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Le partner dei separati fondano l'associazione Donna2; "Noi mogli di serie B vogliamo essere difese"

Da: www.caffe.ch 04.03.12

Le partner dei separati fondano l'associazione Donna2   (www.donna2.ch)
 
"Noi mogli di serie B vogliamo essere difese"
 
PATRIZIA GUENZI

Nato un po' in sordina e partito dal Ticino, il fenomeno delle mogli di serie B ha travalicato i confini cantonali. Ed è diventato a tutti gli effetti un vero e proprio caso nazionale, ripreso anche dal Blick. Forti di tanto clamore, le partner di uomini divorziati si sono alleate e proprio questa settimana hanno costituito un'associazione. "Donna 2 si chiamerà - spiega la promotrice dell'iniziativa Katherin Säuberli, 42 anni, di Stabio, che a dicembre sul Caffè aveva raccontato la sua dolorosa vicenda di donna innamorata di un uomo con una famiglia e dei figli alle spalle -. Adesso basta, ci alleiamo e vogliamo essere difese. Condividiamo un lunghissimo calvario fatto di cattiverie, ripicche, prepotenze e vendette da parte dell'ex moglie. Chi ci difende? Rivendichiamo il nostro ruolo nella società.
Insomma, stanche e deluse, il club delle "seconde mogli" si allea e si conta.
 
"Siamo numerose - precisa Antonella Caccioppoli, 50 anni e 5 di tribolazioni alle spalle -. La nostra situazione è così comune che mi fa star male. Ma come mai nessuno s'è mai preso la briga di far qualcosa per noi? Non è possibile che ci siano cause di divorzio che durano anni e anni. Mentre alle prime mogli resta tutto e a noi rimangono solo i cocci. Certo, ci sono uomini che in famiglia si comportano male e quando se ne vanno neanche assicurano di che vivere all'ex moglie e ai figli. Ma nel nostro caso i nostri mariti hanno subìto il divorzio. Però si ritrovano a pagare solo loro. In tutti i sensi. E noi con loro".
Säuberli e socie lamentano la lontananza della politica. "Anche se sollecitate, le istituzioni si limitano a dire 'mi dispiace'. Come ha fatto Simonetta Sommaruga", sottolinea Katherin, riferendosi alla risposta della direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia alla sua lettera, in cui chiedeva più tutela da parte della legge. Ma Katherin non ha nessuna intenzione di mollare. Prontamente ha replicato a Sommaruga. Che a sua volta ha nuovamente  risposto. "Ha ribadito che non può fare nulla, mentre non è così se solo volesse", commenta Säuberli.
Ma non finisce qui. La donna ha riscritto a Sommaruga. Pretende delle risposte. Soprattutto per quanto riguarda la durata delle pratiche di divorzio. "Un massimo di due anni e mezzo sarebbe più che sufficiente - dice -. In questo modo qualsiasi uomo, a meno che non sia milionario, si riduce sul lastrico. Tra avvocati, assegni di mantenimento e spese varie non gli resta nemmeno il necessario per vivere dignitosamente".p.g.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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