Da: Mattinonline, 3.6.11, rubrica MALO (link all'articolo)
Sono un padre ticinese con 6 bambini e accudisco pure 2 figlie della mia attuale compagna avute in precedenza. La mia storia nasce con l’innamoramento per mia moglie, di origine tailandese che, con grosse peripezie, riesco a portare in Svizzera e con la quale convoglio a nozze e gioiamo per la nascita dei nostri 3 bambini.
In questo periodo mi preoccupo di sua madre, che vive da sola in Tailandia e di sua sorella che riesco a far venire a studiare in Svizzera e dove troverà in seguito marito ma da quel momento perdo quasi il contatto, nonostante tutti i sacrifici per mantenerla fino a quel giorno (studi assicurazioni,viaggi a mio carico).
La mia sfortuna nasce il giorno che mia moglie abbandona il tetto coniugale (non più punibile) e fugge con un energumeno grigionese violento portandosi seco i nostri figli (che per settimane cerco per la Svizzera, non sapendo dove sono scappati sotto natale) e porta via tutto quello che riesce a prelevare da casa dove è pervenuta senza nulla.
L’energumeno mi minaccia con un fucile da caccia e cerca a più riprese di mettermi le mani adosso, spesso sotto l’effetto dell’alcool, fatto che denuncio ma…NLP (non luogo a procedere) è la risposta della nostra giustizia! Devo attendere che riaccompagnando i miei bambini a casa dalla madre lui mi sferri un pugno da dietro mia moglie e davanti ai miei figli piangenti per farlo ammonire ed infliggere una multa di ben 200 franchi! Ennesima situazione con un tasso alcolico comprovato dalla Polizia Cantonale, nettamente sopra il limite, ma questa persona, era appena rientrata con il veicolo e con i miei figli a bordo!!!
Continuo a lamentarmi per la paura sulla sorte dei miei figli ma, il Pretore invece di assecondarmi, a causa delle tensioni mi toglie i fine settimana con i figli e mi consola lasciandomi solamente il mercoledì pomeriggio!
Dapprima mia moglie va a vivere con l’energumeno ed i figli vivono con me per diversi mesi ma poi, dopo le ferie pasquali, senza preavviso, i bambini cambiano sede scolastica ed io non vengo nemmeno consultato da parte del direttore dell’istituto scolastico dove la madre si è recata con il suo legale e stabilito il trasferimento senza preavvisare il padre!
Mi rendo sempre più conto di quanto il padre non conti nulla se non dal lato finanziario trasformandosi da genitore in puro bancomat a scapito della madre che, può permettersi di non lavorare ma, se furba e magari carina, riesce ad ottenere tutto da persone consenzienti ad ogni richiesta, calpestando i diritti minimi del padre che si trova schiavo ed impotente di situazioni incredibili!
Il Pretore decide della vita di un padre come lui (che però non si trova nella situazione di separazione dai suoi figli) e maltratta persone del suo stesso sesso senza portare rispetto per la genitorialità di tanti padri che sicuramente è superiore a quella di tante “madri” che fanno dei figli un motivo di ricatto, aiutate da legali insensibili e abili a far durare una situazione di divorzio il più a lungo possibile, si da poter godere al massimo delle loro prestazioni lautamente pagate.
La situazione è chiara e sotto gli occhi di tutti ma nessuno interviene, e questo porta spesso a situazioni di violenza estrema da parte di padri che lottano per i loro figli. In effetti non si può snaturare in questa maniera un rapporto naturale tra genitore e figli, dandolo in pasto a Tutorie, psicologi, Avvocati e Pretori che mettono il naso nella vita privata di una famiglia, ognuno assurgendo a Padreterno e rivendicando potere su sentimenti ancestrali tra genitori e figli!
Quanti padri si abbandonano alla depressione ed arrivano a togliersi la vita a causa di questi “onnipotenti pretori” che riducono al lastrico bravi padri di famiglia, ai quali sistematicamente non viene neppure riconosciuta l’assistenza giudiziaria, mentre in maniera quasi automatica viene offerta alle madri? E’ forse una società corretta e onesta quella che ti mette alla gogna un padre che, già devastato dal distacco dai figli passa buona parte della giornata a difendersi dalle istituzioni invece di essere aiutato dalle stesse?
