e di uomo; à per codesta lodevole CTR è sufficiente una bugia?
  4. il malessere della notte tra il 4 ed il 5 marzo, a detta della mia ex moglie, è un'invenzione mia o di mio figlio; à per codesta lodevole CTR è sufficiente una bugia?
  5. la visita medica, secondo la mia ex consorte, era prevista da tempo e non ha nulla a che fare con il malessere in questione che, tra le altre cose, non è mai esistito; à per codesta lodevole CTR è sufficiente una bugia?
  6. le mancate comunicazioni sono da imputare al curatore, sempre secondo la lettera con cui la mia ex moglie, con la penna del suo legale, si pronuncia. Il curatore però dice che sono da imputare alla scuola e alla mia ex moglie; à scaricabarile...
  7. secondo la mia ex moglie, tutto è dovuto a lei ma non ai figli, motivo per il quale non è d'accordo di fare in modo che possa accertarmi in prima persona sul reale stato di salute dei bimbi. Questo atteggiamento è definito dalla stessa "tendenzioso". Il fatto che lei ed uno dei bimbi siano in cura dallo stesso psicologo è, del resto, normale... Cosa mi nasconde la mia ex moglie circa lo stato di salute dei miei bambini? à Altra querela in arrivo...

Conclusioni:

  1. la risposta della mia ex signora, datata 31 marzo e ricevuta da voi il 2 aprile, non è ricevibile. Fosse stata spedita il 31 marzo sarebbe stata recapitata presso di voi il 1. aprile e non il 2;
  2. come sapete (e, alla luce dei fatti ho avuto ben ragione di farlo), ho preventivamente querelato la mia ex moglie presso il Lodevole Ministero pubblico di Lugano, per i fatti noti;
  3. noto in tutti voi, signori, una reale incapacità di gestire la questione; perché nessuno ha fatto una semplice domanda al mio bimbo (non che la cosa sia divertente, per carità, così facendo avete solo spostato la responsabilità sul Procuratore pubblico). Questa, per quanto mi riguarda, è negligenza;
  4. qual è il valore aggiunto della vostra istituzione se non intervenite nell'interesse dei bambini, limitandovi a chiedere alla madre la quale, da disonesta, nega ogni addebito?
  5. qual è il valore aggiunto del curatore che non sa cosa fare e scarica le responsabilità sulla mia ex moglie e sulla scuola la quale, a sua volta, scarica la responsabilità sulla scuola e sul curatore? Sarei curioso, a questo proposito, di sapere su chi scaricherebbe la responsabilità la scuola. Probaiblmente (per logica distributiva), sulla madre, sul curatore e su di voi;
  6. la risposta con cui si pronuncia la mia ex mogllie è ingiuriosa e falsa.

 

Richiedo:

  1. che codesta lodevole Commissione tutoria approfondisca, facendo partire tutte quelle misure di ufficio che la legge le impone di fare partire;
  2. che venga richiesto al medico curante il dettaglio dell'appuntamento fissato dopo il 4 marzo (quando è stato fissato?);
  3. che venga interpellato mio figlio; solo così si eviterà che altre istituzioni possano farlo. A questo proposito: voglio sapere quando lo ascolterete e voglio essere io ad accompagnarlo. Ho già dimostrato che sono vittima di mobbing genitoriale, occorre quindi che ai bimbi non sia fatto un ulteriore lavaggio del cervello;
  4. che codesta lodevole Commissione tutoria ritenga irricevibile lo scritto della mia ex signora e che si comporti di conseguenza;
  5. che codesta lodevole Commissione tutoria si impegni in prima persona a fare luce sull'accaduto e che si impegni a rimuovere il curatore, secondo le modalità previste dalla legge;
  6. che codesta lodevole Commissione tutoria conceda al padre un più ampio diritto di visita, questo nell'interesse dei bambini. Se non erro il mio diritto di visita è stato limitato anche perché, sencondo la mia ex moglie, io direi bugie ai bambini (!);
  7. che codesta lodevole Commissione tutoria, al di là delle intenzioni della madre, si pronunci sull'autorità parentale congiunta;
  8. che codesta lodevole Commissione tutoria conceda al padre il sacrosanto diritto di fare visitare i figli da specialisti di sua fiducia.

Come ho già richiesto, attendo delle misure d'urgenza entro la fine di questa settimana. 

Copia dello scritto dell'avvocato Pagnamenta, unitamente a questo messaggio di posta elettronica, verrà da me inviata al Lodevle Ministero pubblico di Lugano.

L'avvocato Pagnamenta, verrà a giorni deferito all'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino.

Cordiali saluti.

XXXXXXXXXXXXXXXXXX

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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