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Padre e zio non abusarono della bimba e la madre non violò i propri obblighi

Da: CdT 8.10.08 pag 21

Padre e zio non abusarono della bimba e la madre non violò i propri obblighi
 Non luogo a procedere nei confronti della mamma della piccola al centro di un'inchiesta chiusasi con decreti di abbandono per gli indagati: sulla donna pendevano so­spette violazioni del dovere di assistenza ed educazione

  La mamma della bambina del Mendrisiotto al centro di un'in­chiesta per presunti abusi da par­te di due parenti non ha manca­to nei propri doveri di genitore. Il procuratore pubblico Mario Branda, che non aveva aperto in­carti formali a carico della don­na ma aveva iniziato un'assun­zione di prove preliminari, le ha intimato un decreto di non luo­go a procedere. In dubbio era il rispetto del dovere di assistenza ed educazione sancito dalla leg­ge. Secondo il magistrato, alla lu­ce degli esiti d'inchiesta, la don­na non ha violato questo dovere; non è dunque penalmente per­seguibile. Alcuni giorni fa (vedi CdT del 3 ottobre scorso)Branda aveva già scagionato da pesanti sospetti il padre e lo zio della pic­cola. Si tratta dell'ex marito e del fratello della madre, che sono sta­ti indagati con l'ipotesi che aves­sero commesso atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale e vio­lenza carnale. I due uomini, di­fesi dagli avvocati Pascal Catta­neo e Alexander Henauer, erano stati arrestati a gennaio e avevano trascorso qualche settimana in detenzione preventiva. Sono sta­ti infine raggiunti da decreti di ab­bandono del procedimento a lo­ro carico. Mancavano infatti ri­scontri oggettivi delle presunte violenze; gli esami medici esegui­ti sulla bimba non evidenziava­no cioè lesioni che ci si poteva in­vece aspettare in seguito ad abu­si. Le audizioni della piccola, inol­tre, non hanno fornito elementi conclusivi tali da confermare le ipotesi di reato. Nel frattempo, già a inizio anno, la bambina e i suoi due fratellini sono stati allonta­nati dalla casa materna per esse­re affidati a istituti o famiglie d'ac­coglienza temporanea. Ancorché informale e preliminare, l'inda­gine a carico della loro mamma, difesa dall'avvocato Andrea Car­ri, costituiva il principale ostaco­lo al processo di ricongiungimen­to da lei auspicato. Fr.S. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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