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Situazione attuale. Si cambino le leggi e la loro applicazione

Figli orfani di padri vivi

È risaputo che una coppia su due si separa, e per i figli e solitamente il genitore non affidatario inizia - grazie all’approcio giuridico e psico-sociale attuale - un incubo. Statistiche rivelerebbero che il 30 % dei genitori senza autorità parentale dopo 3 anni dalla separazione non hanno più contatti coi propri figli.

Così non deve essere!

Premessa
Un genitore è “responsabile” quando si impegna per il bene della sua prole e per mantenere rapporti vivi costruttivi e costanti con essa. A volte il genitore affidatario lo è, e il non affidatario no; a volte invece è il contrario. Ci sono madri che lottano affinché il padre fantasma dei loro figli abbia un minimo di contatto con loro (e a volte anche padri rispetto a madri fantasma). Ma ci sono tanti padri e madri che lottano con l’ex coniuge/convivente e col sistema giuridico psico-sociale per poter essere messo in condizioni normali per essere “genitori responsabili” verso i loro amati figli: mantenere cioé contatti frequenti e amorevoli, standogli vicini e essendo presenti nel bisogno e nella  quotidianità della vita, come è giusto che sia, soprattutto se pure i figli lo desiderano.

Allora perché tante difficoltà?
Constatiamo - con tristezza ma non (ancora) con rassegnazione - che, eccettuati rari casi motivati oggettivamente e/o in cui esistono conflitti concreti con i figli capaci di discernimento, i problemi nascono perché il genitore affidatario (madre o padre che sia) ostacola fortemente e ostinatamente le relazioni personali tra i figli e il genitore non affidatario.

Come?
Le modalità sono molteplici, ma riassumibili nel Mobbing genitoriale e nella PAS (Sindrome di alienazione genitoriale) In particolare costatiamo nei casi finora conosciuti che la maggior parte dei genitori affidatari (95 %) sono madri, e che le relazioni personali tra l’altro genitore e i figli vengono da esse osteggiate/boicottate nei seguenti modi.

  1. trasferimento ad un nuovo domicilio lontano dal genitore non affidatario;
  2. creare/inventare conflitti per impedire che l’autorità parentale venga attribuita congiuntamente: infatti per prassi giudiziaria in casi di conflitti genitoriali l’autorità parentale congiunta non viene attribuita;
  3. limitare al massimo e ad oltranza i diritti di visita del padre
  4. piuttosto che al padre naturale lasciare i figli al nuovo compagno, a amici, parenti, baby-sitters, o altre persone o istituti.
  5. denunciare penalmente il padre per
    • uso improprio del telefono (facendo apposta a non rispondere benché il padre abbia il diritto legale di telefonare alla prole)
    • molestie sessuali verso sé stesse e i figli
    • trascuratezza degli obblighi di mantenimento, anche se il padre è stato licenziato ricevendo il 20% in meno di stipendio, e visto che è già ridotto al minimo vitale
  6. quando la madre deve consegnare i figli al padre per i diritti di visita infrasettimanali risp. nei fine settimana, ella non si fa trovare in casa o addirittura si nasconde coi figli presso parenti compiacenti
  7. chiedendo al padre il massimo dei contributi alimentari per lei e per la prole che la prassi giuridica permette, benché  
    • conviva “non ufficialmente” o "non in modo duraturo" con un compagno con cui divide i costi della sua economia famigliare e riceve una partecipazione alle spese del nucleo monoparentale
    • avori in nero, mentre magari pure percepisce l’indennità di disoccupazione e assegni integrativi o di altro genere
    • tilizzi per sè la parte dei contributi alimentari della prole e non a beneficio dei soli figli come dovrebbe essere
    • li siano rimasti in uso l’abitazione famigliare, l’automobile, i mobili, le suppellettili, ecc.

  8. parlar male del padre ai figli, in particolare dicendogli che lui non dà abbastanza soldi per loro e che quindi non gli vuole bene e non si interessa a loro, e che quindi è colpa del padre il fatto che ora sono nelle ristrettezze economiche (magari anche se non lo sono veramente)
  9. trascinano il padre in costose cause giudiziarie, mentre che le madri sono al beneficio dell’assistenza giudiziaria (ossia le spese legali della madre sono anticipate interamente dal Cantone)
  10. richiedendo il sostegno psicologico per loro stesse e per i figli e/o di un curatore educativo per i minori, che l’aiutino in questa crociata contro quel “terribile e mostruoso” padre che non vuole soccombere (e i costi e lo stress aumentono, purtroppo soprattuto per i figli)
  11. ecc.

