Da: La regione 11.8.11 pag 3
Nuovo codice, più garanzie ma anche ‘più costi’
Difese d’ufficio, interrogazione leghista: quanto ha speso lo Stato dal 1° gennaio?
La nuova procedura penale, in vigore in tutta la Svizzera dall’inizio di quest’anno, ha accentuato le garanzie dell’imputato. Ma il garantismo può generare un aumento, anche non indifferente, dei costi per le difese. Col rischio « di avere una giustizia a due velocità », una giustizia « in qualche modo accessibile solo a chi ha grosse disponibilità finanziarie », avvertono i deputati leghisti Amanda Rückert , Stefano Fraschina eMichele Guerra segnalando, con un comunicato, l’inoltro di un’interrogazione sul tema al Consiglio di Stato. Nell’atto parlamentare chiedono fra l’altro al governo quale sia l’importo erogato dal Cantone dal 1° gennaio 2011 per le difese d’ufficio.
Tra le novità del Codice di diritto processuale penale svizzero vi è il cosiddetto avvocato della prima ora: in pratica, come ricordano i tre granconsiglieri, l’imputato ha il diritto di farsi assistere fin dalle prime battute dell’inchiesta, sia dinanzi agli organi di polizia sia davanti al giudice dei provvedimenti coercitivi chiamato a convalidare o meno l’arresto. Un passo « avanti » verso la concretizzazione del “processo equo”, « garanzia ancorata anche alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo », la Cedu. Da rilevare pure, sostengono ancora i firmatari dell’interrogazione, la possibilità per l’accusato di adire la Corte dei reclami penali « che verifica liberamente la correttezza degli atti della polizia e del magistrato inquirente ». Il rovescio della medaglia? La presenza dell’avvocato a ogni stadio della procedura « comporta inevitabilmente » per i legali un importante « dispendio di tempo ». Tant’è che « alcuni professionisti avrebbero affermato che una difesa efficace secondo la nuova procedura potrebbe costare il triplo » di quanto costava all’epoca in cui vigeva il codice ticinese. Ciò, si afferma nell’atto parlamentare, « può lasciarci indifferenti se l’imputato è difeso da un proprio avvocato di fiducia; tuttavia in molti processi » all’imputato sprovvisto dei mezzi finanziari necessari « è attribuito un avvocato d’ufficio, retribuito dallo Stato ». Retribuito in base alla tariffa stabilita dalla legge: i suoi onorari vengono anticipati dal Cantone. Per gli autori dell’interrogazione, occorre quindi « adottare tutte le misure necessarie perché l’efficacia di una difesa sia compatibile anche con l’economicità delle prestazioni ».
Al Consiglio di Stato Rückert, Fraschina e Guerra chiedono pertanto quanto l’ente pubblico abbia pagato per le difese d’ufficio dall’entrata in vigore del nuovo codice e se non ritenga opportuno potenziare « l’ufficio di incasso, dal momento che con il nuovo diritto lo Stato deve sempre anticipare ». Altra domanda: « Con quale criterio vengono assegnati i mandati d’ufficio? ».
I tre parlamentari della Lega, inoltre, suggeriscono l’istituzione – per gli imputati privi delle necessarie risorse economiche – di un “ufficio delle difese personali”. Un ufficio, precisano, indipendente dal Ministero pubblico e dall’Amministrazione e « che tratti direttamente tramite avvocati iscritti all’albo tutte le difese d’ufficio, ossia tramite avvocati ‘stipendiati’ (e non retribuiti a tariffa)».
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