Avevo sudato tanto per poter acquistare la dimora dove avrei trascorso la mia vecchiaia in Tailandia, ma, prima ancora di terminare il pagamento ed entrarne effettivamente in possesso, ecco che mia moglie che la cede allo zio e, con tutti i miei effetti personali compresi! Ma questo non viene nemmeno preso in considerazione dal Sig. Pretore che invece vuole dividere addirittura la cassa pensione e tutta questa lotta porta al far vivere male pure il mio nuovo nucleo familiare, già, ci si dimentica che anche il padre ha diritto di rifarsi una vita e non solamente la madre!
Ma il padre non può e, oltre che demolito sentimentalmente, lo si vuole strisciante pure a livello finanziariocercando di metterlo in assistenza, creando altro lavoro per le nostre istituzioni che, come sabbie mobili ti fanno sprofondare in attesa di un aiuto,ma l’unico aiuto che ti viene fornito sarà probabilmente il funerale alla fine di una lotta impari!
Non è possibile che un Pretore imponga degli alimenti spropositati e ingiunga ad un datore di lavoro di prelevare tutto il salario e, se non sufficiente, prelevare la rimanenza su quello seguente!!! Ma di cosa vive il padre già tanto provato che deve mantenere dei bambini?
Basta con i soprusi, è ora che i padri si riuniscano a combattere questo male andazzo della nostra “giustizia” che non è degna di portare questo nome e, non abbandonate chi è toccato da questo problema che spesso si chiude in se stesso in depressione, ma aiutate questi padri, schiera sempre più numerosa nella nostra società, che si sentono impotenti di reagire perché affossati dalle istituzioni e diventano i nuovi poveri!
E voi padri che leggete queste poche righe, smettetela di commiserarvi ed unitevi per combattere queste ingiustizie perché l’unità fa la forza e la denuncia dei soprusi è più forte se fatta in maniera corale, a furia di gridare “all’ingiustizia” qualcuno dei nostri politici dormienti interverrà su questo scempio ideologico! Dopo quasi 4 anni che non riesco a trascorrere le ferie con i miei figli, il maschio ha rifiutato di recarsi da me nel fine settimana dicendomi: “sai papy, dopo 3 anni di distacco, sono diventato più amico del compagno della mamma che di te!!!”: ma è possibile sentirsi dire una frase del genere da un figlio adorato di solamente 10 anni, e questo a causa del distacco forzato dal Pretore e dal continuo plagio da parte del compagno della moglie, fatto che passa totalmente inosservato da quella zavorra che il business dei divorzi mi ha appioppato (vedasi tutoria).
Sono oltre 3 anni che denuncio il plagio sistematico da parte del compagno di mia moglie, ma se la vita del padre è presa di mira e viene discreditata dal Pretore, la madre si può permettere di tutto e nessuno interviene, già perché la madre gode di tutti i diritti mentre il padre deve giustificare ogni passo che compie! I miei figli si lavano ogni 2 giorni, hanno problemi di ortopedia, di logopedia e dentali, ma nessuno interviene nonostante sia 3 anni che chiedo dove vadano a finire gli alimenti che verso e se i bambini sono a posto con le coperture di cassa malattia che ho loro stipulato.
La madre, cittadina straniera, stenta sulle situazioni burocratiche e relazionali, come avrà problemi a livello scolastico a seguire i bambini, mentre il compagno della madre è una persona di poca cultura, ma chi si occupa dei nostri figli se il padre viene sistematicamente allontanato dalla crescita e sviluppo dei propri figli, forse il “Signor Pretore”??? Mia figlia ha avuto un grosso problema di salute, ma io sono stato avvisato solamente quando era sotto i ferri in sala operatoria, questo a causa del procedere del Pretore che mi rende impotente sulle situazioni anche gravi inerenti la mia prole e questo nonostante da tre anni denunciavo uno stato di salute non idoneo ed incitavo la madre a far controllare la bambina dal medico!
Sono oltre 3 anni che tollero abusi, non solamente sulla mia persona ma soprattutto sui miei figli che sono le prime vittime di questo modo di agire autoritario e incomprensibile da parte delle nostre istituzioni e chiedo a qualche legale, che abbia voglia di aiutare questo padre di famiglia a chiedere “giustizia alla giustizia” con un aiuto pro bono, che si metta in contatto con l’associazione Papageno, una delle belle realtà cantonali, fatta di volontariato,con forte spirito di cambiamento per un settore allo sbando!
A chi volesse sostenere questa situazione con un aiuto finanziario, lo può fare con un versamento volontario sul conto di Papageno.
LETTERA FIRMATA il giorno di un compleanno triste di padre abbandonato a se stesso

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