N.B.: Queste modalità vengono applicate dai padri allo stesso modo quando sono questi ultimi a detenere l’affidamento dei figli. Per cui, sia madre o padre il genitore affidatario, le problematiche possono essere simili. La legge e le prassi in vigore permettono dunque che ciò accada: l'irresponsabilità genitoriale del genitore affidatario è sostenuta e alimentata dal sistema giuridico in vigore, che non tutela nel concreto né i figli né l'altro genitore.

Quale futuro?
Quando due genitori si separano, a condizione che non ci siano casi oggettivi di abusi o altro motivi gravi a tutela dei minori, riteniamo che la legge debba agire come segue.

  1. attribuire l’autorità parentale congiunta, indipendentemente dai conflitti (reali o artificiosi) tra i genitori
  2. ripartire i contributi alimentari per i figli, a seconda della proporzione di tempo che essi trascorrono col padre risp. con la madre. Ad esempio, i figli devono poter pernottare ed abitare da entrambi i genitori i quali hanno pertanto diritto ad equa parte della posta prevista per l’alloggio.
  3. abolire/modificare l'art. 169 del Codice civile svizzero in quanto si presta ad abusi da parte del genitore affidatario. Se l'abitazione coniugale è di sola proprietà del genitore non affidatario, a sua semplice richiesta entro 6 mesi l'immobile deve essere venduto, qualora non si trovi un accordo per l'acquisto da parte del genitore affidatario; analogamente qualora i genitori sono proprietari al 50% a semplice richiesta di uno dei due la casa va venduta entro 6 mesi al migliore offerente qualora l'altro coniuge non volesse/potesse acquistarla. 
  4. obbligare i genitori conflittuali alla mediazione nelle apposite strutture, con tutti i costi a loro carico.
  5. in caso di lavoro nero o altri subdoli stratagemmi da parte del genitore creditore dei contributi alimantari per sé stesso per carpire ingiustamente denaro al genitore debitore dei contributi alimentare, il dovere di mantenimento alla moglie va immediatamente e definitivamente interrotto e quanto incassato a torto restituito all'altro genitore (solitamente il padre).

Così facendo non si litigherà più per i beni materiali, non si useranno i figli come arma per ferire o ricattare  l’altro genitore, ecc.. I figli vivranno con entrambi i genitori regolarmente, e il genitore non affidatario avrà pure i mezzi finanziari per vivere dignitosamente coi propri figli.

Non ci saranno né vinti né vincitori, e i figli non saranno più allontanati dal genitore a cui non sono stati affidati. I figli non avranno più un genitore solo per 4 giorni al mese.

Mentre in attesa che questo diventi realtà, però che le competenti autorità agiscano per

  1. modificare il codice penale di modo da poter punire convenientemente le madri o i padri affidatari che ostacolano le relazioni personali dei figli col padre o con la madre non affidataria.
  2. far sì che la Polizia non intervenga solo a favore dei genitori affidatari (5 minuti di ritardo nella riconsegna dei figli, ecc.) ma anche dei non affidatari (le madri che non si fanno trovare quando il padre deve esercitare il diritto di visita coi figli, ecc.)
  3. dare mendato al Consiglio della magistratura di vegliare regolarmente sui costi a carico dell’assistenza giudiziaria (AG), evitando gli abusi, imponendo un’importo e un tempo massimo per l’ottenimento del divorzio, dopo di cui l’AG viene tolta al beneficiario.
  4. far sì che le varie autorità di vigilanza (il Consiglio della magistratura, l’Ordine degli avvocati, l’Autorità di vigilanza sulle tutele, i servizi sociali e psico-sociali e medico-psicologici, ecc.) controllino l’operato dei loro sottoposti affinché operino nell’interesse dei figli e contro ogni abuso del genitore affidatario.
  5. permettere ai padri, ai nonni e ai parenti e amici dei figli di poter vivere la quotidianità coi propri figli risp. nipoti o qualunque sia il grado di parentela o il legame affettivo col minore. 
  6. il bene del figlio innazitutto.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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