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Chiede un risarcimento. Scagionato da accuse di reati sessuali sulla figlia

Da: CdT 5.8.09 pag 11

Chiede un risarcimento

Scagionato da accuse di reati sessuali sulla figlia

Fr.S.

L’uomo fu indagato l’anno scorso in relazione a presunti abusi perpetrati su una bimba nel Mendrisiotto e tra- scorse tre settimane in carcerazione preventiva – Gli ac- certamenti non confermarono la commissione di reati

PROCURA Il procedimento si fermò qui: al termine dell’inchiesta, il magistrato inquirente firmò un decreto d’abbandono.(foto Demaldi)

Un risarcimento danni di quasi 47.000 franchi complessivi. Lo ha chiesto allo Stato il padre della bambina del Mendrisiotto che fu indagato l’anno scorso, così come lo zio della piccola, per presunti atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale e violenza carnale. Entrambi gli uomini furono scagionati dalle pesanti ipotesi di reato alla conclusione dell’inchiesta condotta dal procuratore pubblico Mario Branda.

Per il tramite del proprio legale, l’avvocato chiassese Pascal Cattaneo, il padre della bimba ha inoltrato ora un’istanza di indennizzo che annovera 16.000 franchi di spese per patrocinio penale e 3.000 franchi di ripetibili per l’istanza di ingiusta carcerazione; inoltre 4.200 franchi di torto morale per i 21 giorni di carcerazione preventiva patiti e 13.500 franchi di risarcimento danni per perdita di guadagno dovuta alle forzate assenze dal posto di lavoro, per costi medici sostenuti per curarsi dalle conseguenze psicologiche dell’inchiesta e per il patrocinio legale davanti alla Commissione tutoria che si è occupata dei suoi due figli e che, nonostante l’esito delle indagini penali, finora ha concesso all’uomo solo un diritto di visita sorvegliato. Un’ulteriore richiesta di rimborso, ammontante a 10.000 franchi, è stata presentata per risarcire il grave torto morale derivante dalla importante lesione della personalità dell’ex indagato che si è visto confrontato con una delle accuse più infamanti e umilianti.

Padre e zio (fratello della mamma) della bambina al centro della triste vicenda finirono dietro le sbarre per qualche settimana tra gennaio e febbraio dell’anno scorso. I due indagati respinsero sempre ogni addebito. In settembre, una volta esperiti tutti gli accertamenti, il magistrato inquirente firmò un decreto di abbandono del procedimento penale a loro carico. Le ripetute audizioni della bimba non hanno infatti fornito elementi conclusivi tali da confermare la commissione dei reati ventilati. A questo si aggiunge il fatto che sono mancati riscontri oggettivi di lesioni che avrebbero dovuto essere evidenziate dagli esami medici eseguiti sulla presunta vittima. La delicata vicenda era emersa quando la piccola e i suoi due fratellini furono allontanati dalla casa materna per essere affidati a istituti, dove sono tuttora, mentre il padre (separato dalla madre) e lo zio furono arrestati. L’intervento delle autorità era scattato in seguito alla segnalazione di un singolo episodio che vide protagonisti la bambina e il fratellino maggiore (l’altro fratellino è rimasto del tutto estraneo all’intera vicenda) il quale è stato oggetto di una decisione del magistrato dei minorenni.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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