Da: CdT 21.2.11 pag 6
Gemelle La mamma: Non posso credere che le abbia uccise
«La speranza è l'ultima a morire e finché non le vedo non riuscirò mai a crederci»
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«Ci sono un sacco di elementi in questa storia che non hanno senso.
Intanto ci sono un paio di valigie che sono sparite e nessuno sa dove
sono. Poi non riesco a credere che un padre che amava le sue bambine
possa aver compiuto una cosa così brutta. La speranza è l'ultima a
morire e finché non le vedo non riuscirò mai a credere a una cosa così».
Così ha parlato al programma televisivo «Domenica Cinque» Irina
Lucidi, madre delle piccole gemelline svizzere Livia e Alessia.
«Io non gli ho mai impedito a mio marito di vedere le bambine.
Anche nei
weekend che spettavano a me le portava al circo, le vedeva nel weekend,
poi le vedeva anche un giorno durante la settimana. Persino questo
primo Natale, dopo la separazione, gli ho permesso (e per me non è stata
una decisione facile) di andare tre settimane ai Carabi in barca a vela
con le bambine».«Ho sempre fatto tutto ciò nell'interesse delle bambine - ha continuato la madre - perché è importante il rapporto che hanno col papà. L'ho fatto per loro. Prima ho parlato con le maestre per capire se esprimevano questo desiderio, se ne sentivano il bisogno, e mi è stato confermato che erano molto contente di andare tre settimane a fare questa avventura con il loro papà. Penso sia stata una bellissima vacanza».
«Quando sono entrata in quella casa - ha proseguito - ho visto gli zainetti per terra, i pupazzi con cui dormivano e dai quali non si separavamo mai, nel letto, con il pigiama, la lasagna nel forno, il testamento nel cassetto, mi sono molto preoccupata. Sentivo che c'era qualcosa che non andava. E la cosa poco normale è che Mathias nel testamento lascia tutto a Livia e Alessia e, in loro assenza, ai fratelli».
«La cosa che più mi ha fatto male è che quando lui ha impedito ogni contatto ha deciso di dire la verità in quelle lettere. È stata la prima volta che si è espresso in quel modo, così violento, così disperato. Il tenore delle lettere che mi mandava prima era totalmente diverso. È la prima volta che penso abbia detto veramente quello che sentiva dentro, ma l'ha fatto quando non ha lasciato nessuna possibilità».
Nel frattempo gli inquirenti stanno cercando su una penna quasi intatta, gadget della nave che effettua il collegamento Marsiglia-Corsica, il DNA delle gemelle per verificare la loro presenza sull'imbarcazione. La penna è stata trovata lungo i binari ferroviari della stazione di Cerignola.
Ieri intanto nella cattedrale di Sant'Emidio a Ascoli Piceno, città originaria della madre dove i coniugi Schepp si erano sposati nel 2004, il vescovo Silvano Montevecchi ha celebrato una messa per Alessia e Livia. Nell'omelia ha parlato del dono della vita e della speranza di ritrovare vive le gemelle, invitando i fedeli a pregare per loro.
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